
Il credito immobiliare si contrae in Iran e Argentina, mentre in Italia cresce tra gli under 35
Tra tassi in salita e politiche restrittive, il finanziamento alla casa arretra in Medio Oriente e Sudamerica, ma l'Europa mostra segnali di ripresa trainata dai giovani.
Il panorama globale dei mutui ipotecari si presenta frammentato, con tendenze opposte che riflettono condizioni macroeconomiche e scelte di policy divergenti. In Iran, il settore immobiliare soffre una contrazione senza precedenti del credito bancario: secondo le stime di Teheran, nei primi due mesi del 1405 la quota di prestiti destinata all'edilizia è crollata al 2,8% del totale, il livello più basso dal 1392. Un dato che, in termini reali, si traduce in una riduzione del 51% rispetto all'anno precedente, aggravando una crisi abitativa già profonda. A ciò si aggiunge la proliferazione di canali informali di finanziamento, come i prestiti garantiti da carte SIM, che offrono liquidità immediata a tassi usurari, segnalando una crescente difficoltà di accesso al credito formale per le famiglie.
Anche in Argentina il mercato dei mutui mostra segni di raffreddamento. Secondo un rapporto di Buenos Aires, ad aprile 2026 si è registrata una flessione delle erogazioni, in un contesto di tassi d'interesse in aumento e scadenze più brevi. Lo stock totale di crediti ipotecari ammonta a circa 5,7 miliardi di dollari, ma le condizioni più restrittive hanno ridotto la platea di potenziali acquirenti. Nella sola provincia di Buenos Aires, su quasi diecimila atti di compravendita, solo poco più di mille hanno coinvolto un mutuo, a testimonianza di un mercato sempre più selettivo.
In Italia, al contrario, il credito immobiliare mostra una vitalità inaspettata. Nel Lazio, le banche hanno erogato oltre 6 miliardi di euro nei primi mesi dell'anno, con un incremento del 20% rispetto al 2025. Il dato più rilevante è la forte presenza degli under 35, che rappresentano più di un terzo dei richiedenti, grazie alla garanzia pubblica del Fondo Consap che ha abbattuto la barriera dell'anticipo. Un segnale che, secondo gli analisti di Roma, indica una ripresa della domanda abitativa trainata dalle nuove generazioni, in controtendenza rispetto allo scenario globale.
Nel frattempo, in Iran si moltiplicano gli annunci di nuove linee di credito agevolato per specifiche categorie, come il prestito per l'acquisto della prima casa destinato ai dipendenti pubblici o il finanziamento per le spese di viaggio religioso. Tuttavia, la portata di queste misure resta limitata: a Zanjan, solo il 6% degli inquilini è riuscito a ottenere il contributo per l'affitto, a fronte di un fabbisogno stimato di 50.000 richieste. Un divario che evidenzia la distanza tra le intenzioni dichiarate e la capacità effettiva del sistema bancario di sostenere la domanda.
Guardando al futuro, il quadro appare incerto. Mentre in Europa la combinazione di garanzie pubbliche e domanda giovanile potrebbe sostenere una moderata espansione del credito, in Medio Oriente e Sudamerica la stretta monetaria e l'instabilità economica rischiano di comprimere ulteriormente un mercato già fragile. La sfida per i policy maker sarà quella di bilanciare la necessità di contenere l'inflazione con l'urgenza di garantire l'accesso alla casa, in un contesto in cui le disuguaglianze territoriali e generazionali si fanno sempre più marcate.
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La stampa iraniana presenta la crisi dei mutui come un grave fallimento del sistema bancario, con solo il 2,8% dei prestiti totali destinati all'edilizia abitativa, la quota più bassa dal 2013. La narrazione sottolinea un calo reale del 51% dei mutui, accusando le banche di trascurare il settore e aggravare la recessione immobiliare. Il tono è accusatorio, ritraendo acquirenti e costruttori come vittime di una cattiva gestione finanziaria.
La stampa latinoamericana segnala un rallentamento dei mutui a causa dell'aumento dei tassi di interesse e della riduzione delle durate, rendendo il finanziamento immobiliare più selettivo. Il tono è neutro e analitico, concentrandosi sulle condizioni di mercato e sulla ridotta accessibilità. La narrazione sottolinea la contrazione della platea di famiglie in grado di ottenere mutui, senza attribuire colpe.
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