
Hamas elegge al-Hayya: vittoria di misura e la continuità della linea Sinwar
Il negoziatore vicino a Teheran guiderà l'ufficio politico con un margine di un solo voto, mentre Israele e analisti regionali prevedono il rinvio del disarmo e un controllo indiretto sulla Striscia.
Khalil al-Hayya è stato eletto lunedì alla guida dell'ufficio politico di Hamas con trentacinque voti contro i trentaquattro ottenuti dall'ex capo Khaled Meshaal, secondo quanto comunicato dal movimento su Telegram. Il margine risicato, emerso dopo un secondo turno di scrutinio, sostituisce Yahya Sinwar, ucciso in un'operazione israeliana nell'ottobre 2024, e rivela una dialettica interna ancora aperta sulla strategia futura. Al-Hayya, sessantacinquenne di Gaza, dottore in giurisprudenza islamica e tra i fondatori del movimento, era già il negoziatore di riferimento e il volto della riconciliazione con Damasco nel 2022, oltre che uno degli architetti del riavvicinamento all'Iran.
Nell'ottica di Teheran e dei suoi alleati, la scelta conferma la vitalità della «resistenza islamica». Il comandante dei Quds iraniani, Esmail Qaani, ha descritto al-Hayya come «personalità simbolo della resistenza e del martirio», mentre il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha parlato di un «capitolo di sacra rabbia» che rilancia la volontà palestinese contro il sionismo. Anche Hezbollah, per voce del segretario generale Naim Qassem, ha ribadito il sostegno alla causa di Gerusalemme, inquadrando l'elezione come prova che il nemico «non è riuscito a spegnere la fiamma della resistenza». Queste dichiarazioni si inseriscono in una cornice ideologica che considera la perdita dei leader precedenti – da Ahmed Yassin a Ismail Haniyeh – non come una sconfitta ma come un passaggio di testimone.
Secondo analisti israeliani, tuttavia, il cambio al vertice non modificherà la postura di Hamas sul terreno. Michael Milshtein, del Moshe Dayan Center di Tel Aviv, ha osservato che al-Hayya, già guida de facto da anni in Qatar, continuerà a privilegiare Gaza rispetto a una riconciliazione con l'Autorità Palestinese in Cisgiordania, e che la priorità immediata sarà accelerare solo alcune componenti della seconda fase dell'accordo con Israele, respingendo ogni richiesta di disarmo totale. La recente disponibilità di Hamas a cedere l'amministrazione civile della Striscia a un comitato tecnocratico sostenuto dagli Stati Uniti viene letta come una copertura cosmetica: il vero potere resterebbe nelle mani dell'ufficio politico all'estero, che continuerebbe a controllare le risorse e le armi senza l'onere finanziario della gestione quotidiana.
La biografia personale di al-Hayya aggiunge uno strato di complessità. Ha perso quattro figli e numerosi parenti in raid israeliani: Osama nel 2014, Hamza nel 2008, Azzam all'inizio di quest'anno e Hommam nell'attentato che lo stesso al-Hayya ha scampato a Doha nel settembre 2025. In quell'occasione, l'inviato statunitense Steve Witkoff, che aveva perso un figlio, gli ha presentato condoglianze personali durante un incontro in Egitto, in un momento descritto da Jared Kushner come un passaggio dalla negoziazione politica all'interazione umana. L'episodio non ha però alterato la traiettoria strategica: il consiglio transitorio a cinque membri che reggeva Hamas dalla morte di Sinwar sarà sciolto e una riunione del nuovo ufficio politico è attesa a Istanbul per avviare la ristrutturazione interna. Il dossier resta aperto, con la comunità internazionale che osserva se il governo tecnocratico potrà davvero operare in modo autonomo o se, come temono a Gerusalemme, il giorno dopo l'elezione somiglierà a quello precedente.
| Stampa iraniana e affini | +0.90 | aligned |
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| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.80 | aligned |
| Stampa israeliana | −0.80 | critical |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
La resistenza islamica è più forte che mai e continuerà il suo cammino onorevole.
Utilizzando il linguaggio del martirio e della fiducia divina, si presenta la successione come una continuazione sacra della lotta.
Non menzionano la stretta vittoria elettorale (35 vs 34 voti) né le divisioni interne con Khaled Mashaal, né la questione del disarmo.
Hezbollah si schiera al fianco di Hamas e della resistenza, guardando al futuro con la promessa della vittoria.
Attraverso una lettera formale di congratulazioni, si stabilisce un legame di solidarietà e legittimità tra le due forze della resistenza.
Tacciono sulla ristretta maggioranza elettorale e sulle sfide interne di Hamas, nonché sulla questione del disarmo.
Hamas continuerà a rinviare il disarmo e la minaccia persiste invariata.
Si ricorre a un esperto accademico per fornire una valutazione oggettiva che minimizza il cambiamento e sottolinea la continuità del pericolo.
Non fanno riferimento alla perdita personale di al-Hayya (quattro figli uccisi) né al sostegno regionale di Iran e Hezbollah.
Il nuovo leader di Hamas ha perso quattro figli in un bombardamento israeliano.
Mettendo in primo piano la tragedia personale, si crea una connessione emotiva che sposta l'attenzione dalle implicazioni politiche.
Non approfondiscono le implicazioni politiche della nomina né la prospettiva della resistenza o della sicurezza israeliana.
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