
Grossi rivendica un ruolo per l’Aiea nel possibile accordo nucleare tra Washington e Teheran
Il direttore dell’agenzia atomica chiede di essere formalmente coinvolto nella verifica, mentre le diplomazie discutono un memorandum per porre fine al conflitto.
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) intende essere parte formale di qualsiasi intesa nucleare tra Stati Uniti e Iran: il suo direttore generale, Rafael Grossi, ha dichiarato senza mezzi termini che «la verifica è la cosa più importante per l’agenzia, e il fatto che saremo inclusi nella risoluzione rappresenta una formalità cruciale e necessaria». Intervenendo a margine di un seminario organizzato dall’Aiea per i media internazionali – presente anche l’agenzia sudcoreana Yonhap – Grossi ha sottolineato come, una volta raggiunto l’accordo fra le parti, spetterà al Consiglio dei governatori dell’agenzia autorizzare l’avvio delle ispezioni.
Le parole di Grossi cadono in un momento di intensa attività diplomatica. Secondo indiscrezioni raccolte da più capitali, Teheran e Washington sarebbero vicine a un memorandum d’intesa per la cessazione delle ostilità, frutto di una mediazione pakistana. L’intesa prevederebbe un cessate il fuoco di sessanta giorni, durante i quali si aprirebbero negoziati diretti sul programma nucleare iraniano e sul destino delle scorte di uranio arricchito. Fonti iraniane precisano che il memorandum iniziale non affronterebbe la questione atomica, rinviata appunto a un secondo tavolo; ma per osservatori russi e sudcoreani è già evidente che l’ombrello verificativo dell’Aiea sarà indispensabile per dare credibilità all’intero impianto.
La partita ha rilievo immediato per l’Europa e per l’Italia. Un accordo che congeli le tensioni nel Golfo allontanerebbe lo spettro di una crisi energetica dagli effetti dirompenti sui mercati del gas e del petrolio, in un contesto già segnato dall’instabilità. Bruxelles, che da anni sostiene il negoziato come unica via percorribile, guarda con favore a qualsiasi passo che riporti Teheran entro i binari della diplomazia. Ma il nodo della verifica resta dirimente: come ha ricordato lo stesso Grossi, senza la supervisione indipendente dell’Aiea ogni promessa sul congelamento dell’arricchimento rischia di rimanere sulla carta.
Il coinvolgimento formale dell’agenzia, tuttavia, non è automatico. Grossi ha chiarito che, qualora Stati Uniti e Iran richiedessero un monitoraggio, dovrà sottoporre la richiesta al Consiglio dei governatori, dove le divisioni tra Occidente, Russia e Cina potrebbero rallentare il via libera. Nell’ottica di Pechino e Mosca, un’eventuale intesa non deve tradursi in un allargamento dell’influenza occidentale sugli equilibri mediorientali; per gli analisti di Bruxelles, invece, un sistema di ispezioni robusto è la premessa per riaprire un dialogo credibile anche sulle altre crisi regionali, dallo Yemen al Libano.
La strada verso un accordo resta in salita, e le prossime settimane saranno decisive per capire se il cessate il fuoco reggerà e se il negoziato atomico potrà davvero cominciare. La dichiarazione di Grossi segnala comunque che l’Aiea non intende restare alla finestra: in un passaggio delicato della storia mediorientale, l’agenzia con sede a Vienna si candida a essere non solo spettatore, ma architrave di un nuovo equilibrio. Per l’Europa, e per l’Italia, sarebbe un esito che coniuga sicurezza energetica e stabilità geopolitica, a patto che le promesse di trasparenza diventino verificabili.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Fonti iraniane sottolineano che il memorandum preliminare USA-Iran non copre le questioni nucleari, che saranno affrontate in colloqui separati di 60 giorni. Il capo dell'AIEA ha dichiarato la disponibilità a verificare qualsiasi futuro accordo nucleare, ma Teheran insiste che l'attuale intesa riguarda solo la fine delle ostilità. La narrazione minimizza la dimensione nucleare riconoscendo il possibile ruolo dell'AIEA solo in fasi successive.
I media statali russi riferiscono che il direttore generale dell'AIEA Grossi chiede l'inclusione ufficiale dell'agenzia nel monitoraggio di un eventuale accordo nucleare USA-Iran, sottolineando che la verifica sarà centrale. Ha osservato che una volta raggiunto l'accordo, dovrà chiedere l'approvazione del consiglio dei governatori. Il tono è procedurale e neutro, incentrato sul mandato tecnico dell'agenzia.
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