
Germania-Paraguay, a Boston il bivio mondiale: la corazzata tedesca sfida il sogno guaraní
Dopo il passo falso con l'Ecuador, i tedeschi di Nagelsmann affrontano la Paraguay di Alfaro, aggrappata a difesa e contropiede, per un posto negli ottavi contro Francia o Svezia.
Lunedì sera al Gillette Stadium di Foxborough, sotto le luci dei sedicesimi di finale, la Germania si presenta con il peso del pronostico e la ferita ancora aperta della sconfitta contro l'Ecuador. Un 1-2 che non ha impedito il primo posto nel Gruppo E, ma ha incrinato la corazza di una squadra capace di travolgere Curaçao 7-1 e di regolare 2-1 la Costa d'Avorio. Dieci reti in tre partite, con il trio Musiala-Wirtz-Havertz a disegnare geometrie offensive tra le più prolifiche del torneo, eppure una fragilità difensiva che gli analisti europei leggono come il tallone d'Achille di Julian Nagelsmann. Il ct tedesco, consapevole che il prossimo turno potrebbe riservare la Francia, sa che l'unica strada per tenere vivo il sogno mondiale è ritrovare subito solidità e cinismo.
Dall'altra parte del campo, il Paraguay arriva a questo appuntamento con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere. La Albirroja di Gustavo Alfaro ha attraversato il girone D in salita: umiliata 4-1 dagli Stati Uniti all'esordio, ha saputo rialzarsi con un pareggio a reti bianche contro l'Australia e una vittoria di misura sulla Turchia, sufficiente per agguantare il ripescaggio come una delle migliori terze. Secondo l'ottica sudamericana, la squadra ha ritrovato la propria identità proprio nella disciplina tattica e nella rapidità delle ripartenze, con Julio Enciso e Miguel Almirón pronti a innescare la profondità. Alfaro, che in panchina ha già compiuto piccoli miracoli, non si stanca di ripetere che «nel calcio non esistono impossibili», e il precedente del 2002 – quando la Germania ebbe bisogno di un gol di Oliver Neuville all'88' per piegare 1-0 un Paraguay altrettanto roccioso – alimenta la speranza di un'impresa.
La sfida di Boston si carica così di un significato che va oltre il semplice passaggio del turno. Per i tedeschi, abituati a essere considerati favoriti d'obbligo in ogni competizione, è il momento di dimostrare che la caduta con l'Ecuador è stata solo un incidente di percorso e non il sintomo di una crisi più profonda. Per i guaraní, invece, è l'occasione di scrivere una pagina storica, forti di una tradizione che nelle ultime edizioni mondiali ha visto le sudamericane capaci di mettere in difficoltà la Mannschaft: Argentina e Brasile in finale, e ora l'Ecuador nei gironi, restano le uniche squadre del continente ad aver battuto la Germania in un Mondiale. La sensazione, diffusa tanto nei commentari sportivi europei quanto in quelli latinoamericani, è che la partita si deciderà sulla capacità del Paraguay di reggere l'urto iniziale e sulla pazienza tedesca nel non scoprirsi.
In palio c'è un ottavo di finale che attende il nome della vincente con un incrocio già definito: la vincente di questa sfida affronterà sabato 4 luglio a Filadelfia la squadra che uscirà dal confronto tra Francia e Svezia. Un orizzonte che aggiunge pressione sulle spalle di Neuer e compagni, ma che allo stesso tempo regala al Paraguay la possibilità di trasformare una notte qualunque in un racconto da tramandare.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La partita tra Germania e Paraguay nei sedicesimi del Mondiale 2026 è presentata come un confronto tra stili opposti. I tedeschi, vincitori del girone, partono favoriti, ma si sottolinea la capacità di resistenza dei paraguaiani. Il ricordo del gol decisivo all'88' nel 2002 aggiunge un peso storico all'incontro.
Il Paraguay affronta la potente Germania come una 'utopia da cacciare', un'impresa quasi impossibile. Dopo un inizio difficile, la squadra guaraní si è ripresa e ora sogna l'impresa. La sconfitta del 2002 per un solo gol aleggia ancora, ma la speranza è di ribaltare i pronostici.
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