
FBI a caccia dei leak sull'Air Force One qatariota: scontro con la stampa
L'FBI cerca i funzionari che hanno rivelato le carenze difensive del Boeing 747-8 donato da Doha, mentre il New York Times impugna le citazioni a testimoniare dei suoi giornalisti.
L'FBI ha avviato un'indagine per identificare i funzionari che hanno diffuso informazioni riservate sulle presunte vulnerabilità difensive del nuovo Air Force One, il Boeing 747-8 donato dal Qatar all'amministrazione Trump. Secondo fonti vicine all'inchiesta, gli investigatori stanno cercando di interrogare i membri del Secret Service e gli altri passeggeri che hanno accompagnato il presidente nel recente viaggio al vertice NATO di Ankara, e hanno richiesto l'accesso ai telefoni cellulari di alcuni funzionari. Parallelamente, il Dipartimento di Giustizia ha notificato citazioni a comparire davanti a un gran giurì a tre giornalisti del New York Times, che per primi avevano riferito delle limitazioni del velivolo, scatenando un duro scontro giuridico sulla libertà di stampa.
Dal punto di vista della Casa Bianca, le rivelazioni rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale: «Le fughe di notizie che mettono a repentaglio l'incolumità del presidente, del suo staff e dei giornalisti al seguito sono pericolose», ha dichiarato un portavoce, annunciando che saranno utilizzati tutti gli strumenti legali per individuare i responsabili. Il procuratore generale facente funzione Todd Blanche, durante la sua audizione di conferma al Senato, ha difeso le citazioni sostenendo che i reporter non sono indagati ma semplici «testimoni materiali» in un'inchiesta penale su una fuga di informazioni classificate. Il New York Times replica che le citazioni sono state emesse in malafede per punire la testata e violano i diritti costituzionali dei giornalisti, e ha presentato un'istanza al tribunale federale di Manhattan per annullarle.
La vicenda si inserisce in un più ampio giro di vite dell'amministrazione Trump contro le fonti anonime e le fughe di notizie, che ha già portato a perquisizioni nei confronti di altri reporter e all'abrogazione di una direttiva dell'era Biden che limitava il sequestro delle comunicazioni dei giornalisti. A destare particolare attenzione, secondo analisti vicini al Dipartimento di Giustizia, è il ruolo direttivo assunto nella caccia ai leaker dal direttore dell'FBI Kash Patel e dalla capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles, un coinvolgimento che secondo diversi osservatori sfuma il confine tra indagine penale e iniziativa politica. L'episodio è seguito con apprensione anche in Europa, dove le associazioni per la libertà di stampa temono un effetto dissuasivo sulla capacità dei media di raccontare le scelte dell'esecutivo statunitense.
Il velivolo incriminato, del valore di circa 400 milioni di dollari, è stato donato nel 2025 dall'emirato del Qatar, alleato strategico degli Stati Uniti in Medio Oriente. Secondo esperti di sicurezza aerea, le immagini pubbliche non mostrano alcuni sistemi difensivi avanzati, come i dispositivi anti-missile a ricerca di calore, presenti invece sul vecchio Air Force One. Durante il viaggio di ritorno dalla Turchia, Trump ha effettivamente utilizzato il modello precedente per la tratta fino al Regno Unito, per poi riprendere il jet qatariota verso gli Stati Uniti; la Casa Bianca ha negato che il cambio fosse dovuto a timori di sicurezza, attribuendolo a ragioni logistiche e affettive. Il New York Times ha invece riferito, citando fonti informate, che la scelta fu una precauzione legata alla ripresa delle ostilità con l'Iran.
L'istanza di annullamento delle citazioni è stata depositata sotto sigillo presso la Corte distrettuale del Southern District di New York, e la testimonianza dei giornalisti davanti al gran giurì è stata sospesa in attesa della decisione del giudice. L'esito del procedimento potrebbe stabilire un precedente rilevante per l'equilibrio tra esigenze di segretezza dell'esecutivo e tutele costituzionali della stampa, mentre l'FBI prosegue le audizioni dei testimoni e l'esame dei dispositivi sequestrati.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | −0.70 | critical |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.40 | critical |
L'indagine dell'FBI è una normale procedura di sicurezza, non una caccia alle streghe.
Presentando l'azione come tecnica e apolitica, si evita di discutere le motivazioni politiche della fuga.
Non menziona la confisca dei telefoni dei funzionari né la convocazione dei giornalisti, elementi che suggerirebbero un clima repressivo.
Il governo Trump reprime con rabbia ogni critica, usando l'FBI per intimidire i dissidenti.
Enfatizzando la reazione emotiva di Trump e le misure invasive, si costruisce l'immagine di uno stato autoritario.
Non riporta che la fuga riguardava reali debolezze di sicurezza del velivolo, spostando l'attenzione sulla reazione invece che sul merito.
La libertà di stampa è sotto attacco da parte di un esecutivo che usa i tribunali per silenziare i giornalisti.
Inquadrando la vicenda come una battaglia legale per un principio universale, si legittima la resistenza del New York Times.
Non discute la fondatezza delle preoccupazioni di sicurezza, concentrandosi solo sulla procedura giudiziaria.
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