
Dai conti con l’estero ai bilanci pubblici: le economie emergenti sotto pressione
Indonesia interrompe sei anni di surplus commerciale, India e Brasile vedono obiettivi fiscali allontanarsi, mentre Marocco e Colombia affrontano squilibri crescenti.
Il dato che ridisegna il quadro è il deficit commerciale dell’Indonesia a maggio 2026: 1,61 miliardi di dollari, il primo saldo negativo dopo una striscia di surplus ininterrotta dal maggio 2020. L’export è sceso a 23,20 miliardi mentre l’import ha raggiunto 24,81 miliardi, spinto dal disavanzo energetico. La banca centrale ha annunciato interventi su più fronti – stabilizzazione del cambio, obbligo di deposito interno per i proventi dell’export, transazioni in valuta locale – per contenere la pressione sulle riserve. Il surplus cumulato da inizio anno resta positivo per 4,03 miliardi, ma l’inversione di tendenza è netta.
Il fenomeno non è isolato. In Marocco il disavanzo commerciale ha superato 159 miliardi di dirham nei primi cinque mesi del 2026, in crescita del 20,8% su base annua, con importazioni di energia e beni strumentali in forte aumento e un tasso di copertura sceso al 57,1%. Secondo gli analisti nordafricani, la dinamica riflette una ripresa della domanda interna che corre più veloce della capacità esportatrice, nonostante la buona performance dei settori automobilistico e aeronautico.
Sul fronte dei conti pubblici, il Brasile mostra le crepe più profonde. Il Tesoro Nazionale stima che senza nuove misure il governo federale non rispetterà il limite inferiore della meta fiscale tra il 2028 e il 2030, con un disavanzo primario dello 0,4% del Pil già nel 2026. Anche ipotizzando una crescita annua superiore al 2,5% e un forte calo dei tassi, il rapporto debito/Pil salirebbe dall’81% all’88% nello scenario ufficiale, e fino al 125% in proiezioni di mercato. La spesa obbligatoria – previdenza, BPC, sussidi – cresce più del tetto di bilancio, comprimendo gli investimenti discrezionali. In India, il deficit fiscale nei primi due mesi dell’anno finanziario 2026-27 ha già raggiunto il 9,6% dell’obiettivo annuale, nonostante un trasferimento record di 2,8 trilioni di rupie dalla banca centrale. Le entrate tributarie sono in calo dell’1%, mentre la spesa corrente è aumentata del 20%, segnalando uno spazio di manovra ridotto per i prossimi trimestri.
In Colombia, la Contraloría avverte che il bilancio 2026 presenta un vuoto di finanziamento di 303 trilioni di pesos, pari al 54,5% del totale, con un gettito fiscale provvisorio inferiore di 32 trilioni rispetto alle attese. L’esecuzione degli investimenti in trasporti e sanità è ferma sotto l’11%, mentre il servizio del debito assorbe il 47,1% della spesa. Le proiezioni di Bruxelles e Washington indicano che il prossimo ciclo politico – elezioni presidenziali in Brasile nel 2026, nuovo governo in Colombia – dovrà affrontare scelte di consolidamento in un contesto di crescita globale modesta. Le banche centrali asiatiche, da Jakarta a Mumbai, stanno già attivando strumenti di difesa valutaria e accordi di swap, mentre i ministeri delle Finanze latinoamericani rivedono le ipotesi di entrata. Il prossimo indicatore da osservare saranno i dati sul secondo trimestre e le eventuali revisioni delle mete fiscali nei documenti programmatici di metà anno.
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.40 | aligned |
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| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
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Il Marocco celebra la sospensione dei dazi come una vittoria diplomatica che rafforza la sua economia.
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L'America Latina si concentra sulle proprie sfide interne, ignorando i segnali di allarme globali.
Selezionando notizie locali e di intrattenimento, normalizza l'assenza di copertura economica internazionale.
Non riporta alcuna informazione sui deficit commerciali, suggerendo che non siano rilevanti per il pubblico.
Il sud-est asiatico dà priorità a temi religiosi e culturali, trascurando le notizie economiche globali.
Concentrandosi su argomenti come l'educazione islamica e l'intrattenimento, evita di affrontare le tensioni economiche internazionali.
Non include alcuna analisi dei deficit commerciali, indicando una mancanza di interesse per le economie in via di sviluppo.
L'India e il Sud Asia si focalizzano su questioni legali e tecnologiche, ignorando i deficit commerciali.
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Non menziona i deficit commerciali, suggerendo che le questioni legali siano più rilevanti per il pubblico.
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