
Da Teheran a Mosca: come i governi rivedono i sostegni contro l'inflazione
L'Iran ricarica la carta alimentare con un milione di toman a testa, la Russia stima un capitale di maternità di 767.000 rubli nel 2027, mentre Dacca incentiva la compliance fiscale.
In Iran, da domani scatterà la nuova ricarica del «kala-berk», il buono elettronico per l'acquisto di generi alimentari essenziali. Il trasferimento – 1 milione di toman (circa 20 euro) per persona, accreditato ai capifamiglia con numero di carta d'identità nazionale terminante per 0, 1 o 2 e alle famiglie assistite dagli enti di welfare – copre riso, olio, pasta, zucchero, legumi, latticini, carne, frutta e verdura. La misura è universale: non esclude alcuna fascia di reddito. Tuttavia, a Teheran il dibattito tra il ministero dell'Economia e quello delle Politiche sociali è acceso: per finanziare un aumento dell'importo, alcuni funzionari propongono di eliminare dal programma i nuclei più abbienti, mentre altri cercano risorse aggiuntive senza esclusioni. I rincari dei beni di prima necessità, superiori alla crescita dei salari, alimentano quella che analisti locali definiscono l'emergere di una «classe media impoverita».
In Russia, il parlamento ha reso nota la stima dell'indicizzazione del «capitale di maternità» per il 2027: salirà a circa 767.000 rubli per il primo figlio (dagli attuali 728.921) e a quasi 1,013 milioni per il secondo, se la famiglia non ha ancora beneficiato del bonus. L'aumento, calcolato su un'inflazione attesa del 5,2%, riflette la priorità del Cremlino di sostenere la natalità in un Paese con un saldo demografico negativo. La prestazione, introdotta nel 2007 e prorogata fino al 2030, viene destinata per lo più al miglioramento delle condizioni abitative. Parallelamente, dal primo agosto scatterà un lieve ritocco delle pensioni per alcune categorie: lavoratori in quiescenza, percettori della previdenza complementare, ultraottantenni, ex piloti e minatori riceveranno al massimo 470 rubli in più, a condizione che il reddito da lavoro superi i 69.000 rubli mensili. A Mosca si cerca così un equilibrio tra tenuta dei consumi e vincoli di bilancio.
In Bangladesh, l'amministrazione fiscale di Dacca ha confermato per l'anno in corso il regime agevolato per chi presenta la dichiarazione dei redditi per la prima volta: l'imposta minima resta a 1.000 taka (meno di 10 euro), mentre per gli altri contribuenti è di 5.000 taka. La soglia di esenzione è stata innalzata da 350.000 a 400.000 taka. Inoltre, per combattere l'evasione e digitalizzare il sistema, il governo ha introdotto un meccanismo di incentivi temporali: chi dichiara nel primo trimestre (luglio-settembre) ottiene uno sconto del 5% sull'imposta dovuta, fino a 25.000 taka; chi attende oltre il trimestre successivo paga una penalità crescente, fino al 5% in più nell'ultimo trimestre. L'obiettivo è allargare la platea dei contribuenti – oggi solo 40-42 milioni su 128 milioni di titolari di codice fiscale – e ridurre la dipendenza dagli aiuti internazionali.
Le misure adottate da Teheran, Mosca e Dacca – pur in contesti economici molto diversi – rispondono a una pressione comune: l'inflazione erode il potere d'acquisto, mentre la crescita salariale stenta. In Italia e in Europa, strumenti come l'assegno unico o l'indicizzazione delle pensioni affrontano tensioni analoghe, tra clausole di salvaguardia e revisioni periodiche. I prossimi snodi da monitorare sono l'esito dei negoziati in Iran sull'eventuale aumento del kala-berk, il decreto governativo russo con i valori definitivi del capitale di maternità dopo il dato finale sull'inflazione 2026 e, per Dacca, i dati sulla compliance fiscale alla chiusura dell'anno finanziario.
| Stampa russa e CSI | +0.30 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | +0.10 | neutral |
| Stampa indiana e sudasiatica | −0.10 | neutral |
La Russia rafforza il suo welfare familiare come baluardo contro le ingerenze straniere, dimostrando che la sovranità economica produce benefici concreti.
L'articolo crea un parallelismo tra politica sociale e resistenza geopolitica: l'aumento del capitale di maternità diventa prova della resilienza russa.
Non menziona che l'inflazione riduce il potere d'acquisto reale dell'aumento né che altri paesi (Iran e Bangladesh) stanno adottando misure simili per ragioni diverse.
L'Iran aggiorna le prestazioni sociali come parte di una gestione ordinaria, senza clamore politico.
La scelta di un tono basso e fattuale normalizza la decisione, rendendola poco rilevante per il dibattito politico.
Non contestualizza l'adeguamento rispetto all'inflazione o alle difficoltà economiche dovute alle sanzioni.
Il Bangladesh modifica le prestazioni sociali come un passo tecnico necessario, senza retorica.
La scarsa enfasi e l'assenza di commenti politici riducono la portata della decisione a una mera procedura.
Non evidenzia il confronto con la Russia o l'Iran, né il contesto di pressioni economiche internazionali.
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