
Curaçao umiliata 7-1 dalla Germania, ma Advocaat: “Trasformiamo il sogno in un Mondiale bellissimo”
Esordio storico e tonfo per l’isola caraibica, il tecnico olandese 78enne non si arrende e promette sorprese nelle prossime due partite del girone.
La prima pagina della storia mondiale di Curaçao si è aperta con un fragoroso 7-1 a opera della Germania, ma a Houston, nello spogliatoio e davanti ai microfoni, Dick Advocaat ha imposto una lettura diversa. “Alla fine siamo felici di far parte del più grande torneo di calcio del pianeta”, ha dichiarato il ct olandese, che a 78 anni è diventato il tecnico più anziano di sempre a sedersi su una panchina di una fase finale di Coppa del Mondo. “Dobbiamo trasformare tutto questo in un Mondiale bellissimo. Possiamo ancora riservare sorprese nella seconda e nella terza partita”. Parole che, lette dall’Europa, restituiscono il profilo di un vecchio maestro capace di proteggere i suoi calciatori dalla vergogna, blindando un risultato che altrimenti rischierebbe di schiacciare l’autostima di una nazionale al debutto assoluto.
L’incontro, valido per il Gruppo E del Mondiale 2026, ha riproposto l’abissale distanza tra una potenza consolidata e una matricola assoluta. Eppure per un istante il sogno ha preso corpo: sotto di un gol, Livano Comenencia ha infilato il pareggio scatenando l’esultanza del vecchio Advocaat in panchina. Da quel momento, però, la Germania ha acceso i motori e, con la precisione di un rullo compressore, ha infilato sei reti – Schlotterbeck, doppietta di Havertz, Musiala, Brown e Undav – spegnendo sul nascere ogni ipotesi di una delle più grandi sorprese della storia del torneo. Dai Caraibi, dove l’impresa di qualificarsi aveva già assunto i contorni della fiaba sportiva, il messaggio rimbalzato è di orgoglio: la piccola isola è comunque sulla mappa del calcio che conta, e un passivo così pesante non cancella il diritto di sentirsi protagonisti.
Per comprendere la resilienza di Advocaat basta ripercorrerne la biografia europea. Olandese di nascita, ha guidato la nazionale dei Paesi Bassi, il Belgio, la Russia e numerosi club di vertice, dal PSV Eindhoven al Feyenoord, passando per esperienze in Premier League. Il suo ritorno sulla scena iridata, a quasi otto decenni di età, è un caso umano e tecnico che le cronache del Vecchio Continente seguono con affetto e un pizzico di malinconia. Non è un caso che le agenzie asiatiche, in particolare quelle indonesiane, abbiano rilanciato le sue dichiarazioni con un misto di ammirazione e stupore: Advocaat aveva allenato in Indonesia, e il suo attuale percorso con una nazionale esotica riaccende il legame emotivo con un pubblico che lo considera un saggio del pallone.
L’analisi tattica parla di errori individuali, di un atteggiamento troppo timoroso che ha agevolato i gol tedeschi, ma il ct non ha voluto cercare colpevoli. “Non c’è nulla di cui vergognarsi”, ha tagliato corto, spostando l’attenzione sul prosieguo del girone. Le prossime sfide – contro avversarie che, pur non avendo il blasone della Germania, restano ampiamente favorite sulla carta – rappresentano per Curaçao l’occasione di mostrare un volto diverso e di lasciare il torneo con un ricordo meno amaro. Dal punto di vista dei media internazionali, il caso di Curaçao assume i contorni della classica parabola del debuttante che, dopo la batosta, sceglie la via della crescita anziché quella della rassegnazione, un copione che le cronache sportive europee conoscono bene e che spesso anticipa il consolidamento di realtà calcistiche inedite.
A tenere accesa la fiammella della speranza è proprio la convinzione di Advocaat che la fase a gironi non sia già segnata. Se il risultato contro la Germania era ampiamente preventivabile, il percorso di una debuttante si misura sulle capacità di rialzarsi e di trasformare un 7-1 in carburante emotivo. Per i tifosi dei Caraibi e per la numerosa diaspora nei Paesi Bassi, il Mondiale è appena cominciato, e il sogno di un’impresa, per quanto remoto, sopravvive al fragore dei gol subiti.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La prima partita di Curaçao a un Mondiale si è chiusa con un pesante 7-1 contro la Germania, ma il ct Dick Advocaat, commosso fino alle lacrime prima del fischio d'inizio, continua a credere che la squadra possa riservare sorprese. Per la selezione caraibica non c'è motivo di abbattersi.
La Germania ha demolito 7-1 il Curaçao all'esordio, evocando lo spettro di altre storiche goleade mondiali. L'efficienza spietata della Mannschaft ha messo a nudo il divario, riducendo le lacrime pre-partita del vecchio tecnico a semplice nota a margine.
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