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Connolly e Brar, i nuovi eroi: l’Australia scampa al cappotto, l’India scopre un talento

A Dacca un centone da antologia del 22enne Connolly salva l’Australia dalla serie bianca; in India il debutto di Gurnoor Brar regala emozioni e una vittoria sull’Afghanistan.

Il cricket internazionale ha celebrato due volti nuovi in due continenti diversi, entrambi capaci di ribaltare copioni già scritti. A Dacca, sotto un’afa opprimente, il ventiduenne australiano Cooper Connolly ha firmato il suo primo secolo in ODI – 149 punti in 133 palle, con 13 quattro e 6 sei – trascinando l’Australia a una vittoria per un wicket a tre consegne dalla fine, e scongiurando così un umiliante 3-0 contro il Bangladesh. I media australiani hanno sottolineato la resistenza fisica del giovane, colpito da crampi così violenti da mandare il corpo in shock, e il valore storico dell’impresa: il suo score è il ventisettesimo più alto di sempre per un battitore australiano nel formato. Fino a ieri, Connolly non aveva mai superato i 64 punti in una partita ufficiale.\n\nLa prospettiva di Dacca racconta una partita che il Bangladesh ha sfiorato con le dita, salvo vedersela strappare da un avversario ridotto all’osso. Dopo un avvio incerto, i padroni di casa avevano costruito un totale difendibile di 274/5 grazie a Towhid Hridoy (83), Litton Das (58*) e Mosaddek Hossain (56*). Poi, quando l’Australia sembrava in controllo, il lanciatore Shoriful Islam ha acceso il Sher-e-Bangla Stadium con due wicket in due palle, innescando un crollo che ha portato gli ospiti sull’orlo del baratro. La folla di Dacca, già rassegnata, è tornata a sperare a ogni lancio, ma un paio di occasioni mancate – un catch sfuggito a Mustafizur Rahman e uno lasciato cadere da Tanjid Hasan – hanno permesso a Connolly di completare la fuga.\n\nA migliaia di chilometri di distanza, nell’India settentrionale, un altro esordiente ha vissuto la sua giornata di gloria. Il lanciatore Gurnoor Brar, punjabi, ha guidato l’attacco indiano nella vittoria per sette wicket contro l’Afghanistan a Dharamsala, in un incontro accorciato dalla pioggia. Brar ha confessato di aver provato più eccitazione che pressione, e il suo debutto efficace ha confermato la profondità del vivaio indiano nel reparto veloce. Il capitano Shubman Gill, con la consueta eleganza, ha completato l’opera, dimostrando perché gli analisti di Mumbai lo considerano già un pilastro della squadra.\n\nLe due storie, lette in parallelo, offrono una chiave per interpretare il momento del cricket mondiale. L’Australia, pur priva di molti big, trova in Connolly un talento capace di reggere l’innervosismo di un chase complicato, ma la dipendenza da un’unica grande prestazione rivela fragilità nella linea di battuta. Il Bangladesh, dal canto suo, conferma di possedere un’arma letale in Shoriful Islam, capace di mettere in crisi qualsiasi avversario in condizioni favorevoli. In India, l’emersione di Brar allarga ulteriormente un arsenale di lanciatori che già invidia il mondo. Per l’Europa, che osserva con interesse la globalizzazione del cricket, questi exploit giovanili sono il segnale di un ricambio generazionale che promette di alzare ulteriormente il livello tecnico in vista dei prossimi grandi tornei internazionali.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa atlantica / anglosferaStampa indiana e sudasiatica
Stampa atlantica / anglosfera
trionfopragmatismo

La stampa australiana dipinge la partita come un trionfo individuale eroico. La stella emergente Cooper Connolly ha lottato contro crampi debilitanti per realizzare un secolo magnifico, guidando da solo l'Australia a una vittoria drammatica all'ultimo over ed evitando un umiliante cappotto nella serie a Dhaka.

Stampa indiana e sudasiatica
trionfoscetticismo

I media indiani e bangladesi presentano una giornata di emozioni contrastanti e talenti emergenti. Pur riconoscendo l'impresa salvatrice di Cooper Connolly per l'Australia, la narrazione si sofferma anche sull'agonizzante quasi-rimonta del Bangladesh e sul toccante debutto dell'indiano Gurnoor Brar, che ha realizzato un sogno di una vita con un incantesimo impressionante.

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domenica 14 giugno 2026

Connolly e Brar, i nuovi eroi: l’Australia scampa al cappotto, l’India scopre un talento

A Dacca un centone da antologia del 22enne Connolly salva l’Australia dalla serie bianca; in India il debutto di Gurnoor Brar regala emozioni e una vittoria sull’Afghanistan.

Il cricket internazionale ha celebrato due volti nuovi in due continenti diversi, entrambi capaci di ribaltare copioni già scritti. A Dacca, sotto un’afa opprimente, il ventiduenne australiano Cooper Connolly ha firmato il suo primo secolo in ODI – 149 punti in 133 palle, con 13 quattro e 6 sei – trascinando l’Australia a una vittoria per un wicket a tre consegne dalla fine, e scongiurando così un umiliante 3-0 contro il Bangladesh. I media australiani hanno sottolineato la resistenza fisica del giovane, colpito da crampi così violenti da mandare il corpo in shock, e il valore storico dell’impresa: il suo score è il ventisettesimo più alto di sempre per un battitore australiano nel formato. Fino a ieri, Connolly non aveva mai superato i 64 punti in una partita ufficiale.\n\nLa prospettiva di Dacca racconta una partita che il Bangladesh ha sfiorato con le dita, salvo vedersela strappare da un avversario ridotto all’osso. Dopo un avvio incerto, i padroni di casa avevano costruito un totale difendibile di 274/5 grazie a Towhid Hridoy (83), Litton Das (58*) e Mosaddek Hossain (56*). Poi, quando l’Australia sembrava in controllo, il lanciatore Shoriful Islam ha acceso il Sher-e-Bangla Stadium con due wicket in due palle, innescando un crollo che ha portato gli ospiti sull’orlo del baratro. La folla di Dacca, già rassegnata, è tornata a sperare a ogni lancio, ma un paio di occasioni mancate – un catch sfuggito a Mustafizur Rahman e uno lasciato cadere da Tanjid Hasan – hanno permesso a Connolly di completare la fuga.\n\nA migliaia di chilometri di distanza, nell’India settentrionale, un altro esordiente ha vissuto la sua giornata di gloria. Il lanciatore Gurnoor Brar, punjabi, ha guidato l’attacco indiano nella vittoria per sette wicket contro l’Afghanistan a Dharamsala, in un incontro accorciato dalla pioggia. Brar ha confessato di aver provato più eccitazione che pressione, e il suo debutto efficace ha confermato la profondità del vivaio indiano nel reparto veloce. Il capitano Shubman Gill, con la consueta eleganza, ha completato l’opera, dimostrando perché gli analisti di Mumbai lo considerano già un pilastro della squadra.\n\nLe due storie, lette in parallelo, offrono una chiave per interpretare il momento del cricket mondiale. L’Australia, pur priva di molti big, trova in Connolly un talento capace di reggere l’innervosismo di un chase complicato, ma la dipendenza da un’unica grande prestazione rivela fragilità nella linea di battuta. Il Bangladesh, dal canto suo, conferma di possedere un’arma letale in Shoriful Islam, capace di mettere in crisi qualsiasi avversario in condizioni favorevoli. In India, l’emersione di Brar allarga ulteriormente un arsenale di lanciatori che già invidia il mondo. Per l’Europa, che osserva con interesse la globalizzazione del cricket, questi exploit giovanili sono il segnale di un ricambio generazionale che promette di alzare ulteriormente il livello tecnico in vista dei prossimi grandi tornei internazionali.

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trionfopragmatismo

La stampa australiana dipinge la partita come un trionfo individuale eroico. La stella emergente Cooper Connolly ha lottato contro crampi debilitanti per realizzare un secolo magnifico, guidando da solo l'Australia a una vittoria drammatica all'ultimo over ed evitando un umiliante cappotto nella serie a Dhaka.

Stampa indiana e sudasiatica
trionfoscetticismo

I media indiani e bangladesi presentano una giornata di emozioni contrastanti e talenti emergenti. Pur riconoscendo l'impresa salvatrice di Cooper Connolly per l'Australia, la narrazione si sofferma anche sull'agonizzante quasi-rimonta del Bangladesh e sul toccante debutto dell'indiano Gurnoor Brar, che ha realizzato un sogno di una vita con un incantesimo impressionante.

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