
Carta d’identità cartacea, il governo cancella lo stop del 2026: resta valida fino a scadenza
Il Consiglio dei ministri ha eliminato il termine del 3 agosto, mentre in Europa si rincorrono ritardi su identità digitale e nuovi controlli biometrici alle frontiere.
Con una decisione assunta in zona Cesarini, il Consiglio dei ministri italiano ha scongiurato quella che si preannunciava come una corsa collettiva agli sportelli comunali. La vecchia carta d’identità cartacea, che una circolare del Viminale di febbraio aveva condannato all’estinzione a partire dal 3 agosto 2026, continuerà a essere pienamente valida fino alla data di scadenza stampata sul documento. La proroga, formalizzata il 16 giugno, riguarda l’utilizzo nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i gestori di servizi pubblici, e permette ai comuni, nelle more del rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE), di emettere un documento provvisorio. Dietro la retromarcia c’è il riconoscimento implicito che la macchina del rinnovo digitale procede a rilento: in molti municipi le prenotazioni si accumulano, e costringere milioni di cittadini a sostituire un documento ancora in corso di validità avrebbe generato un ingorgo burocratico insostenibile.
La vicenda italiana si inserisce in un quadro europeo segnato da ambizioni digitali e intoppi ricorrenti. A Bruxelles, il nuovo sistema di ingressi e uscite (Entry-Exit System, EES) che richiede la registrazione di impronte digitali e foto al primo ingresso nell’area Schengen sta già producendo code fino a sei ore in Portogallo, Spagna e Italia. Secondo fonti dell’agenzia Frontex, per evitare il collasso degli aeroporti durante l’estate i singoli Stati membri potranno sospendere temporaneamente il sistema se i tempi d’attesa diventano ingestibili – una clausola d’emergenza che rivela quanto sia fragile l’infrastruttura di controllo biometrico su scala continentale. Sul fronte dell’identità digitale, la Svizzera sta vivendo un paradosso analogo: la E-ID federale, inizialmente attesa per questo autunno, slitterà probabilmente al 2027 a causa di un grave problema di protezione dei dati legato all’uso del numero AVS, dopo che nel 2021 i cittadini avevano già bocciato in referendum una prima versione del progetto.
La cornice normativa si complica ulteriormente se si guarda alle regole che governano i documenti di viaggio. Le autorità spagnole ricordano che un passaporto tecnicamente in corso di validità può non essere sufficiente per varcare le frontiere Schengen: è necessario che il documento sia stato rilasciato negli ultimi dieci anni e che conservi una validità residua di almeno tre mesi oltre la data prevista di uscita dallo spazio comune. Una condizione che sorprende ancora molti viaggiatori al banco del check-in e che, unita ai ritardi dell’EES, rischia di trasformare l’esperienza del viaggio europeo in un percorso a ostacoli. In questo scenario, quasi beffardo, il sottosegretario italiano all’Innovazione Alessio Butti ha rivelato che alcuni tavoli istituzionali stanno ipotizzando di assegnare una carta d’identità elettronica agli umanoidi per tracciare le responsabilità dei robot, mentre milioni di cittadini in carne e ossa attendono ancora la propria CIE.
La proroga italiana è dunque un atto di realismo amministrativo che compra tempo, ma non risolve il nodo di fondo. L’Europa si è data scadenze ambiziose per digitalizzare l’identità dei cittadini e rendere le frontiere più sicure e fluide, eppure tanto l’Italia quanto la Svizzera e gli Stati alle prese con l’EES mostrano che l’implementazione procede a strappi. La carta d’identità cartacea resterà nelle tasche degli italiani ancora per qualche anno, un oggetto di carta in un continente che sogna di diventare digitale, ma che per ora deve fare i conti con la lentezza dei suoi apparati e con la pazienza dei suoi abitanti.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il governo italiano ha prorogato la validità delle carte d'identità cartacee oltre il 3 agosto 2026, annullando di fatto il termine perentorio precedentemente imposto. I cittadini non dovranno affrettarsi a sostituire il documento, che resterà valido fino alla scadenza naturale, mentre i comuni potranno rilasciare documenti provvisori in attesa della CIE. La decisione è arrivata dopo che le lentezze nel rilascio della carta elettronica avevano reso irrealistico il passaggio obbligatorio.
Le autorità latinoamericane stanno rafforzando l'applicazione delle norme sui documenti d'identità: in Messico l'INE distruggerà le credenziali elettorali non ritirate entro i termini, costringendo i cittadini a rifare la procedura. Allo stesso tempo, i ministeri degli Esteri avvertono che un passaporto in corso di validità potrebbe non bastare per viaggiare se non rispetta il requisito di validità residua di tre-sei mesi oltre la data di uscita dall'area Schengen. Chi non si adegua rischia di vedersi negato l'imbarco o l'ingresso.
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