
Alibaba vieta Claude Code: la guerra dell’IA tra Cina e Stati Uniti si infiamma
Dopo la scoperta di un codice nascosto che tracciava gli utenti cinesi, il colosso di Hangzhou blocca lo strumento di Anthropic, mentre Pechino accelera sulle alternative domestiche.
Alibaba ha annunciato che dal 10 luglio vieterà ai propri dipendenti l’utilizzo di Claude Code, l’assistente di programmazione basato sull’intelligenza artificiale sviluppato dall’americana Anthropic. La decisione, comunicata internamente e ripresa dalla stampa cinese, arriva dopo che il software è stato inserito nella lista degli strumenti ad alto rischio per la presenza di presunte backdoor. Secondo fonti vicine all’azienda, la mossa è una reazione diretta alla scoperta, da parte di ricercatori di sicurezza, di un meccanismo nascosto che permetteva ad Anthropic di identificare gli utenti collegati alla Cina attraverso l’ispezione di proxy e fusi orari, inserendo marcatori invisibili nelle richieste inviate ai server.
La tensione tra le due aziende era già alta. Nelle settimane precedenti, Anthropic aveva accusato Alibaba di aver orchestrato un massiccio attacco di “distillazione”: circa 25.000 account falsi avrebbero estratto 28,8 milioni di interazioni dal modello Claude per addestrare sistemi più piccoli, una pratica che Washington considera una minaccia alla sicurezza nazionale. Dal canto suo, Pechino vede nelle restrizioni americane un tentativo di frenare lo sviluppo tecnologico cinese, e aziende come ByteDance e Ant Financial hanno continuato ad accedere ai modelli statunitensi tramite VPN e filiali estere, in violazione dei termini di servizio ma non delle leggi locali.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente regolamentazione. I modelli più avanzati di Anthropic, come Fable 5, sono stati temporaneamente bloccati dai controlli all’esportazione imposti da Washington dopo che alcuni ricercatori avevano dimostrato la possibilità di eludere le protezioni di cybersecurity. Il modello è stato ripristinato solo dopo l’aggiunta di un classificatore che reindirizza le richieste sospette a versioni meno capaci. Per gli analisti di Bruxelles, queste misure riflettono una tendenza globale a subordinare l’innovazione a criteri di sicurezza, con possibili ripercussioni anche per le aziende europee che dipendono da fornitori americani.
La risposta cinese non si è fatta attendere. Oltre al divieto di Alibaba, che spingerà i propri sviluppatori verso la piattaforma interna Qoder, il mercato sta premiando alternative domestiche come GLM-5.2 di Z.ai, un modello open-weight che ha scalato le classifiche di coding a costi inferiori rispetto ai rivali statunitensi. Secondo gli osservatori di Shanghai, il successo di questi modelli dimostra che la Cina sta colmando il divario, alimentando un dibattito che va ben oltre la singola disputa aziendale.
La prossima tappa concreta è l’entrata in vigore del divieto il 10 luglio, mentre Anthropic ha promesso di rimuovere il codice di tracciamento nella prossima release. Resta da vedere se la mossa basterà a ricucire lo strappo o se, come suggeriscono gli analisti di settore, la frattura tecnologica tra le due sponde del Pacifico sia ormai irreversibile.
| Stampa russa e CSI | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa cinese | +0.60 | aligned |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
La Russia riproietta la mossa di Alibaba come prova della necessità di un ordine multipolare nell'IA.
La narrazione russa equipara le restrizioni di Alibaba a una minaccia alla sovranità, utilizzando il linguaggio della sicurezza nazionale per giustificare una posizione di forza.
Omette il fatto che Alibaba ha agito in risposta a pressioni americane, presentando la mossa come autonoma.
La Cina celebra la decisione di Alibaba come un passo verso l'indipendenza tecnologica, respingendo le critiche occidentali.
Utilizza il successo di altre tecnologie cinesi (desalinizzazione) per creare un contesto di progresso continuo, minimizzando le difficoltà.
Omette le preoccupazioni per la dipendenza da fornitori stranieri e le potenziali ripercussioni economiche.
L'Occidente analizza la mossa di Alibaba come un caso di studio nella competizione tecnologica, sottolineando i rischi per la cooperazione.
Adotta un tono distaccato e analitico, citando esperti e dati per valutare l'impatto, senza schierarsi apertamente.
Omette le motivazioni di sicurezza nazionale di Alibaba, concentrandosi sulle conseguenze per il mercato globale.
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