
Antartide in allarme: ghiacci mai così deboli, temperature record e una 'macchia fredda' nell'Atlantico
Dalla Penisola Antartica temperature invernali di 15°C a un buco nei ghiacci grande come la Francia: il clima impazzito sconvolge i poli e l'Italia guarda ai rischi.
L'inverno antartico sta registrando anomalie senza precedenti, con temperature che sulla Penisola Antartica hanno raggiunto i 15,4 gradi centigradi, superando il record del 1998. La stazione argentina Esperanza ha misurato valori sopra lo zero per tre settimane consecutive, un evento che secondo i climatologi argentini accelera lo scioglimento dei ghiacci a ritmi mai visti. Ma non è solo il caldo a preoccupare: le immagini satellitari rivelano che nel mare di Bellingshausen, sulla costa occidentale del continente, una vasta area di ghiaccio marino invernale grande quanto la Francia non si è formata. Gli scienziati australiani che monitorano la regione temono che possa non ricomporsi mai più, con conseguenze drammatiche per gli ecosistemi polari e per la regolazione termica del pianeta.
Mentre l'Antartide brucia di caldo anomalo, nell'emisfero nord emerge un fenomeno apparentemente contraddittorio: una 'macchia fredda' nell'Atlantico settentrionale, a sud-est della Groenlandia, dove le temperature superficiali sono diminuite di quasi un grado negli ultimi 150 anni. Secondo un recente studio, il rapido riscaldamento dell'Artico avrebbe spostato le correnti oceaniche verso nord, alterando i pattern di circolazione e creando questa 'bolla fredda'. Un paradosso che gli esperti definiscono 'buco di riscaldamento', e che dimostra quanto il sistema climatico sia interconnesso: mentre i poli si scaldano, alcune regioni oceaniche si raffreddano, con effetti ancora da comprendere appieno.
Il quadro globale si completa con i dati del 2025: la temperatura media del pianeta ha raggiunto 1,37 gradi sopra i livelli preindustriali, avvicinandosi pericolosamente al limite di 1,5 gradi stabilito dall'Accordo di Parigi. Un gruppo di scienziati dell'Earth System Science Data ha lanciato l'allarme, prevedendo che la soglia verrà superata entro il 2030. In particolare, le ondate di calore marine sono state 65 nel solo 2025, un numero destinato a crescere. Per l'Italia e l'Europa, questi segnali sono un campanello d'allarme: lo scioglimento dei ghiacci antartici e le anomalie atlantiche potrebbero alterare le correnti oceaniche e i pattern meteorologici, con ripercussioni su agricoltura, risorse idriche e frequenza di eventi estremi. La comunità scientifica internazionale chiede azioni urgenti, mentre i governi faticano a tradurre le promesse in politiche concrete.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa europea continentale riporta il record di caldo in Antartide con toni preoccupati ma misurati. Viene sottolineato il dato scientifico dei 15,4 gradi registrati a giugno, durante l'inverno australe, e il confronto con il precedente record del 1998. L'enfasi è sul fatto che la stazione argentina ha misurato temperature sopra zero per tre settimane consecutive, segnale di un'anomalia climatica significativa.
La stampa latinoamericana collega il caldo anomalo in Antartide a un quadro più ampio di crisi climatica, citando anche ondate di calore marine e il superamento della soglia di 1,5°C. Viene dato spazio a voci di esperti locali e a soluzioni come i corridoi verdi urbani. Il tono è allarmato e urgente, con un focus sulle conseguenze immediate per la regione.
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