
Al vertice Nato di Ankara un piano da 50 miliardi per missili a lungo raggio
Dodici paesi, guidati dal Regno Unito, investiranno in un nuovo sistema di precisione, mentre Washington preme per una maggiore condivisione degli oneri.
Durante il vertice Nato nella capitale turca, una coalizione di dodici paesi a guida britannica ha annunciato un investimento complessivo di oltre 50 miliardi di dollari in dieci anni per sviluppare il sistema missilistico “Deep Precision Strike”. Il nuovo vettore, progettato per colpire con elevata precisione obiettivi a una distanza di almeno 300 chilometri – con varianti future potenzialmente in grado di raggiungere i 2.000 chilometri – è destinato a rafforzare la capacità di deterrenza dell’Alleanza sul fianco orientale. Secondo le stime diffuse a Londra, l’entrata in servizio non è attesa prima del prossimo decennio.
Da Londra, il primo ministro Keir Starmer e la ministra degli Esteri Yvette Cooper hanno presentato l’iniziativa come un passo verso una Nato “più forte e più europea”, capace di inviare un “segnale chiaro” al presidente russo Vladimir Putin. In un’ottica di complementarità, da Washington l’amministrazione Trump continua a sollecitare gli alleati affinché aumentino la spesa per la difesa fino al 3,5% del Pil entro il 2035, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha avviato una revisione semestrale del dispositivo militare statunitense in Europa. Il Cremlino, per bocca del portavoce Dmitry Peskov, ha dichiarato che nessun nuovo armamento fornito a Kiev potrà impedire alla Russia di proseguire la propria operazione militare, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo al vertice, ha rinnovato la richiesta di sistemi di difesa aerea immediati per fronteggiare l’intensificarsi degli attacchi.
Secondo analisti vicini al quartier generale dell’Alleanza, il programma riflette la volontà di un nucleo di paesi europei di dotarsi di capacità autonome di attacco di precisione a lungo raggio, riducendo la dipendenza dai sistemi d’arma statunitensi e rispondendo a una percezione di minaccia accresciuta. Fonti della Nato indicano che i caccia alleati sono stati fatti decollare oltre settecento volte per intercettare velivoli russi avvicinatisi allo spazio aereo dell’Alleanza, mentre l’attività navale russa in prossimità delle acque britanniche è aumentata del 30 per cento. Per l’Italia, che ospita stabilimenti industriali del settore e basi logistiche, l’iniziativa potrebbe tradursi in future ricadute di cooperazione tecnologica, sebbene i dettagli sulla composizione della coalizione non siano stati ancora resi noti.
Il progetto sarà formalmente discusso nelle sessioni di lavoro del vertice, ma la sua realizzazione resta vincolata a un orizzonte temporale di lungo periodo. Nel frattempo, la revisione statunitense della presenza in Europa proseguirà nei prossimi mesi, mentre il negoziato sugli obiettivi di spesa per la difesa – con l’asticella fissata al 5% del Pil entro il 2035 secondo gli impegni sottoscritti lo scorso anno – continuerà a segnare il dibattito transatlantico. I leader dell’Alleanza sono attesi a una dichiarazione congiunta che ribadisca l’unità della Nato, mentre i lavori tecnici procederanno per tradurre gli impegni finanziari in capacità militari concrete.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
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| Stampa europea continentale | +0.60 | aligned |
| Stampa cinese | −0.30 | critical |
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