
Vozinha, l'eroe di Capo Verde: dal muro di Praia al visto per la madre
A 40 anni, il portiere Josimar Évora Dias ha neutralizzato la Spagna al debutto mondiale, scatenando un dibattito sui valori di mercato e una corsa diplomatica per riunirlo alla madre.
L'esordio di Capo Verde ai Mondiali 2026 si è trasformato in un racconto di resistenza e lacrime. Contro la Spagna, il portiere quarantenne Josimar José Évora Dias, detto Vozinha, ha compiuto sette interventi decisivi, negando il gol a stelle come Ferran Torres e Marc Cucurella e strappando uno storico 0-0. La sua prestazione, premiata con il titolo di uomo partita, ha subito fatto il giro del mondo, non solo per i riflessi felini ma per la storia umana che lo avvolge.
Nelle ore successive, le strade di Praia, capitale dell'arcipelago, si sono riempite per inaugurare un murale gigantesco che lo ritrae a braccia aperte davanti alla bandiera nazionale. Il soprannome Vozinha – 'nonnina' in portoghese – affonda le radici nell'infanzia: cresciuto dai nonni mentre i genitori lavoravano, da ragazzo veniva preso in giro perché, quando non poteva reagire fisicamente, correva a cercare protezione dagli anziani di casa. Oggi, a 40 anni, è diventato il 'nonno' simbolico di 530mila abitanti.
La favola sportiva ha innescato un dibattito economico inatteso. Secondo Transfermarkt, piattaforma che aggrega le valutazioni di mercato basandosi sul giudizio di una comunità di esperti, Vozinha vale appena 50mila euro. Un confronto immediato con il calcio indiano, dove portieri e difensori della nazionale – lontanissima dalla qualificazione mondiale – superano spesso il milione e mezzo di euro, ha sollevato critiche feroci sui social. Analisti del subcontinente indiano sottolineano che le quotazioni riflettono la domanda interna e il potere d'acquisto dei club, non la qualità internazionale. L'ex nazionale Robin Singh ha dichiarato che la responsabilità è dei club, disposti a pagare cifre gonfiate, mentre l'ex centrocampista Mehtab Hossain ha ricordato che l'età avanzata deprime il valore di mercato, come dimostra il caso del difensore indiano Sandesh Jhingan, sceso da 2,4 a 2 crore di rupie in tre anni.
Ma il dato che ha commosso l'opinione pubblica globale è stato un altro. Al termine della partita, Vozinha è scoppiato in lacrime davanti ai giornalisti: 'Ho pianto perché mia madre non ha potuto essere qui per colpa del visto. Non avevamo i soldi per pagare le pratiche in tempo.' Ana Cándida Évora, residente a São Vicente, non era riuscita a sostenere i costi – tra 5mila e 15mila dollari – imposti dalle restrizioni migratorie statunitensi per i cittadini di oltre cinquanta Paesi, tra cui Capo Verde. La confessione ha innescato una mobilitazione diplomatica lampo: fonti di Washington riferiscono che, grazie alla collaborazione tra FIFA, governo capoverdiano e autorità USA, le tariffe sono state esentate e il visto accelerato. La madre potrà assistere alla prossima sfida.
Capo Verde, dopo aver conquistato il primo punto della sua storia, affronterà domenica l'Uruguay a Miami, in un Gruppo H che comprende anche il Brasile. Con la madre in tribuna, Vozinha cercherà di ripetere l'impresa contro un'altra corazzata sudamericana, mentre il suo club, il Chaves, seconda divisione portoghese, ha già rescisso il contratto per lasciarlo libero di accasarsi altrove, sulla scia della notorietà planetaria.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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I media indiani mettono in dubbio la valutazione di mercato di Vozinha, eroe di Capo Verde, ferma a soli 40 lakh di rupie, mentre i giocatori indiani valgono tre volte tanto. Il pezzo contrappone le sue sette parate contro la Spagna alle quotazioni gonfiate dei talenti locali, suggerendo distorsioni o pregiudizi nel mercato.
I media latinoamericani dipingono Vozinha come una leggenda vivente, immortalata da un murale colossale a Capo Verde e da un seguito Instagram esploso da 50mila a 13,3 milioni. La copertura sottolinea l'orgoglio nazionale e il viaggio emotivo della madre, che ha finalmente ottenuto il visto per assistere a una sua partita.
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