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Vietnam, maxi-salvataggio di gatti rubati: la polizia smantella una rete del commercio di carne

Oltre 400 felini vivi e decine di carcasse congelate sono stati sequestrati a Ho Chi Minh City, dove per tre anni una banda specializzata riforniva ristoranti e mercati clandestini.

L’operazione condotta dalle forze di polizia di Ho Chi Minh City ha portato alla luce uno dei più vasti traffici di gatti destinati al macello mai documentati nel sud-est asiatico. Dopo giorni di appostamenti e indagini, gli agenti hanno fatto irruzione in diversi siti tra la metropoli vietnamita e la provincia di Tay Ninh, liberando oltre quattrocento animali vivi e sequestrando circa ottanta carcasse già pronte per la vendita. Nove persone sono state arrestate con l’accusa di aver orchestrato per almeno tre anni un sistema di furti, raccolta e distribuzione di felini domestici, spesso sottratti alle famiglie durante la notte e stipati in gabbie in attesa di essere ceduti a ristoranti e fornitori di carne. Le immagini dei gatti ammassati, molti dei quali con collare, hanno suscitato un’ondata di commozione che ha rapidamente superato i confini nazionali.

In Vietnam il consumo di carne di cane e gatto è legale, ma la normativa impone rigidi requisiti di tracciabilità e benessere animale che la banda eludeva completamente, operando senza alcuna licenza. Il fenomeno affonda le radici in abitudini gastronomiche regionali che, sebbene in declino tra le giovani generazioni urbane, persistono in ampie fasce della popolazione. Per i proprietari derubati – molti dei quali hanno potuto riabbracciare i propri animali grazie ai microchip di identificazione – il furto rappresenta un trauma profondo, paragonabile alla scomparsa di un familiare. Le associazioni animaliste locali e internazionali, come Humane World for Animals, hanno fornito cibo e assistenza veterinaria immediata, ma hanno anche lanciato un allarme: decine di gatti sono morti nei giorni successivi al recupero a causa delle condizioni igieniche disastrose in cui erano detenuti.

L’inchiesta, partita da una serie di denunce per la sparizione di animali domestici, ha rivelato un’organizzazione ramificata capace di movimentare centinaia di capi ogni settimana. Secondo gli investigatori vietnamiti, la rete operava con metodi quasi industriali: raccolta notturna nei quartieri residenziali, stoccaggio in strutture improvvisate e rivendita a peso ai macelli. Il caso ha riacceso il dibattito sull’applicazione delle leggi esistenti e sulla necessità di una maggiore protezione per gli animali d’affezione, in un Paese dove il benessere animale sta lentamente guadagnando spazio nell’agenda pubblica ma dove il consumo di carne di gatto rimane un’abitudine difficile da sradicare.

Dall’Europa, e in particolare dall’Italia, dove la sensibilità verso i diritti degli animali è elevata e il gatto è considerato quasi esclusivamente un animale da compagnia, la notizia ha suscitato reazioni di sdegno e ha riportato l’attenzione sulla necessità di una cooperazione internazionale contro i traffici illegali di specie. Organizzazioni non governative con sede a Bruxelles sottolineano come il fenomeno non sia isolato: in diverse aree del continente asiatico la carne di animali domestici alimenta un mercato sommerso che sfugge ai controlli, spesso con la complicità di reti criminali transfrontaliere. L’episodio di Ho Chi Minh City, per la sua scala, rappresenta un campanello d’allarme anche per i Paesi occidentali, dove il rischio di importazione illegale di prodotti derivati non è del tutto assente.

Le autorità vietnamite hanno promesso di intensificare i controlli e di perseguire con durezza i responsabili, ma gli osservatori locali restano cauti: senza un cambiamento culturale e un rafforzamento delle pene, il business della carne di gatto continuerà a prosperare nell’ombra. Il salvataggio di massa ha comunque restituito una speranza concreta a decine di famiglie e ha dimostrato che un’azione investigativa mirata può infliggere colpi significativi a un’economia sommersa che per troppo tempo ha operato nell’indifferenza generale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa europea continentaleStampa sud-est asiatica
Stampa europea continentale
indignazioneallarme

In Vietnam, oltre 400 gatti rubati sono stati salvati da un traffico di carne. Gli animali, amati come membri della famiglia, venivano catturati sistematicamente e venduti a ristoranti al chilo. L'operazione della polizia ha smantellato una rete criminale, suscitando indignazione per la crudeltà del commercio.

Stampa sud-est asiatica
distaccopragmatismo

La polizia vietnamita ha smantellato un sindacato criminale su larga scala specializzato nel furto di gatti per il consumo. Oltre 400 gatti sono stati salvati in raid nelle province di Tay Ninh e Ho Chi Minh, e nove persone sono state arrestate. L'operazione è stata riportata come un semplice successo delle forze dell'ordine contro un commercio illegale.

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mercoledì 17 giugno 2026

Vietnam, maxi-salvataggio di gatti rubati: la polizia smantella una rete del commercio di carne

Oltre 400 felini vivi e decine di carcasse congelate sono stati sequestrati a Ho Chi Minh City, dove per tre anni una banda specializzata riforniva ristoranti e mercati clandestini.

L’operazione condotta dalle forze di polizia di Ho Chi Minh City ha portato alla luce uno dei più vasti traffici di gatti destinati al macello mai documentati nel sud-est asiatico. Dopo giorni di appostamenti e indagini, gli agenti hanno fatto irruzione in diversi siti tra la metropoli vietnamita e la provincia di Tay Ninh, liberando oltre quattrocento animali vivi e sequestrando circa ottanta carcasse già pronte per la vendita. Nove persone sono state arrestate con l’accusa di aver orchestrato per almeno tre anni un sistema di furti, raccolta e distribuzione di felini domestici, spesso sottratti alle famiglie durante la notte e stipati in gabbie in attesa di essere ceduti a ristoranti e fornitori di carne. Le immagini dei gatti ammassati, molti dei quali con collare, hanno suscitato un’ondata di commozione che ha rapidamente superato i confini nazionali.

In Vietnam il consumo di carne di cane e gatto è legale, ma la normativa impone rigidi requisiti di tracciabilità e benessere animale che la banda eludeva completamente, operando senza alcuna licenza. Il fenomeno affonda le radici in abitudini gastronomiche regionali che, sebbene in declino tra le giovani generazioni urbane, persistono in ampie fasce della popolazione. Per i proprietari derubati – molti dei quali hanno potuto riabbracciare i propri animali grazie ai microchip di identificazione – il furto rappresenta un trauma profondo, paragonabile alla scomparsa di un familiare. Le associazioni animaliste locali e internazionali, come Humane World for Animals, hanno fornito cibo e assistenza veterinaria immediata, ma hanno anche lanciato un allarme: decine di gatti sono morti nei giorni successivi al recupero a causa delle condizioni igieniche disastrose in cui erano detenuti.

L’inchiesta, partita da una serie di denunce per la sparizione di animali domestici, ha rivelato un’organizzazione ramificata capace di movimentare centinaia di capi ogni settimana. Secondo gli investigatori vietnamiti, la rete operava con metodi quasi industriali: raccolta notturna nei quartieri residenziali, stoccaggio in strutture improvvisate e rivendita a peso ai macelli. Il caso ha riacceso il dibattito sull’applicazione delle leggi esistenti e sulla necessità di una maggiore protezione per gli animali d’affezione, in un Paese dove il benessere animale sta lentamente guadagnando spazio nell’agenda pubblica ma dove il consumo di carne di gatto rimane un’abitudine difficile da sradicare.

Dall’Europa, e in particolare dall’Italia, dove la sensibilità verso i diritti degli animali è elevata e il gatto è considerato quasi esclusivamente un animale da compagnia, la notizia ha suscitato reazioni di sdegno e ha riportato l’attenzione sulla necessità di una cooperazione internazionale contro i traffici illegali di specie. Organizzazioni non governative con sede a Bruxelles sottolineano come il fenomeno non sia isolato: in diverse aree del continente asiatico la carne di animali domestici alimenta un mercato sommerso che sfugge ai controlli, spesso con la complicità di reti criminali transfrontaliere. L’episodio di Ho Chi Minh City, per la sua scala, rappresenta un campanello d’allarme anche per i Paesi occidentali, dove il rischio di importazione illegale di prodotti derivati non è del tutto assente.

Le autorità vietnamite hanno promesso di intensificare i controlli e di perseguire con durezza i responsabili, ma gli osservatori locali restano cauti: senza un cambiamento culturale e un rafforzamento delle pene, il business della carne di gatto continuerà a prosperare nell’ombra. Il salvataggio di massa ha comunque restituito una speranza concreta a decine di famiglie e ha dimostrato che un’azione investigativa mirata può infliggere colpi significativi a un’economia sommersa che per troppo tempo ha operato nell’indifferenza generale.

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Stampa europea continentaleStampa sud-est asiatica
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indignazioneallarme

In Vietnam, oltre 400 gatti rubati sono stati salvati da un traffico di carne. Gli animali, amati come membri della famiglia, venivano catturati sistematicamente e venduti a ristoranti al chilo. L'operazione della polizia ha smantellato una rete criminale, suscitando indignazione per la crudeltà del commercio.

Stampa sud-est asiatica
distaccopragmatismo

La polizia vietnamita ha smantellato un sindacato criminale su larga scala specializzato nel furto di gatti per il consumo. Oltre 400 gatti sono stati salvati in raid nelle province di Tay Ninh e Ho Chi Minh, e nove persone sono state arrestate. L'operazione è stata riportata come un semplice successo delle forze dell'ordine contro un commercio illegale.

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