
Vannacci fonda Futuro Nazionale e nega il femminicidio: «Un omicidio come tutti gli altri»
La costituente del nuovo partito del generale scatena la bufera politica per le parole sul reato di femminicidio, mentre nei sondaggi drena voti alla destra di governo mettendo a rischio la tenuta dell’esecutivo Meloni.
A due passi dal Vaticano, nell’Auditorium della Conciliazione di Roma, Roberto Vannacci ha ufficialmente dato vita a Futuro Nazionale, il suo nuovo soggetto politico. Ma è stata una frase, ribadita con orgoglio dal palco e nella conferenza stampa, a incendiare il dibattito: «Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri. Uomini e donne sono uguali, non serve proteggere nessuno». Parole che hanno scatenato la reazione unanime dell’arco parlamentare, dal Pd alla Lega, e persino il dolore composto del padre di Ilaria Sula, la studentessa uccisa a Roma, che ha chiesto «rispetto per mia figlia e per tutte le donne vittime di violenza». L’affermazione del generale – per il quale l’introduzione del reato specifico è «un’assurdità che serve a fare il lavaggio del cervello» – ha segnato il debutto del partito, mescolando provocazione e strategia comunicativa.
Il progetto politico di Vannacci affonda le radici in un sovranismo radicale che si nutre di slogan come «l’Italia agli italiani» e della promessa di «remigrazione», contestando l’Europa «scatafascio» di von der Leyen e Draghi. Come riportano le cronache dalla Germania, il nuovo movimento si inserisce nel solco delle destre estreme europee, con un programma che spazia dall’abbassamento dell’età lavorativa a 14 anni a un tetto del 4% di immigrati, passando per un «mutuo tricolore» per chi fa figli. L’assemblea si è aperta con la preghiera dei paracadutisti francesi del 1938 e si è chiusa con l’orgogliosa rivendicazione di rappresentare «lo scarto, la feccia, i figli di nessuno».
L’impatto sulla coalizione di centrodestra è immediato. Dai sondaggi emerge che Futuro Nazionale sale al 5,1%, drenando consensi principalmente a Lega e Fratelli d’Italia. Non è un caso che gli esponenti della maggioranza abbiano reagito con durezza: per Francesco Lollobrigida, «se vuole mandare a casa il governo è un alleato della sinistra», mentre Simonetta Matone (Lega) vi legge un calcolo per colpire il governo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dal palco del Forum in Masseria, ha parlato di un partito che «fa la quinta colonna della sinistra». Eppure, secondo gli analisti asiatici, la vera posta in gioco è l’indebolimento di Giorgia Meloni, già alle prese con le tensioni interne e la posizione mainstream assunta in Europa. La sfida lanciata da Vannacci – «pronti a votare anche domani» – alimenta lo spettro di elezioni anticipate e di una competizione senza precedenti nella destra italiana.
La costituente di Futuro Nazionale chiude con un partito strutturato, un esecutivo e assemblee in tutta Italia. Vannacci dice di non cercare poltrone e di non aver parlato di alleanze con il centrodestra. Ma la sua ascesa, nota la stampa internazionale, è lo specchio di una frammentazione più ampia: mentre il governo cerca di tenere la barra tra vincoli europei e promesse sovraniste, il generale raccoglie lo spazio lasciato scoperto da una coalizione diventata sistema. L’unica certezza, nel weekend romano scandito anche da quattro cortei di opposte fazioni, è che la geografia della destra italiana è definitivamente più affollata e imprevedibile.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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L'assemblea di Futuro Nazionale di Vannacci ha scatenato polemiche. Le sue affermazioni sul femminicidio e la remigrazione hanno provocato una reazione unanime di condanna, mentre i vertici del centrodestra hanno evitato il palco. La cronaca evidenzia le crepe nella destra di governo.
Il quotidiano statale cinese descrive con distacco analitico la nascita del partito di Vannacci, presentandolo come una sfida alla stabilità del governo Meloni e all'UE. L'enfasi è sull'outsider che attacca l'establishment, con potenziali ripercussioni sull'alleanza governativa.
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