Accedi
Edizione delle 10:00 CETmercoledì 22 luglio 2026
311 testate · 17 lingue630 briefing oggi
Difesa e Sicurezzamartedì 21 luglio 2026

Undicesima notte di raid USA sull’Iran, Trump minaccia il sito nucleare di Pickaxe

Mentre proseguono i bombardamenti, il presidente americano annuncia un imminente attacco al complesso sotterraneo vicino a Natanz; Teheran avverte che sarebbe un’espansione del conflitto.

Per l’undicesima notte consecutiva le forze del Comando centrale statunitense (Centcom) hanno colpito obiettivi militari iraniani, prendendo di mira centri operativi, hangar, depositi di droni e infrastrutture logistiche. Secondo il Pentagono, l’operazione – durata circa settantacinque minuti e conclusa nelle prime ore di mercoledì – è volta a «degradare ulteriormente» la capacità di Teheran di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, dove negli ultimi tre mesi sarebbero state attaccate più di trenta navi mercantili. Le agenzie iraniane hanno riferito dell’attivazione delle difese aeree nella capitale e di esplosioni nelle aree portuali meridionali, a Tabriz e nella provincia del Khuzistan, mentre il Centcom ha rivendicato di aver facilitato, da maggio, il transito di circa novecento mercantili e quattrocentocinquanta milioni di barili di greggio.

La nuova ondata di raid è stata accompagnata da un’escalation verbale del presidente Donald Trump, che dalla Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di colpire «molto presto e con grande forza» la cosiddetta Montagna Pickaxe, il complesso di gallerie sotterranee adiacente all’impianto di arricchimento di Natanz. Da Teheran, il comando militare Khatam Al-Anbiya ha replicato che un attacco a siti nucleari sarebbe considerato «un’espansione della guerra nella regione» e ha minacciato ritorsioni contro tutti gli interessi americani e dei Paesi alleati. In parallelo, i ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato il blocco navale dello Stretto di Bab el-Mandeb contro le navi saudite, spingendo due petroliere appena caricate a Yanbu a invertire la rotta e alimentando i timori per la tenuta delle rotte energetiche alternative al Golfo Persico.

Agli occhi degli analisti europei, il progressivo allargamento del conflitto rischia di comprimere ulteriormente i canali di approvvigionamento energetico del continente. Con lo Stretto di Hormuz già semi-paralizzato e il greggio internazionale stabilmente sopra i novantuno dollari al barile, l’estensione delle ostilità al Mar Rosso mette sotto pressione anche le forniture saudite via oleodotto, con ripercussioni dirette sui prezzi dei carburanti in Italia e nell’Unione. Bruxelles segue con apprensione l’impennata dei costi bellici – il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha quantificato in trentasette miliardi e mezzo di dollari la spesa americana finora sostenuta – e il moltiplicarsi dei fronti: Kuwait, Bahrein e Giordania hanno intercettato droni e missili, mentre il bilancio delle vittime civili iraniane, secondo fonti sanitarie di Teheran, avrebbe raggiunto cinquanta morti e cinquecento feriti solo negli ultimi raid statunitensi.

Sul piano diplomatico, il dossier resta in una fase di stallo. Il memorandum d’intesa firmato a giugno per un cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz è collassato dopo poche settimane, e il presidente Trump ha escluso nuovi incontri finché l’Iran non si dimostrerà «pronto a discutere in modo significativo». Ciononostante, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che i canali di comunicazione con Washington, attraverso mediatori, restano aperti. Il Pakistan, che già aveva favorito l’intesa provvisoria, ha ricevuto il ministro dell’Interno iraniano per un nuovo tentativo di mediazione, mentre il Qatar ha proposto una tregua di dieci giorni. Al momento, tuttavia, nessuna delle due parti ha accettato formalmente di sospendere le operazioni militari.

Divergenza — chi la racconta come
9%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.20 a 0.00
CriticoFavorevole
EURATLAFR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa europea continentale0.00
Voce

Il comando militare statunitense riferisce i propri attacchi, citando il CENTCOM. La narrazione rimane all'interno del resoconto ufficiale americano, omettendo qualsiasi risposta iraniana.

Meccanismofocalizzazione selettiva

Affidandosi esclusivamente alle dichiarazioni ufficiali militari statunitensi, il blocco presenta gli attacchi come un'operazione di routine e giustificata, ignorando il conflitto più ampio.

Omissione

Il blocco omette le rappresaglie iraniane e la dichiarazione di guerra totale, che presenterebbero il conflitto come un'escalation reciproca piuttosto che un'operazione unilaterale statunitense.

DistaccoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.20
Voce

Il comando militare e l'amministrazione statunitense parlano attraverso dichiarazioni ufficiali e rapporti sulle vittime. La narrazione inquadra l'Iran come aggressore che reagisce a attacchi statunitensi giustificati.

Meccanismoescalation simmetrica

Presentando le azioni di entrambe le parti ma attribuendo l'iniziativa agli Stati Uniti e la rappresaglia all'Iran, il blocco giustifica gli attacchi statunitensi e ritrae l'Iran come l'escalator.

Omissione

Il blocco omette le ragioni dichiarate dall'Iran per la rappresaglia, come la difesa contro l'aggressione statunitense, e minimizza il ruolo degli Stati Uniti nell'avviare gli attacchi.

AllarmeUrgenzaRevanscismo
Stampa africana subsahariana0.00
Voce

Vengono citati sia funzionari statunitensi che iraniani, con la narrazione che evidenzia l'escalation reciproca e la dichiarazione di guerra. Il tono è allarmato ma equilibrato.

Meccanismodrammatizzazione

Inquadrando il conflitto come 'guerra totale' e citando entrambe le parti, il blocco crea un senso di drammatica inevitabilità, rendendo l'escalation apparentemente inevitabile.

Omissione

Il blocco omette il coinvolgimento delle forze Houthi e il blocco navale, che amplierebbero il conflitto oltre gli Stati Uniti e l'Iran.

AllarmeUrgenzaIndignazione

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Dai neonati abbandonati ai corpi nelle bare: cronaca di una settimana di violenza·Tom Holland, acclamato in Messico e bocciato dalla critica: il doppio volto di un’Odissea contemporanea·Il nome del padre: quando i figli delle star scelgono di cancellare il cognome·La mano di Ryan Gosling si alza dopo dieci anni: il poster de La La Land corretto·Diagnosi oncologiche errate e ritardi: il costo umano e le risposte dei sistemi sanitari·Femminicidio a Córdoba: condanna sospesa e allarmi ignorati, la vittima aveva tre figlie·Marocco-Francia, la visita reale che ridisegna gli equilibri mediterranei·Il concerto cancellato e il silenzio di Harry Styles: la delusione dei fan brasiliani·Dai neonati abbandonati ai corpi nelle bare: cronaca di una settimana di violenza·Tom Holland, acclamato in Messico e bocciato dalla critica: il doppio volto di un’Odissea contemporanea·Il nome del padre: quando i figli delle star scelgono di cancellare il cognome·La mano di Ryan Gosling si alza dopo dieci anni: il poster de La La Land corretto·Diagnosi oncologiche errate e ritardi: il costo umano e le risposte dei sistemi sanitari·Femminicidio a Córdoba: condanna sospesa e allarmi ignorati, la vittima aveva tre figlie·Marocco-Francia, la visita reale che ridisegna gli equilibri mediterranei·Il concerto cancellato e il silenzio di Harry Styles: la delusione dei fan brasiliani·
Agg. 05:347 lingue · 12 testate
12 testate|7 lingue|3 min lettura
martedì 21 luglio 2026

Undicesima notte di raid USA sull’Iran, Trump minaccia il sito nucleare di Pickaxe

Mentre proseguono i bombardamenti, il presidente americano annuncia un imminente attacco al complesso sotterraneo vicino a Natanz; Teheran avverte che sarebbe un’espansione del conflitto.

Per l’undicesima notte consecutiva le forze del Comando centrale statunitense (Centcom) hanno colpito obiettivi militari iraniani, prendendo di mira centri operativi, hangar, depositi di droni e infrastrutture logistiche. Secondo il Pentagono, l’operazione – durata circa settantacinque minuti e conclusa nelle prime ore di mercoledì – è volta a «degradare ulteriormente» la capacità di Teheran di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, dove negli ultimi tre mesi sarebbero state attaccate più di trenta navi mercantili. Le agenzie iraniane hanno riferito dell’attivazione delle difese aeree nella capitale e di esplosioni nelle aree portuali meridionali, a Tabriz e nella provincia del Khuzistan, mentre il Centcom ha rivendicato di aver facilitato, da maggio, il transito di circa novecento mercantili e quattrocentocinquanta milioni di barili di greggio.

La nuova ondata di raid è stata accompagnata da un’escalation verbale del presidente Donald Trump, che dalla Casa Bianca ha annunciato l’intenzione di colpire «molto presto e con grande forza» la cosiddetta Montagna Pickaxe, il complesso di gallerie sotterranee adiacente all’impianto di arricchimento di Natanz. Da Teheran, il comando militare Khatam Al-Anbiya ha replicato che un attacco a siti nucleari sarebbe considerato «un’espansione della guerra nella regione» e ha minacciato ritorsioni contro tutti gli interessi americani e dei Paesi alleati. In parallelo, i ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato il blocco navale dello Stretto di Bab el-Mandeb contro le navi saudite, spingendo due petroliere appena caricate a Yanbu a invertire la rotta e alimentando i timori per la tenuta delle rotte energetiche alternative al Golfo Persico.

Agli occhi degli analisti europei, il progressivo allargamento del conflitto rischia di comprimere ulteriormente i canali di approvvigionamento energetico del continente. Con lo Stretto di Hormuz già semi-paralizzato e il greggio internazionale stabilmente sopra i novantuno dollari al barile, l’estensione delle ostilità al Mar Rosso mette sotto pressione anche le forniture saudite via oleodotto, con ripercussioni dirette sui prezzi dei carburanti in Italia e nell’Unione. Bruxelles segue con apprensione l’impennata dei costi bellici – il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha quantificato in trentasette miliardi e mezzo di dollari la spesa americana finora sostenuta – e il moltiplicarsi dei fronti: Kuwait, Bahrein e Giordania hanno intercettato droni e missili, mentre il bilancio delle vittime civili iraniane, secondo fonti sanitarie di Teheran, avrebbe raggiunto cinquanta morti e cinquecento feriti solo negli ultimi raid statunitensi.

Sul piano diplomatico, il dossier resta in una fase di stallo. Il memorandum d’intesa firmato a giugno per un cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz è collassato dopo poche settimane, e il presidente Trump ha escluso nuovi incontri finché l’Iran non si dimostrerà «pronto a discutere in modo significativo». Ciononostante, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che i canali di comunicazione con Washington, attraverso mediatori, restano aperti. Il Pakistan, che già aveva favorito l’intesa provvisoria, ha ricevuto il ministro dell’Interno iraniano per un nuovo tentativo di mediazione, mentre il Qatar ha proposto una tregua di dieci giorni. Al momento, tuttavia, nessuna delle due parti ha accettato formalmente di sospendere le operazioni militari.

Divergenza — chi la racconta come
9%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.20 a 0.00
CriticoFavorevole
EURATLAFR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa europea continentale0.00
Voce

Il comando militare statunitense riferisce i propri attacchi, citando il CENTCOM. La narrazione rimane all'interno del resoconto ufficiale americano, omettendo qualsiasi risposta iraniana.

Meccanismofocalizzazione selettiva

Affidandosi esclusivamente alle dichiarazioni ufficiali militari statunitensi, il blocco presenta gli attacchi come un'operazione di routine e giustificata, ignorando il conflitto più ampio.

Omissione

Il blocco omette le rappresaglie iraniane e la dichiarazione di guerra totale, che presenterebbero il conflitto come un'escalation reciproca piuttosto che un'operazione unilaterale statunitense.

DistaccoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.20
Voce

Il comando militare e l'amministrazione statunitense parlano attraverso dichiarazioni ufficiali e rapporti sulle vittime. La narrazione inquadra l'Iran come aggressore che reagisce a attacchi statunitensi giustificati.

Meccanismoescalation simmetrica

Presentando le azioni di entrambe le parti ma attribuendo l'iniziativa agli Stati Uniti e la rappresaglia all'Iran, il blocco giustifica gli attacchi statunitensi e ritrae l'Iran come l'escalator.

Omissione

Il blocco omette le ragioni dichiarate dall'Iran per la rappresaglia, come la difesa contro l'aggressione statunitense, e minimizza il ruolo degli Stati Uniti nell'avviare gli attacchi.

AllarmeUrgenzaRevanscismo
Stampa africana subsahariana0.00
Voce

Vengono citati sia funzionari statunitensi che iraniani, con la narrazione che evidenzia l'escalation reciproca e la dichiarazione di guerra. Il tono è allarmato ma equilibrato.

Meccanismodrammatizzazione

Inquadrando il conflitto come 'guerra totale' e citando entrambe le parti, il blocco crea un senso di drammatica inevitabilità, rendendo l'escalation apparentemente inevitabile.

Omissione

Il blocco omette il coinvolgimento delle forze Houthi e il blocco navale, che amplierebbero il conflitto oltre gli Stati Uniti e l'Iran.

AllarmeUrgenzaIndignazione

Questa notizia è apparsa su

12 testate · 7 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Trump blinda Netanyahu: nessun arresto negli Usa, lo scontro con il sindaco di New York

13 lingue · 33 testate

Da Economy & Markets

Trump impone dazi del 50% al Canada e riesuma una legge del 1930

6 lingue · 17 testate

Da Technology

OpenAI, i modelli sfuggono al controllo e violano Hugging Face

8 lingue · 18 testate

Leggi di più