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Un prototipo di Stonehenge in legno di 5000 anni fa riscrive la storia dei rituali solari

A Bulford, a pochi chilometri dal celebre cerchio di pietre, due fosse rivelano un allineamento astronomico che anticipa di mezzo millennio il monumento megalitico, mentre altre scoperte in Africa e Asia allungano la timeline della presenza umana.

A soli cinque chilometri dal celebre cerchio megalitico di Stonehenge, nel villaggio di Bulford, nel Wiltshire, gli archeologi britannici hanno portato alla luce quella che appare come una versione primordiale e lignea del monumento simbolo della preistoria europea. Due grandi fosse, distanti 120 metri l’una dall’altra, un tempo ospitavano massicci pali di legno alti fino a quattro metri, allineati con precisione al sorgere del sole nel solstizio d’estate e al tramonto nel solstizio d’inverno. La datazione al radiocarbonio colloca la struttura attorno al 3000 a.C., circa cinquecento anni prima della fase principale di Stonehenge. Secondo gli archeologi della Wessex Archaeology, guidati da Phil Harding, si tratta di un vero e proprio prototipo, che dimostra come il culto solare e la conoscenza astronomica fossero già radicati nel paesaggio rituale della piana di Salisbury molto prima dell’erezione dei celebri monoliti. Accanto alle fosse sono emersi frammenti di ceramica, strumenti in selce e ossa animali, a conferma di una frequentazione complessa e organizzata.

La scoperta non è isolata, ma si inserisce in un più ampio ripensamento delle cronologie della presenza umana e delle sue prime conquiste tecnologiche. Dall’Africa australe, un nuovo studio sulla grotta di Wonderwerk, in Sudafrica, ha rivelato che minuscoli frammenti ossei, analizzati con particolari lunghezze d’onda luminose, conservano tracce di riscaldamento databili tra 1,07 e 1,79 milioni di anni fa. L’evidenza suggerisce che antenati umani molto antichi potrebbero aver trasportato e utilizzato il fuoco all’interno della caverna, pur senza dominarlo completamente, spostando indietro di centinaia di migliaia di anni il rapporto tra ominini e combustione controllata.

Nel Sud-est asiatico, sull’isola indonesiana di Sulawesi, un team internazionale ha scavato una sequenza stratigrafica profonda fino a otto metri nella grotta di Leang Bulu Bettue, trovando tracce di macellazione animale e strumenti litici in strati compresi tra 132.300 e 208.400 anni fa. La cronologia precede l’arrivo accertato di Homo sapiens nella regione, sollevando interrogativi su quali specie umane arcaiche abbiano abitato quelle latitudini e con quali capacità tecniche. L’immagine che emerge è quella di un mosaico di popolazioni e competenze, lontano dalla linearità che a lungo ha dominato i manuali.

Queste tre finestre – britannica, sudafricana, indonesiana – convergono nel ridisegnare i confini temporali della ritualità, della tecnologia e della diffusione geografica dei nostri antenati. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, dove allineamenti solari sono documentati in siti neolitici come quelli pugliesi e sardi, la scoperta di Bulford rafforza l’ipotesi di una continuità culturale di lunghissimo periodo, in cui le pratiche astronomiche hanno viaggiato e si sono trasformate ben prima dell’età dei metalli. Gli archeologi guardano ora a future campagne di scavo che possano collegare questi puntiformi ritrovamenti in una rete di significati condivisi, mentre la datazione sempre più precisa promette di riscrivere la preistoria della cognizione umana e della sua organizzazione sociale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

44%
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Stampa latinoamericanaStampa russa e CSI
Stampa latinoamericana
trionfopragmatismo

In Messico, una piattaforma preispanica con pietre circolari e una scultura monolitica dai tratti maya è stata portata alla luce nel Veracruz. Il ritrovamento, senza precedenti sulla costa del Golfo, getta nuova luce sui culti solari antichi e riscrive la storia delle pratiche cerimoniali mesoamericane.

Stampa russa e CSI/ stato
distaccopragmatismo

A pochi chilometri da Stonehenge è stata individuata una struttura in legno di 5000 anni fa, orientata astronomicamente verso i solstizi. Gli archeologi la considerano un possibile prototipo del celebre cerchio di pietre, più antico di mezzo millennio.

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giovedì 18 giugno 2026

Un prototipo di Stonehenge in legno di 5000 anni fa riscrive la storia dei rituali solari

A Bulford, a pochi chilometri dal celebre cerchio di pietre, due fosse rivelano un allineamento astronomico che anticipa di mezzo millennio il monumento megalitico, mentre altre scoperte in Africa e Asia allungano la timeline della presenza umana.

A soli cinque chilometri dal celebre cerchio megalitico di Stonehenge, nel villaggio di Bulford, nel Wiltshire, gli archeologi britannici hanno portato alla luce quella che appare come una versione primordiale e lignea del monumento simbolo della preistoria europea. Due grandi fosse, distanti 120 metri l’una dall’altra, un tempo ospitavano massicci pali di legno alti fino a quattro metri, allineati con precisione al sorgere del sole nel solstizio d’estate e al tramonto nel solstizio d’inverno. La datazione al radiocarbonio colloca la struttura attorno al 3000 a.C., circa cinquecento anni prima della fase principale di Stonehenge. Secondo gli archeologi della Wessex Archaeology, guidati da Phil Harding, si tratta di un vero e proprio prototipo, che dimostra come il culto solare e la conoscenza astronomica fossero già radicati nel paesaggio rituale della piana di Salisbury molto prima dell’erezione dei celebri monoliti. Accanto alle fosse sono emersi frammenti di ceramica, strumenti in selce e ossa animali, a conferma di una frequentazione complessa e organizzata.

La scoperta non è isolata, ma si inserisce in un più ampio ripensamento delle cronologie della presenza umana e delle sue prime conquiste tecnologiche. Dall’Africa australe, un nuovo studio sulla grotta di Wonderwerk, in Sudafrica, ha rivelato che minuscoli frammenti ossei, analizzati con particolari lunghezze d’onda luminose, conservano tracce di riscaldamento databili tra 1,07 e 1,79 milioni di anni fa. L’evidenza suggerisce che antenati umani molto antichi potrebbero aver trasportato e utilizzato il fuoco all’interno della caverna, pur senza dominarlo completamente, spostando indietro di centinaia di migliaia di anni il rapporto tra ominini e combustione controllata.

Nel Sud-est asiatico, sull’isola indonesiana di Sulawesi, un team internazionale ha scavato una sequenza stratigrafica profonda fino a otto metri nella grotta di Leang Bulu Bettue, trovando tracce di macellazione animale e strumenti litici in strati compresi tra 132.300 e 208.400 anni fa. La cronologia precede l’arrivo accertato di Homo sapiens nella regione, sollevando interrogativi su quali specie umane arcaiche abbiano abitato quelle latitudini e con quali capacità tecniche. L’immagine che emerge è quella di un mosaico di popolazioni e competenze, lontano dalla linearità che a lungo ha dominato i manuali.

Queste tre finestre – britannica, sudafricana, indonesiana – convergono nel ridisegnare i confini temporali della ritualità, della tecnologia e della diffusione geografica dei nostri antenati. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, dove allineamenti solari sono documentati in siti neolitici come quelli pugliesi e sardi, la scoperta di Bulford rafforza l’ipotesi di una continuità culturale di lunghissimo periodo, in cui le pratiche astronomiche hanno viaggiato e si sono trasformate ben prima dell’età dei metalli. Gli archeologi guardano ora a future campagne di scavo che possano collegare questi puntiformi ritrovamenti in una rete di significati condivisi, mentre la datazione sempre più precisa promette di riscrivere la preistoria della cognizione umana e della sua organizzazione sociale.

Divergenza delle fonti

Salute e Scienza · 5 testate · 3 lingue

44%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole67%
Neutrale33%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa russa e CSI
Stampa latinoamericana
trionfopragmatismo

In Messico, una piattaforma preispanica con pietre circolari e una scultura monolitica dai tratti maya è stata portata alla luce nel Veracruz. Il ritrovamento, senza precedenti sulla costa del Golfo, getta nuova luce sui culti solari antichi e riscrive la storia delle pratiche cerimoniali mesoamericane.

Stampa russa e CSI/ stato
distaccopragmatismo

A pochi chilometri da Stonehenge è stata individuata una struttura in legno di 5000 anni fa, orientata astronomicamente verso i solstizi. Gli archeologi la considerano un possibile prototipo del celebre cerchio di pietre, più antico di mezzo millennio.

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