
Tunisia chiama Renard per salvare il Mondiale dopo il crollo con la Svezia
Esonerato Lamouchi dopo il 5-1 subito all'esordio, la Federazione tunisina affida la panchina al francese fino al termine del torneo, con l'ipotesi di un progetto pluriennale.
La disfatta per 5-1 contro la Svezia a Monterrey, nella notte italiana di domenica, ha prodotto l’esonero più fulmineo di questo avvio di Coppa del Mondo 2026. La Federazione tunisina ha sollevato dall’incarico Sabri Lamouchi e, nel giro di poche ore, ha ufficializzato l’arrivo di Hervé Renard, il tecnico francese che guiderà i “Nusur Qartaj” (le Aquile di Cartagine) per il resto della competizione. L’annuncio, rimbalzato dai media nordafricani e mediorientali nella mattinata di martedì, conferma la volontà di Tunisi di voltare pagina con un gesto traumatico ma necessario, affidandosi a un allenatore abituato a gestire le crisi nei grandi palcoscenici.
Renard, 57 anni, atterra direttamente da Parigi a Monterrey per dirigere già in serata il primo allenamento, con lo stesso pacchetto economico riconosciuto al predecessore. Per lui si tratta del terzo Mondiale consecutivo su tre panchine diverse: dopo aver condotto il Marocco nel 2018 e l’Arabia Saudita nel 2022, il tecnico della Loira diventa il primo allenatore a timonare tre nazionali differenti nella fase finale della rassegna iridata. L’accordo siglato con il presidente federale Moez Naceri prevede inoltre l’apertura di un negoziato al termine del torneo per un’eventuale collaborazione di lungo periodo, segno che Tunisi non cerca solo un traghettatore ma un architetto per il futuro.
Nell’ottica del Maghreb, la scelta di Renard rappresenta un tentativo di replicare la magia del 2018, quando il francese portò il Marocco a competere con dignità in un girone proibitivo. I commentatori arabi sottolineano come il soprannome “al-Tha‘lab” (la volpe) gli derivi proprio dall’astuzia tattica mostrata in quelle circostanze, qualità che oggi servono per risollevare una squadra umiliata e ricucire uno spogliatoio scosso. Dal punto di vista europeo, l’operazione conferma la centralità dei tecnici francesi nel calcio africano e mediorientale, un’influenza che passa anche per la capacità di Renard di adattarsi rapidamente a contesti culturali diversi, dal Golfo al Nordafrica.
La missione immediata è quasi impossibile: la Tunisia, inserita nel gruppo 6, dovrà affrontare il Giappone nella seconda giornata e cercare punti per evitare un’eliminazione precoce che vanificherebbe il sogno mondiale. Eppure, la scommessa su Renard va oltre il risultato immediato. L’intesa per un progetto a lungo termine, basata su “obiettivi sportivi definiti” come recitano i comunicati ufficiali, lascia intravedere la volontà di costruire un ciclo solido in vista della Coppa d’Africa e delle qualificazioni future. In un Mondiale allargato a 48 squadre, dove le sorprese sono già all’ordine del giorno, la Tunisia punta su un condottiero abituato a scrivere pagine imprevedibili: la sua presenza sulla panchina nordafricana è già, di per sé, una notizia che ridisegna gli equilibri emotivi del torneo.
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La federazione calcistica tunisina ha agito rapidamente dopo la sconfitta per 5-1 contro la Svezia, sostituendo l'allenatore Sabri Lamouchi con Hervé Renard per il resto del Mondiale. L'incarico è ad interim, con condizioni finanziarie invariate e l'impegno a discutere un contratto a lungo termine dopo il torneo. La decisione è presentata come un passo pragmatico e calmo per stabilizzare la squadra.
In quello che viene definito il cambio di allenatore più rapido nella storia dei Mondiali, la Tunisia ha esonerato Sabri Lamouchi e ingaggiato Hervé Renard subito dopo la sconfitta per 1-5. Renard, che in passato ha allenato Arabia Saudita e Marocco, dovrebbe dirigere l'allenamento lo stesso giorno. L'esonero a velocità record sottolinea lo shock della disfatta e l'urgenza di salvare la campagna.
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