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Toy Story 5, Taylor Swift e la cowgirl che ritrova l’infanzia sepolta sotto un albero

Il quinto capitolo della saga Pixar affronta l’assedio digitale ai giocattoli, mentre Taylor Swift compone in un solo giorno un brano country per Jessie; intanto, lo studio prepara un futuro in 2D ambientato a Venezia.

Era una mattina di giugno quando Taylor Swift è entrata in una sala di proiezione vuota per vedere Toy Story 5 in anteprima. Alle undici, le luci si sono spente; alle diciannove, la cantante era già nel suo studio di registrazione con una canzone finita. «L’ho scritta e registrata in otto ore», ha raccontato in un video pubblicato sui social, mostrando i fogli ancora freschi di inchiostro. Il brano, “I Knew It, I Knew You”, nasce dalla prospettiva di Jessie, la cowgirl di pezza che in questo quinto capitolo ruba la scena a Woody e Buzz. Un ritorno alle radici country per Swift, che a trentasei anni celebra anche i suoi vent’anni di carriera, e che ha confessato di essersi innamorata all’istante della pellicola, come quando a cinque anni vide il primo Toy Story.

Toy Story 5, diretto da Andrew Stanton e McKenna Harris, porta i giocattoli parlanti dentro l’incubo contemporaneo di ogni genitore: Lilypad, una tavoletta digitale a forma di rana con voce suadente (Greta Lee), che ipnotizza la piccola Bonnie e la allontana dai suoi vecchi compagni di giochi. Jessie, sentendosi messa da parte, finisce per errore nel giardino della sua prima proprietaria, Emily, e lì, sotto l’albero dove giocavano trent’anni prima, dissotterra un portapranzo sepolto con un biglietto: «Jessie, sarai sempre la mia cowgirl». La scena, secondo la critica statunitense, possiede la stessa forza emotiva dell’abbandono raccontato in Toy Story 2. Intanto, un esercito di Buzz Lightyear di nuova generazione, capaci di trasformarsi in droni, semina il caos e la meraviglia, mentre Woody, ormai stempiato e con la pancia sfatta, torna dalla sua vita da giocattolo libero per dare una mano.

Il film arriva in un momento in cui il dibattito sull’infanzia digitale è acceso in tutta Europa. Nel Regno Unito, il primo ministro Starmer ha annunciato un divieto dei social media per i minori di sedici anni, e Toy Story 5, con la sua parabola sullo schermo che isola i bambini, è stato letto da molti recensori britannici come un «racconto ammonitore» sorprendentemente politico. In Italia, l’interesse è duplice: non solo per la saga che ha segnato tre generazioni, ma perché la Pixar ha inserito nel film brevi sequenze in uno stile che imita il disegno a mano, un esperimento in vista di “Gatto”, il prossimo lungometraggio dello studio, ambientato a Venezia e diretto dall’italiano Enrico Casarosa, che sarà il primo Pixar con un look interamente 2D. La tecnologia, insomma, non è il nemico assoluto: il tablet Lilypad non viene demonizzato, ma alla fine impara a convivere con i giocattoli, in un compromesso che ha diviso la critica tra chi lo trova tiepido e chi lo giudica onesto.

La canzone di Taylor Swift è diventata in pochi giorni un fenomeno globale: debutto al primo posto nella classifica dei singoli nel Regno Unito, secondo su Spotify negli Stati Uniti, e un immediato ingresso nelle vendite digitali. Per Swift, che con questo brano supera Britney Spears e Lady Gaga nella lista degli artisti solisti con più numero uno britannici, è anche un modo per riallacciarsi al paese della sua infanzia artistica, proprio mentre la saga di Toy Story compie trent’anni. La colonna sonora, affidata ancora una volta al veterano Randy Newman, cede il passo nei titoli di coda alla voce della popstar, mentre sullo schermo un bambino solitario in un cortile di scuola vede piovere dal cielo uno sciame di Buzz Lightyear droni, e un compagno tira fuori dallo zaino un imperatore Zurg pronto a sfidarli. È un finale che non chiude, ma lascia la porta socchiusa, come il portapranzo di Emily restituito alla luce dopo decenni.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

49%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa latinoamericana
Stampa europea continentale/ Nordica
ScetticismoIronia

La stampa continentale europea interpreta Toy Story 5 come un gesto di sfida contro l'era digitale, in cui i giocattoli di plastica e legno combattono la dipendenza dagli schermi. Il film è animato dalla nostalgia per un tempo più semplice e gentile, anche se i critici osservano che offre poco oltre questo messaggio. L'immaginazione dei giocattoli viene celebrata come l'arma per vincere la guerra contro l'intelligenza artificiale.

Stampa latinoamericana/ Mercato
PragmatismoPaternalismo

La stampa latinoamericana inquadra Toy Story 5 come un film che affronta il dilemma digitale che ogni genitore e bambino vive oggi, con il tablet come nuovo antagonista. L'attenzione è rivolta a ciò che i genitori devono sapere, ai nuovi personaggi e al messaggio su come bilanciare tecnologia e gioco. L'uscita è anche trattata come un evento commerciale e nostalgico, con collaborazioni di moda e retrospettive sui 31 anni del franchise.

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mercoledì 17 giugno 2026

Toy Story 5, Taylor Swift e la cowgirl che ritrova l’infanzia sepolta sotto un albero

Il quinto capitolo della saga Pixar affronta l’assedio digitale ai giocattoli, mentre Taylor Swift compone in un solo giorno un brano country per Jessie; intanto, lo studio prepara un futuro in 2D ambientato a Venezia.

Era una mattina di giugno quando Taylor Swift è entrata in una sala di proiezione vuota per vedere Toy Story 5 in anteprima. Alle undici, le luci si sono spente; alle diciannove, la cantante era già nel suo studio di registrazione con una canzone finita. «L’ho scritta e registrata in otto ore», ha raccontato in un video pubblicato sui social, mostrando i fogli ancora freschi di inchiostro. Il brano, “I Knew It, I Knew You”, nasce dalla prospettiva di Jessie, la cowgirl di pezza che in questo quinto capitolo ruba la scena a Woody e Buzz. Un ritorno alle radici country per Swift, che a trentasei anni celebra anche i suoi vent’anni di carriera, e che ha confessato di essersi innamorata all’istante della pellicola, come quando a cinque anni vide il primo Toy Story.

Toy Story 5, diretto da Andrew Stanton e McKenna Harris, porta i giocattoli parlanti dentro l’incubo contemporaneo di ogni genitore: Lilypad, una tavoletta digitale a forma di rana con voce suadente (Greta Lee), che ipnotizza la piccola Bonnie e la allontana dai suoi vecchi compagni di giochi. Jessie, sentendosi messa da parte, finisce per errore nel giardino della sua prima proprietaria, Emily, e lì, sotto l’albero dove giocavano trent’anni prima, dissotterra un portapranzo sepolto con un biglietto: «Jessie, sarai sempre la mia cowgirl». La scena, secondo la critica statunitense, possiede la stessa forza emotiva dell’abbandono raccontato in Toy Story 2. Intanto, un esercito di Buzz Lightyear di nuova generazione, capaci di trasformarsi in droni, semina il caos e la meraviglia, mentre Woody, ormai stempiato e con la pancia sfatta, torna dalla sua vita da giocattolo libero per dare una mano.

Il film arriva in un momento in cui il dibattito sull’infanzia digitale è acceso in tutta Europa. Nel Regno Unito, il primo ministro Starmer ha annunciato un divieto dei social media per i minori di sedici anni, e Toy Story 5, con la sua parabola sullo schermo che isola i bambini, è stato letto da molti recensori britannici come un «racconto ammonitore» sorprendentemente politico. In Italia, l’interesse è duplice: non solo per la saga che ha segnato tre generazioni, ma perché la Pixar ha inserito nel film brevi sequenze in uno stile che imita il disegno a mano, un esperimento in vista di “Gatto”, il prossimo lungometraggio dello studio, ambientato a Venezia e diretto dall’italiano Enrico Casarosa, che sarà il primo Pixar con un look interamente 2D. La tecnologia, insomma, non è il nemico assoluto: il tablet Lilypad non viene demonizzato, ma alla fine impara a convivere con i giocattoli, in un compromesso che ha diviso la critica tra chi lo trova tiepido e chi lo giudica onesto.

La canzone di Taylor Swift è diventata in pochi giorni un fenomeno globale: debutto al primo posto nella classifica dei singoli nel Regno Unito, secondo su Spotify negli Stati Uniti, e un immediato ingresso nelle vendite digitali. Per Swift, che con questo brano supera Britney Spears e Lady Gaga nella lista degli artisti solisti con più numero uno britannici, è anche un modo per riallacciarsi al paese della sua infanzia artistica, proprio mentre la saga di Toy Story compie trent’anni. La colonna sonora, affidata ancora una volta al veterano Randy Newman, cede il passo nei titoli di coda alla voce della popstar, mentre sullo schermo un bambino solitario in un cortile di scuola vede piovere dal cielo uno sciame di Buzz Lightyear droni, e un compagno tira fuori dallo zaino un imperatore Zurg pronto a sfidarli. È un finale che non chiude, ma lascia la porta socchiusa, come il portapranzo di Emily restituito alla luce dopo decenni.

Divergenza delle fonti

Media e Intrattenimento · 4 testate · 3 lingue

49%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale57%
Critico43%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa latinoamericana
Stampa europea continentale/ Nordica
ScetticismoIronia

La stampa continentale europea interpreta Toy Story 5 come un gesto di sfida contro l'era digitale, in cui i giocattoli di plastica e legno combattono la dipendenza dagli schermi. Il film è animato dalla nostalgia per un tempo più semplice e gentile, anche se i critici osservano che offre poco oltre questo messaggio. L'immaginazione dei giocattoli viene celebrata come l'arma per vincere la guerra contro l'intelligenza artificiale.

Stampa latinoamericana/ Mercato
PragmatismoPaternalismo

La stampa latinoamericana inquadra Toy Story 5 come un film che affronta il dilemma digitale che ogni genitore e bambino vive oggi, con il tablet come nuovo antagonista. L'attenzione è rivolta a ciò che i genitori devono sapere, ai nuovi personaggi e al messaggio su come bilanciare tecnologia e gioco. L'uscita è anche trattata come un evento commerciale e nostalgico, con collaborazioni di moda e retrospettive sui 31 anni del franchise.

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