
Thailandia in lutto: l’addio alla principessa Bajrakitiyabha, icona moderna della monarchia
Dopo quasi quattro anni di coma, la figlia maggiore del re Maha Vajiralongkorn è spirata a 47 anni; Bangkok si ferma per i riti funebri e il Paese osserva quindici giorni di lutto nazionale.
Al calare del sole sulle guglie dorate del Grande Palazzo Reale, un fiume silenzioso di cittadini in nero ha accompagnato sabato pomeriggio il ritorno della principessa Bajrakitiyabha Mahidol. La salma ha lasciato il King Chulalongkorn Memorial Hospital in un corteo di motociclette lampeggianti e automobili ufficiali, con il re Maha Vajiralongkorn a seguire in una vettura color crema. Per chilometri, le strade del centro di Bangkok – chiuse al traffico – sono state presidiate da funzionari in abito bianco e fascia nera al braccio, mentre centinaia di persone attendevano da ore il passaggio del furgone argentato. La principessa, unica figlia del monarca dal primo matrimonio con la principessa Soamsawali, era ricoverata dal dicembre 2022, quando un malore improvviso durante una sessione di addestramento con i suoi cani la fece sprofondare in un coma che, nonostante le cure, si è protratto per quasi quattro anni. Giovedì sera, alle 19:48, il decesso è stato dichiarato ufficialmente, gettando il Paese in un lutto nazionale sancito da bandiere a mezz’asta per quindici giorni su tutti gli edifici governativi.
La cerimonia di aspersione dell’acqua, antico rito reale, si è svolta nella Sala Sahathai Samakhom del Grande Palazzo alla presenza del primo ministro Anutin Charnvirakul, del Consiglio dei ministri e dei vertici del Ministero dell’Interno. Davanti al ritratto della defunta – il cui nome cerimoniale completo risuona come un mantra dinastico – le massime autorità hanno reso omaggio secondo il protocollo dettato dall’Ufficio della Casa Reale con l’annuncio del 12 giugno 2569 del calendario buddhista. Le spoglie sono state poi composte nella Phiman Rattaya Throne Hall, dove il pubblico potrà partecipare ai riti di bagno reale o semplicemente rendere omaggio. La coreografia solenne, che fonde devozione popolare e deferenza istituzionale, conferma quanto la monarchia resti il perno identitario della Thailandia, pur in un quadro politico segnato da colpi di Stato e tensioni generazionali.
Secondo analisti del Sud-est asiatico, la scomparsa di Bajrakitiyabha priva la Casa Reale di una figura capace di coniugare tradizione e modernità. Laureata in legge, con un passato da diplomatica presso le Nazioni Unite e un impegno per le riforme penitenziarie, la principessa rappresentava un ponte verso l’Occidente in un momento in cui Bangkok è chiamata a bilanciare le influenze di Washington e Pechino. La sua morte riaccende inoltre interrogativi sulla linea di successione: l’erede designato resta il principe Dipangkorn, ma la perdita della figlia maggiore – colpita da una grave infezione del sangue nell’agosto 2025 che ne aveva reso necessaria la dipendenza da supporti medici – modifica gli equilibri affettivi e simbolici della famiglia reale, già provata da una lunga assenza pubblica del re durante la pandemia.
Mentre il governo non ha ancora reso noti i dettagli dei funerali di Stato, che si svolgeranno con i massimi onori reali, le corti europee e asiatiche si preparano a inviare messaggi di cordoglio. Per l’Italia, che intrattiene con la Thailandia relazioni economiche e turistiche consolidate, la scomparsa della principessa riporta alla memoria le visite ufficiali dei reali thailandesi nel nostro Paese e il rispetto con cui la diplomazia europea guarda a una monarchia costituzionale tra le più longeve del mondo. Nei prossimi giorni, il Grande Palazzo resterà il baricentro emotivo di una nazione che, nel silenzio imposto dalle severe leggi sulla lesa maestà, elabora il lutto attraverso gesti antichi: l’acqua versata, le bandiere abbassate, la folla che attende in strada il passaggio di un furgone d’argento.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa italiana descrive l'omaggio ufficiale guidato dal premier e dal governo, con la cerimonia di aspersione dell'acqua nel Grande Palazzo Reale. Il tono è istituzionale e distaccato, concentrato sul protocollo del lutto nazionale.
L'emittente africana riporta la morte come notizia dell'ultim'ora, evidenziando l'infezione addominale come causa e le grandi folle radunate. L'inquadratura è più orientata all'interesse umano, sottolineando la risposta emotiva del pubblico.
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