
Monterrey ritrova il Mondiale dopo 40 anni: la Svezia colpisce subito, Tunisia sotto shock
Con i gol di Ayari e Isak nel primo tempo, gli scandinavi ipotecano la vittoria all'esordio nel Gruppo F, mentre la città messicana rivive l'ebbrezza della Coppa tra folla e disagi logistici.
Monterrey ha atteso quarant'anni per riabbracciare la Coppa del Mondo, e la notte della sua rinascita calcistica ha offerto uno spettacolo di gol e passione, con la Svezia che ha fulminato la Tunisia in avvio prima di subire l'accorciamento che tiene aperto il match. Yasin Ayari, al settimo minuto, ha raccolto una respinta al limite dell'area e ha scaricato un destro che il portiere Chamakh ha solo sfiorato; poco dopo Alexander Isak, servito da Gyökeres, ha raddoppiato con un'azione personale sulla sinistra. Il 2-0 ha gelato i tifosi nordafricani, ma una rete tunisina prima dell'intervallo ha riaperto la contesa, trasformando la ripresa in un esame di maturità per la squadra di Graham Potter.
L'incontro è valso la prima giornata del Gruppo F, che poche ore prima aveva registrato il pirotecnico 2-2 tra Paesi Bassi e Giappone ad Arlington. In questo quadro, il successo parziale della Svezia assume un peso specifico notevole: gli scandinavi, tornati al Mondiale dopo l'assenza del 2022, erano arrivati in Messico attraverso un percorso tortuoso – ultimi nel girone di qualificazione e ripescati via Nations League, con i playoff vinti contro Ucraina e Polonia. La Tunisia, dal canto suo, si presentava con un'imbattibilità difensiva nelle eliminatorie africane e l'ambizione di superare per la prima volta la fase a gironi alla settima partecipazione. Il duello tra la coppia d'attacco svedese Isak-Gyökeres, celebrata dagli analisti europei come una delle più temibili del torneo, e l'organizzazione tattica di Sabri Lamouchi, osservata con attenzione dagli esperti del Maghreb, sta decidendo la partita e forse il destino del girone.
La cornice di contorno ha reso la serata ancora più simbolica. Secondo i cronisti messicani, migliaia di tifosi hanno invaso la Macroplaza e il Barrio Antiguo fin dal mattino, mentre il Fan Fest di Parque Fundidora ha accolto oltre quarantamila persone. L'accesso all'Estadio BBVA – ribattezzato Estadio Monterrey per l'occasione – è stato segnato da code interminabili e controlli di sicurezza che hanno messo a dura prova la pazienza degli spettatori, ma senza scalfire l'entusiasmo di una città che dal 1986, quando il Messico fu eliminato dalla Germania ai rigori, sognava di riassaporare la notte mondiale. Le televisioni di mezzo mondo, dall'Indonesia al Brasile, dall'Argentina all'Italia (dove il fischio d'inizio è scattato alle 4 del mattino), hanno trasmesso le immagini di una festa popolare che restituisce al calcio la sua dimensione più autentica.
La posta in palio va oltre i tre punti. Per la Svezia, allenata da un tecnico inglese che ha rivitalizzato una generazione di talenti cresciuti nei grandi club europei, vincere all'esordio significherebbe scrollarsi di dosso l'etichetta di squadra arrivata per vie traverse e candidarsi a insidia principale per l'Olanda. Per la Tunisia, riacciuffare il pareggio o addirittura ribaltare il risultato rappresenterebbe un segnale di maturità che il calcio africano attende da anni su un palcoscenico dove raramente è riuscito a incidere. Mentre il secondo tempo scorre sotto il cielo di Guadalupe, il Gruppo F comincia a delineare le sue gerarchie, e Monterrey può già dire di aver onorato il suo ritorno nella storia del pallone.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Monterrey torna a essere sede mondiale dopo quarant'anni, con tifosi svedesi e tunisini che affollano la Macroplaza e il Barrio Antiguo. La partita, finita 5-1 per la Svezia, è vissuta come una festa che riporta la città del nord del Messico sulla mappa del calcio globale. La copertura sottolinea l'atmosfera festosa e l'importanza dell'evento per la regione.
La Svezia travolge la Tunisia con un netto 5-1 a Monterrey, dominando sin dalle prime battute con una doppietta di Ayari e gol di Isak, Gyökeres e Svanberg. Gli scandinavi lanciano un chiaro segnale a Olanda e Giappone nel Gruppo F, mostrando un attacco di qualità Premier League. La prestazione è dipinta come una dimostrazione di forza che proietta la squadra verso la qualificazione.
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