
Il ritorno dei draghi: Westeros brucia ancora, tra battaglie navali e scontri dietro le quinte
La terza stagione della Casa del Drago debutta con una promessa di spettacolo totale, mentre HBO taglia i prezzi per riconquistare un pubblico che si era allontanato.
Ci sono voluti quattro anni di pianificazione e riprese per portare sullo schermo la Battaglia del Gaznate, lo scontro navale che apre la terza stagione della Casa del Drago. Kevin de la Noy, produttore che aveva già lavorato a Titanic, ha confessato di non aver mai visto nulla di simile: non un transatlantico contro un iceberg, ma quaranta navi dei Velaryon contro novanta vascelli della Triarchia, con draghi che piombano dal cielo a infiammare il mare. Ryan Condal, showrunner della serie HBO, l’ha definita «il capitolo più folle della storia della televisione», un’affermazione che la dice lunga sull’ambizione tecnica e narrativa di un episodio pensato per rispondere a una platea che, dopo la seconda stagione, reclamava più azione e meno intrighi di palazzo.
La Danza dei Draghi, la guerra civile dei Targaryen per il Trono di Spade, entra così nella sua fase più cruenta. Se la prima stagione aveva disposto le pedine e la seconda aveva mostrato il fallimento della diplomazia, questa terza annuncia uno scontro totale. I Verdi, fedeli ad Aegon II, contano sul drago più grande, Vhagar, e sul principe reggente Aemond; i Neri, guidati da Rhaenyra, hanno addestrato nuovi cavalieri per bestie colossali come Vermithor. In un universo dove i draghi equivalgono ad armi nucleari, ogni errore può significare la fine della civiltà. E mentre sullo schermo si combatte, dietro le quinte si è consumata una frattura tra George R.R. Martin e la produzione: lo scrittore ha criticato pubblicamente alcune scelte di adattamento, salvo poi cancellare il post dal suo blog. Il cast, interpellato in Messico durante la CCXP, ha minimizzato la tensione, ma Matt Smith ha ammesso che avrebbe voluto più voce in capitolo sul suo personaggio, Daemon Targaryen, la cui parabola allucinatoria nella fortezza di Harrenhal aveva diviso il pubblico.
Proprio il rapporto con gli spettatori è il fronte più delicato. In America Latina e in Europa, parte della critica e dei fan aveva giudicato la seconda stagione «trascinata e senza direzione», secondo quanto riportato dalla stampa brasiliana. La serie, nata come erede di Game of Thrones, aveva perso smalto, e il finale sospeso, privo della battaglia attesa, aveva deluso. La nuova stagione tenta quindi un riequilibrio: non solo spade e fuoco, ma anche un approfondimento del conflitto interiore di donne come Rhaenyra e Alicent, costrette a muoversi in una società feudale che le valuta solo come strumenti di procreazione. Olivia Cooke, che interpreta Alicent, ha parlato di una «liberazione meritata» per il suo personaggio, che finalmente smette di servire il regno e inizia a pensare a sé stessa e alla sua famiglia.
La macchina promozionale di Warner Bros. Discovery ha accompagnato il lancio con una mossa aggressiva: un taglio del 40% sugli abbonamenti annuali di HBO Max, valido fino a metà luglio sia per i nuovi utenti sia per chi riattiva un vecchio account. In Messico, il piano Platino annuale scende a 2.868 pesos, mentre negli Stati Uniti il Premium passa a 165 dollari. È un tentativo di blindare gli abbonati in un momento in cui le piattaforme soffrono tassi di cancellazione mensile tra il 5 e il 7%, e di preparare il terreno per altri titoli attesi, come la serie su Harry Potter prevista per Natale. La Casa del Drago torna dunque non solo con il fragore delle battaglie, ma anche con la consapevolezza che la vera guerra, quella per l’attenzione del pubblico, si combatte un abbonamento alla volta. L’immagine che resta è quella di un cielo solcato da ali di cuoio e fiamme, mentre sotto, sull’acqua nera, gli scafi si scontrano in una coreografia che ha richiesto anni per essere domata.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 2 lingue
Un riepilogo essenziale della guerra di successione Targaryen, pensato per chi non ha tempo di riguardare le stagioni precedenti. L'articolo riassume in modo neutrale la posizione di Rhaenyra alla fine della seconda stagione e introduce il nuovo capitolo.
Dopo una seconda stagione giudicata lenta e senza direzione, la serie torna virando verso la guerra totale, la tragedia e spettacolari scontri tra draghi. Il cast anticipa un bagno di sangue, mentre HBO Max taglia i prezzi per sfruttare il lancio.
Articoli correlati
Eloy Room eroe di Curaçao: 15 parate storiche fermano l’Ecuador e regalano il primo punto mondiale
5 lingue · 19 testate
SportBrasile, tripudio e sgomento: Raphinha si infortuna, incubo lesione al Mondiale
5 lingue · 17 testate
SportReal Madrid frena su Olise: «Nessun contatto». Il Bayern blinda il gioiello
7 lingue · 11 testate