
Shakira rompe il silenzio dopo il giallo del sosia al Mondiale 2026
La popstar colombiana pubblica foto e ringraziamenti su Instagram, mentre i tifosi di tutto il mondo continuano a interrogarsi sull'identità della performer apparsa allo stadio di Città del Messico.
Shakira ha scelto la via della gratitudine per tacitare le voci: nel pomeriggio di sabato 13 giugno, a quarantott’ore dalla cerimonia d’apertura del Mondiale 2026, la cantante ha pubblicato sul proprio profilo Instagram una serie di scatti dietro le quinte, accompagnati da un ringraziamento alla maison che ha curato i costumi suoi e del corpo di ballo. «Il lavanda chiaro e il giallo — ha scritto — sono ora la mia combinazione di colori preferita». Nessun accenno diretto alla ridda di illazioni che da ore attraversa i social, ma un gesto di presenza inequivocabile: sono io, ero lì.
La polemica era divampata subito dopo l’esibizione allo Stadio Azteca di Città del Messico, dove Shakira era attesa come headliner insieme al nigeriano Burna Boy, ai messicani Maná e Lila Downs e al reggaetonero J Balvin. A infiammare gli spettatori non sono state le coreografie, ma un dettaglio: gli occhiali da sole scuri indossati dalla popstar per tutto il set. A questo si sono aggiunte percezioni discordanti. Sui social latinoamericani si è fatto notare che i movimenti delle anche apparivano meno fluidi del solito; dalla stampa in lingua araba è rimbalzata l’osservazione di un viso più pieno e di una statura che non corrispondeva alle immagini recenti della cantante; in Iran si è persino fatto il nome di Shakibeka, una sosia venezuelana diventata celebre per la somiglianza con l’artista colombiana. Nel giro di poche ore l’hashtag #ShakiraDouble è diventato tendenza globale.
Da Bogotà a Beirut, da Teheran a Buenos Aires, i tifosi si sono trasformati in detective digitali, confrontando frame del live con le foto dell’ultimo tour europeo della star. La teoria del “doppio” si è alimentata di una sfiducia più ampia, comune a un’epoca in cui i deepfake e l’intelligenza artificiale rendono plausibile qualsiasi inganno visivo. Alcuni commentatori mediorientali hanno collegato la vicenda alla crescente abitudine delle produzioni globali di ricorrere a controfigure per le dirette ad alto rischio, mentre in Europa l’attenzione si è concentrata sulla qualità stessa dello show, giudicato da più parti inferiore alle aspettative per una manifestazione che vuole rappresentare l’intero continente americano.
La reazione di Shakira, affidata non a un comunicato ma a un post carico di entusiasmo, segue il manuale classico del crisis management delle celebrity: negare il rumore senza dargli dignità di smentita. Resta il fatto che l’episodio ha messo a nudo quanto sia fragile, oggi, il patto di autenticità tra un artista e il suo pubblico planetario. Con l’avanzare del torneo — il primo nella storia ospitato da tre nazioni — lo sguardo dei media continuerà a cercare nelle apparizioni pubbliche della colombiana la conferma definitiva. Nell’era della post-verità visiva, nemmeno una delle voci più riconoscibili del pop latino può considerarsi al riparo dal sospetto.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La cerimonia d'apertura è stata oscurata dai dubbi sull'identità di Shakira, con i social in fermento. Gli occhiali da sole e un aspetto diverso hanno alimentato l'ipotesi di una controfigura venezuelana, gettando un'ombra sul prestigio dell'evento.
Una bizzarra tempesta social ha insinuato che la cantante abbia usato una controfigura. Il clamore è esploso dopo la sua apparizione, ma Shakira ha poi pubblicato foto e ringraziamenti, affrontando indirettamente le voci senza una smentita formale, lasciando il mistero vivo.
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