
Scandalo maternità nel Regno Unito: oltre 500 vittime per cure evitabili
Il più grande rapporto indipendente sulla sanità pubblica inglese svela una cultura tossica e sistematici insabbiamenti negli ospedali di Nottingham, con 156 neonati e 6 madri morti.
Il Servizio sanitario nazionale britannico (NHS) è scosso dal più grande rapporto indipendente mai condotto sui reparti di maternità: l’inchiesta guidata dalla capo-ostetrica Donna Ockenden ha esaminato oltre 2.500 casi tra il 2012 e il 2025 presso il Nottingham University Hospitals NHS Trust, rivelando che più di 500 madri e neonati hanno subito danni potenzialmente evitabili o sono morti a causa di cure inadeguate. Di questi, 156 decessi hanno riguardato neonati – 94 nati morti e 62 deceduti subito dopo il parto – e sei madri hanno perso la vita. Il rapporto denuncia una «cultura tossica e di bullismo» infiltrata da una minoranza di dirigenti, e un sistematico insabbiamento degli errori, con indagini interne concepite per fuorviare le famiglie.
Alla base dei fallimenti, l’inchiesta individua carenze croniche di personale: l’80% del personale intervistato ha dichiarato che gli organici erano insufficienti, e il 59% lavorava abitualmente oltre l’orario. Le donne hanno raccontato di essere state ignorate, minimizzate o redarguite quando esprimevano preoccupazioni; una paziente ha riferito di essersi sentita dire di «aspettare il suo turno» durante il travaglio. Il caso di Harriet Hawkins, nata morta nel 2016 dopo che i sintomi della madre – entrambi i genitori erano medici senior nello stesso ospedale – erano stati ripetutamente ignorati, è emblematico: la famiglia ha lottato dieci anni per ottenere la verità, scoprendo che la morte era evitabile e che le indagini interne avevano nascosto le responsabilità. La direzione del trust, descritta come «invisibile, inavvicinabile e insensibile», era a conoscenza dei problemi da anni ma non è intervenuta, mentre l’ospedale ha pagato milioni di sterline in risarcimenti senza mai correggere le prassi.
La reazione del governo britannico è stata immediata. Il ministro della Salute James Murray ha definito i risultati «agghiaccianti» e si è detto «inorridito dalla negligenza, incompetenza, razzismo, discriminazione, disprezzo e molestie subite da tante famiglie». Murray ha annunciato un piano d’azione entro fine anno e l’estensione della «Martha’s Rule» – che garantisce ai pazienti il diritto a un secondo parere indipendente – a tutti i reparti di maternità inglesi. Ha inoltre proposto di obbligare il personale NHS, attuale o passato, a testimoniare nelle inchieste, pena fino a due anni di reclusione, per spezzare la «cultura del silenzio». L’inchiesta di Nottingham si inserisce in una serie di scandali che hanno colpito altri trust ospedalieri (East Kent, Morecambe Bay, Shrewsbury e Telford) e arriva mentre il tasso di mortalità materna nel Regno Unito è al massimo da vent’anni, con un incremento del 20% rispetto al periodo 2009-2011, che colpisce in modo sproporzionato le donne di origine nera o appartenenti a minoranze etniche e quelle residenti in aree svantaggiate.
Per l’Europa e l’Italia, il caso britannico rappresenta un monito sulla fragilità dei sistemi sanitari universali sotto pressione. Anche nel nostro Paese si sono moltiplicate le denunce di violenza ostetrica e di carenze nei punti nascita, spesso legate a tagli di personale e a una comunicazione inadeguata con le pazienti. Sebbene manchi un’inchiesta sistematica di portata analoga, il dibattito sulla sicurezza delle cure materno-infantili è aperto. Il prossimo passo concreto sarà il piano d’azione promesso dal governo di Londra entro la fine dell’anno, mentre già la prossima settimana è attesa la pubblicazione di una revisione rapida nazionale su altri 14 trust del NHS, che potrebbe allargare ulteriormente la portata della crisi.
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Un'inchiesta indipendente nel Regno Unito ha documentato oltre 500 casi di danni o decessi evitabili tra madri e neonati presso gli ospedali di Nottingham. L'indagine, la più ampia mai condotta nella storia del NHS, copre un periodo di 13 anni. I risultati sono esposti in modo neutrale, senza esplicite condanne.
Un rapporto devastante denuncia una cultura tossica e sprezzante all'interno di un trust ospedaliero britannico, che ha portato a centinaia di morti e lesioni evitabili. Lo scandalo è descritto come un fallimento sistemico del NHS nel proteggere le donne, con racconti strazianti di famiglie ignorate. Il tono è di indignazione e richiede un cambiamento urgente.
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