
Registro cellulari in Messico: proroga scaglionata fino a dicembre, ma restano i dubbi sulla privacy
La Commissione regolatrice concede altri sei mesi per la vinculación obbligatoria delle SIM alla CURP, con scadenze differenziate in base all’ultima cifra del numero, mentre crescono le resistenze civiche e le denunce di un mercato nero di chip già verificati.
La Comisión Reguladora de Telecomunicaciones (CRT) messicana ha annunciato una proroga scaglionata per il registro obbligatorio delle linee mobili, allontanando il blocco massiccio previsto per il 30 giugno. Secondo il nuovo calendario, le utenze prepagate dovranno essere vincolate alla Clave Única de Registro de Población (CURP) entro date comprese tra il 15 agosto e il 31 dicembre 2025, a seconda dell’ultima cifra del numero. Al momento della decisione, solo 63 milioni di linee su oltre 144 milioni attive risultavano registrate, una soglia del 43 per cento che, secondo fonti vicine all’agenzia, avrebbe reso insostenibile la sospensione immediata dei servizi. La CRT ha precisato che, una volta scaduto il termine per ciascuna cifra, le compagnie potranno disattivare chiamate, SMS e dati mobili nell’arco di 72 ore, lasciando attivi soltanto i numeri di emergenza e gli allarmi sismici.
Secondo l’esecutivo guidato da Claudia Sheinbaum, la misura è indispensabile per eliminare l’anonimato che facilita estorsioni, frodi e sequestri virtuali da parte della criminalità organizzata. Il governo messicano sottolinea che il paese era tra i pochi a consentire l’acquisto di SIM senza identificazione e che circa 160 Stati, tra cui diversi latinoamericani e la Spagna dopo gli attentati di Madrid del 2004, adottano già sistemi analoghi. La presidenza ha respinto le accuse di sorveglianza di massa, ribadendo che i dati restano presso gli operatori e che le forze di sicurezza possono accedervi solo su richiesta giudiziaria conforme al codice di procedura penale. Tuttavia, secondo le organizzazioni civili e una parte del mondo politico, il modello messicano manca di garanzie adeguate sulla custodia e sull’accesso alle informazioni personali, in un contesto segnato da precedenti fughe di dati, come l’esposizione di CURP su piattaforme di programmi sociali.
La resistenza di milioni di utenti, stando a quanto riportato da analisti del settore, si alimenta anche di disfunzioni operative. Il senatore panista Mario Vázquez ha chiesto una proroga di 180 giorni, denunciando casi di linee associate a identità senza il consenso dei titolari e l’assenza di procedure chiare per correggere errori o duplicazioni. Parallelamente, inchieste giornalistiche documentano la persistenza di un mercato nero di SIM già registrate a nome di terzi, un fenomeno che, secondo fonti della società civile, rischia di vanificare l’obiettivo di tracciabilità. Sul fronte tecnico, la CRT ha consentito l’aggancio automatico per i contratti di postpagamento, ma esperti di protezione dati avvertono che riutilizzare a fini di pubblica sicurezza informazioni raccolte per scopi commerciali potrebbe violare la legislazione messicana in materia.
Il precedente del Registro Nacional de Usuarios de Telefonía Móvil (RENAUT), attivo tra il 2009 e il 2012 e poi smantellato dopo la comparsa della sua base dati sul mercato nero, grava sulla credibilità dell’iniziativa. La CRT ha annunciato che il processo di vinculación proseguirà sotto la responsabilità diretta delle compagnie telefoniche, le quali dovranno eliminare ogni dato accessorio dopo l’associazione nome-CURP. Il dossier resta aperto: il governo non esclude ulteriori aggiustamenti qualora il ritmo delle registrazioni non accelerasse, mentre le associazioni dei consumatori premono per un meccanismo di verifica e rettifica accessibile prima di qualsiasi sospensione del servizio.
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La proroga del registro delle linee mobili in Messico, con un calendario scaglionato in base all'ultima cifra del numero, è una risposta pragmatica al basso tasso di adesione, fermo al 43%. Mentre il governo punta a combattere estorsioni e frodi, il settore imprenditoriale teme interruzioni del servizio e ripercussioni sugli utenti prepagati che dipendono dalla connettività mobile. Il piano a tappe fino a dicembre offre una tregua, ma restano irrisolti i problemi tecnici e la comunicazione carente.
La proroga caotica del registro obbligatorio dei cellulari in Messico, ora scaglionata per cifra finale, rivela un'implementazione affrettata di un vasto schema di identità digitale. I falchi della sicurezza applaudono l'eliminazione dell'anonimato delle schede prepagate usate dalla criminalità, ma i difensori della privacy denunciano un apparato di sorveglianza di massa e il rischio di fughe di dati. La scadenza dilazionata è vista come un tentativo disperato di evitare una rivolta pubblica mentre si impone un controverso collegamento biometrico.
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