
RD Congo e Uzbekistan, l’ultima spiaggia per il sogno mondiale
A Atlanta va in scena una partita senza appello: entrambe le squadre devono vincere per sperare negli ottavi, in un intreccio di calcoli e orgoglio che coinvolge anche l’Italia di Cannavaro.
L’appuntamento è di quelli che non concedono repliche. All’Atlanta Stadium, nella notte italiana tra sabato e domenica, la Repubblica Democratica del Congo e l’Uzbekistan si giocano l’intera posta in palio: l’ultimo treno per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026. Non è un’esagerazione definirlo uno spareggio. I congolesi, con un punto in classifica dopo il pareggio inaugurale contro il Portogallo e la sconfitta di misura con la Colombia, sanno che solo una vittoria può tenerli in corsa, come una delle migliori terze. Gli uzbeki, a zero punti e con un passivo di sette reti, sono appesi a un filo ancora più sottile: devono vincere con ampio margine e sperare in una combinazione favorevole di risultati altrui.
Il percorso delle due nazionali racconta due debutti di segno opposto. Il Congo, assente dalla fase finale da cinquantadue anni, ha mostrato un’organizzazione difensiva che ha sorpreso gli osservatori europei, imbrigliando il Portogallo e resistendo alla Colombia fino a un gol subito nel finale. Il tecnico Sébastien Desabre, secondo quanto filtra dall’entourage della squadra, sarebbe orientato ad abbandonare il prudente 5-3-2 per un assetto più offensivo, forse un 4-3-3, con la velocità di Wissa e l’esperienza di Bakambu terminali di un gioco che deve necessariamente produrre occasioni. L’Uzbekistan, dal canto suo, paga lo scotto della prima volta assoluta su un palcoscenico così elevato. Le sconfitte con Colombia e Portogallo hanno messo a nudo fragilità difensive che il commissario tecnico Fabio Cannavaro, icona del calcio italiano, ha analizzato con attenzione maniacale, promettendo una squadra «completamente diversa» nell’approccio.
Proprio la presenza di Cannavaro aggiunge una lente particolare per il pubblico italiano. L’ex capitano azzurro, campione del mondo nel 2006, ha dichiarato alla vigilia che i suoi giocatori «daranno tutto» per onorare l’ultima partita del girone, consapevoli che l’impresa è complicata ma non impossibile. Secondo gli analisti dell’Asia Centrale, la chiave per l’Uzbekistan sarà ritrovare il feeling con il gol del capitano Shomurodov, fin qui a secco, e la creatività di Fayzullaev, mentre la difesa dovrà evitare gli errori di posizione che sono costati carissimi contro gli attaccanti lusitani. Sul fronte africano, invece, l’accento è posto sulla necessità di capitalizzare l’esperienza accumulata nei primi due match: il Congo ha già dimostrato di saper competere, ora deve compiere il passo successivo.
La partita, trasmessa in Italia in esclusiva su DAZN, si inserisce in un quadro di gruppo che vede Colombia già qualificata e Portogallo con un piede negli ottavi. Per entrambe le contendenti, il successo non basterà da solo: il Congo, con quattro punti, si metterebbe in una posizione di forza nel novero delle migliori terze, ma dovrà guardare con apprensione a ciò che accade negli altri gironi, in particolare lo scontro tra Algeria e Austria. L’Uzbekistan, con tre punti e una differenza reti tutta da raddrizzare, avrebbe bisogno di un vero e proprio miracolo sportivo. L’arbitro tedesco Felix Zwayer dirigerà un incontro che, al di là dei freddi numeri, rappresenta per entrambe le federazioni la partita più importante della propria storia recente.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La stampa del Sud-est asiatico descrive la sfida come un duello da dentro o fuori per entrambe le squadre, con RD Congo e Uzbekistan costrette a vincere per sperare ancora nel passaggio del turno. L'attenzione è puntata sulla tensione immediata e sulle dichiarazioni del tecnico Cannavaro, che promette una prova totale. Viene fornita anche la guida alla visione in diretta, segno di un interesse regionale per il destino della rappresentante asiatica.
I media latinoamericani inquadrano la partita come un appuntamento chiave per la definizione del girone, sottolineando il divario minimo in classifica e le possibilità ancora aperte per entrambe. Viene dato risalto al ritorno della RD Congo dopo 52 anni e al suo storico pareggio contro il Portogallo, mentre l'Uzbekistan è descritto come una squadra ancora a secco di punti ma non del tutto fuori dai giochi. Il tono è quello di un osservatore distaccato che registra i fatti con un accenno di simpatia per l'impresa africana.
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