
Rangnick blinda l’Austria fino al 2028, firmando il rinnovo alla vigilia del Mondiale
Il ct tedesco prolunga il contratto con la nazionale austriaca smentendo le voci di un approdo al Milan, mentre la squadra si prepara ad affrontare la Giordania nell’esordio iridato.
A pochi giorni dall’esordio nel Mondiale 2026, l’Austria ha messo un punto fermo al proprio progetto tecnico blindando Ralf Rangnick fino al 2028. L’annuncio, diffuso sabato dalla federcalcio di Vienna attraverso i canali social, congela ogni indiscrezione di mercato e regala alla nazionale un’iniezione di stabilità prima della sfida inaugurale di mercoledì contro la Giordania al Levi’s Stadium di Santa Clara. Il sessantasettenne tecnico tedesco, in carica dall’estate del 2022, ha raccolto 27 vittorie in 45 panchine e riportato l’Austria alla fase finale di un Mondiale dopo ventotto anni di digiuno. La notizia è rimbalzata con enfasi tanto nella stampa di lingua araba quanto nei media tedeschi e brasiliani, segno che Rangnick, pur con un profilo mai urlato, è ormai percepito come un selezionatore di rango internazionale.
Il rinnovo assume un particolare significato proprio per l’Italia calcistica. Nelle scorse settimane il nome di Rangnick era stato accostato con insistenza al Milan, club di cui si era parlato in relazione a un possibile ruolo di direttore tecnico o consulente strategico. L’ipotesi aveva solleticato gli ambienti rossoneri, nostalgici di quella cultura del gioco verticale e iper-organizzato che il tedesco ha incarnato prima al Salisburgo, poi al Lipsia e con fortune alterne al Manchester United. La scelta di prolungare in nazionale, invece, smentisce le velleità milaniste e conferma che la federazione austriaca, con il presidente Josef Pröll in prima fila, è riuscita a trattenere un uomo chiave offrendogli un orizzonte lungo, capace di andare ben oltre l’appuntamento iridato in Nord America.
Nella lettura che ne danno analisti e giornali del mondo arabo, la mossa austriaca è una dichiarazione di forza rivolta direttamente all’Algeria e alla stessa Giordania, avversarie della Mannschaft nel girone D insieme all’Argentina campione in carica. La stampa algerina, in particolare, sottolinea come la conferma di Rangnick arrivi a ridosso dello scontro diretto del 28 giugno, terza giornata della fase a gruppi, e come Vienna intenda presentarsi con tutte le certezze tecniche possibili per puntare alla qualificazione. Non diverso il registro dei media sudamericani: fonti brasiliane evidenziano che la fumata bianca è giunta dopo che il tecnico aveva respinto “rumores de ida ao Milan”, rafforzando l’immagine di un professionista fedele a un progetto nato tra scetticismi e cresciuto fino a riacciuffare la Coppa del Mondo.
Ora resta da vedere se l’effetto-fiducia scatterà già contro la Giordania, avversario insidioso ma sulla carta abbordabile per gli uomini di Rangnick. L’Austria si presenta come una squadra che ha fatto del pressing organizzato e della velocità di transizione la propria cifra, e potrà contare su un calendario che le offre prima i “Cavalieri” arabi, poi la sfida proibitiva con l’Argentina di Messi e infine l’incrocio decisivo con l’Algeria. È un percorso che Rangnick abbraccerà con la serenità di chi sa di avere il futuro già scritto. La prospettiva di guidare il gruppo anche dopo il Mondiale, del resto, proietta l’Austria in una dimensione di media potenza europea che aspira a smettere i panni della rivelazione per indossare quelli della conferma abituale nei grandi tornei.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
2 gruppi editoriali · 3 lingue
La nazionale austriaca, prossima avversaria dell'Algeria nel girone, ha ricevuto un rinforzo importante con il rinnovo del tecnico Rangnick. La mossa consolida la squadra a pochi giorni dall'esordio mondiale contro la Giordania e in vista dello scontro diretto con i 'Verdi'. L'Algeria dovrà prepararsi con attenzione a questa sfida rafforzata.
L'unico dettaglio rilevante è che l'ex dirigente della Lokomotiv Mosca ha prolungato il contratto con la nazionale austriaca. La notizia riduce la vicenda ai trascorsi del tecnico tedesco nel calcio russo. Ogni altro aspetto sportivo passa in secondo piano.
Articoli correlati
Israele respinge la clausola sul Libano: «L’accordo Trump-Iran non ci vincola»
9 lingue · 33 testate
SportIl Giappone pulisce lo stadio dopo il match: 'È rispetto per tutto'
6 lingue · 19 testate
SportMondiali 2026, Tunisia nel caos: Lamouchi esonerato dopo la disfatta con la Svezia
7 lingue · 15 testate