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Quando la favola diventa politica: famiglia e tradizione tra Giacarta e San Pietroburgo

In Indonesia si riscopre il potere del racconto orale per educare i figli, mentre in Russia la convivenza fuori dal matrimonio viene bollata come rischio per la sicurezza nazionale: due volti di una stessa ansia per il futuro della famiglia.

Sul palco del Gala Cerita Rakyat Indonesia 2026, a Jakarta, il ministro della Cultura Fadli Zon non parla da politico ma da padre. Ricorda le sere in cui, quando i figli erano piccoli, si sedeva accanto a loro e inventava storie: a volte attingeva al repertorio dei racconti popolari, altre mescolava personaggi e trame nate sul momento. «L’importante era che il valore arrivasse», ha detto. In quella confessione c’è il cuore di una campagna che invita i genitori a riscoprire la tradizione orale del dongeng, la fiaba della buonanotte, per strappare i bambini agli schermi e ricostruire un’intimità che la tecnologia ha eroso.

L’iniziativa non è isolata. Il ministero della Cultura ha sostenuto il Gala come vetrina di una pratica che in Indonesia affonda le radici in migliaia di storie tramandate di generazione in generazione, da Sabang a Merauke. Secondo gli organizzatori, l’alto numero di partecipanti all’edizione 2026 dimostra che la fame di narrazione orale sopravvive nonostante l’assedio dei video brevi e dei social. Per Fadli Zon, il racconto non è intrattenimento ma «cibo spirituale», strumento per trasmettere valori senza impartire lezioni, per insegnare l’empatia e per tessere un legame che nessun algoritmo può replicare.

A migliaia di chilometri di distanza, nello stesso mese di giugno, il governo russo affronta la questione familiare con un linguaggio molto diverso. Al Forum giuridico internazionale di San Pietroburgo, il viceministro della Giustizia Vadim Balanin ha definito la convivenza senza registrazione del matrimonio «una minaccia diretta alla sicurezza nazionale e alla salute demografica del Paese». La dichiarazione si inserisce in una più ampia offensiva del Cremlino a difesa dei cosiddetti valori tradizionali: dalla proposta di inviare le donne che non desiderano figli a sedute di terapia psicologica, al divieto di diffondere messaggi considerati «propaganda anti-figli». Con un tasso di fertilità fermo a 1,4 figli per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione, la sfera intima diventa terreno di intervento statale.

Anche l’Indonesia, pur con toni meno allarmistici, sta ridisegnando i confini della responsabilità familiare. Il ministro per la Popolazione e lo Sviluppo familiare Wihaji ha lanciato il programma GEMAR (Gerakan Ayah Mengambil Rapor), che spinge i padri a presentarsi a scuola per ritirare le pagelle dei figli. L’obiettivo è contrastare il fenomeno del fatherless: secondo i dati ufficiali, un bambino indonesiano su quattro cresce senza una presenza paterna significativa, non solo per assenza fisica ma anche per la latitanza emotiva di padri troppo assorbiti dal lavoro. Wihaji ha inoltre messo in guardia contro i matrimoni non registrati, che a suo dire aumentano il rischio di stunting, come dimostrerebbe il caso di una madre con tre figli in difficoltà economiche dopo la morte del compagno.

Così, mentre a San Pietroburgo si discute di emendamenti costituzionali per ancorare i diritti ai doveri e si evoca la «sobornost» (la comunità spirituale) in alternativa al collettivismo, a Yogyakarta un padre timido si presenta al banco della scuola con la pagella in mano. Gesti minimi, che però i governi di entrambi i Paesi leggono come argini contro la frammentazione sociale. Resta sullo sfondo una domanda: se la fiaba della buonanotte e il timbro sul registro di nozze possano davvero, da soli, invertire la rotta demografica o ricucire il tessuto affettivo di una società.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

24%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa sud-est asiaticaStampa russa e CSI
Stampa sud-est asiatica
PaternalismoPragmatismo

In Indonesia, i ministri esortano i genitori a riscoprire la narrazione serale e invitano i padri a essere più presenti, presentando queste pratiche come nutrimento spirituale per lo sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini. Lo Stato collega inoltre i matrimoni non registrati a un maggior rischio di arresto della crescita, promuovendo strutture familiari formali come misura di salute pubblica. L'alta partecipazione a festival del racconto popolare viene citata come prova che la tradizione orale resiste all'era digitale.

Stampa russa e CSI/ Statale
AllarmeUrgenza

Funzionari russi sostengono che la convivenza senza matrimonio rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale a causa del suo impatto sulla demografia e sulla stabilità familiare. Lo Stato sta spingendo per rafforzare il matrimonio tradizionale come pilastro dell'ordine sociale, con i legislatori che inquadrano la questione come una questione di sopravvivenza nazionale. L'allarme demografico viene collegato direttamente al numero di divorzi e alle unioni non registrate.

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Agg. 18:061 lingua · 3 testate
3 testate|1 lingua|3 min lettura
giovedì 25 giugno 2026

Quando la favola diventa politica: famiglia e tradizione tra Giacarta e San Pietroburgo

In Indonesia si riscopre il potere del racconto orale per educare i figli, mentre in Russia la convivenza fuori dal matrimonio viene bollata come rischio per la sicurezza nazionale: due volti di una stessa ansia per il futuro della famiglia.

Sul palco del Gala Cerita Rakyat Indonesia 2026, a Jakarta, il ministro della Cultura Fadli Zon non parla da politico ma da padre. Ricorda le sere in cui, quando i figli erano piccoli, si sedeva accanto a loro e inventava storie: a volte attingeva al repertorio dei racconti popolari, altre mescolava personaggi e trame nate sul momento. «L’importante era che il valore arrivasse», ha detto. In quella confessione c’è il cuore di una campagna che invita i genitori a riscoprire la tradizione orale del dongeng, la fiaba della buonanotte, per strappare i bambini agli schermi e ricostruire un’intimità che la tecnologia ha eroso.

L’iniziativa non è isolata. Il ministero della Cultura ha sostenuto il Gala come vetrina di una pratica che in Indonesia affonda le radici in migliaia di storie tramandate di generazione in generazione, da Sabang a Merauke. Secondo gli organizzatori, l’alto numero di partecipanti all’edizione 2026 dimostra che la fame di narrazione orale sopravvive nonostante l’assedio dei video brevi e dei social. Per Fadli Zon, il racconto non è intrattenimento ma «cibo spirituale», strumento per trasmettere valori senza impartire lezioni, per insegnare l’empatia e per tessere un legame che nessun algoritmo può replicare.

A migliaia di chilometri di distanza, nello stesso mese di giugno, il governo russo affronta la questione familiare con un linguaggio molto diverso. Al Forum giuridico internazionale di San Pietroburgo, il viceministro della Giustizia Vadim Balanin ha definito la convivenza senza registrazione del matrimonio «una minaccia diretta alla sicurezza nazionale e alla salute demografica del Paese». La dichiarazione si inserisce in una più ampia offensiva del Cremlino a difesa dei cosiddetti valori tradizionali: dalla proposta di inviare le donne che non desiderano figli a sedute di terapia psicologica, al divieto di diffondere messaggi considerati «propaganda anti-figli». Con un tasso di fertilità fermo a 1,4 figli per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione, la sfera intima diventa terreno di intervento statale.

Anche l’Indonesia, pur con toni meno allarmistici, sta ridisegnando i confini della responsabilità familiare. Il ministro per la Popolazione e lo Sviluppo familiare Wihaji ha lanciato il programma GEMAR (Gerakan Ayah Mengambil Rapor), che spinge i padri a presentarsi a scuola per ritirare le pagelle dei figli. L’obiettivo è contrastare il fenomeno del fatherless: secondo i dati ufficiali, un bambino indonesiano su quattro cresce senza una presenza paterna significativa, non solo per assenza fisica ma anche per la latitanza emotiva di padri troppo assorbiti dal lavoro. Wihaji ha inoltre messo in guardia contro i matrimoni non registrati, che a suo dire aumentano il rischio di stunting, come dimostrerebbe il caso di una madre con tre figli in difficoltà economiche dopo la morte del compagno.

Così, mentre a San Pietroburgo si discute di emendamenti costituzionali per ancorare i diritti ai doveri e si evoca la «sobornost» (la comunità spirituale) in alternativa al collettivismo, a Yogyakarta un padre timido si presenta al banco della scuola con la pagella in mano. Gesti minimi, che però i governi di entrambi i Paesi leggono come argini contro la frammentazione sociale. Resta sullo sfondo una domanda: se la fiaba della buonanotte e il timbro sul registro di nozze possano davvero, da soli, invertire la rotta demografica o ricucire il tessuto affettivo di una società.

Divergenza delle fonti

Società e Cultura · 3 testate · 1 lingua

24%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole86%
Critico14%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa sud-est asiaticaStampa russa e CSI
Stampa sud-est asiatica
PaternalismoPragmatismo

In Indonesia, i ministri esortano i genitori a riscoprire la narrazione serale e invitano i padri a essere più presenti, presentando queste pratiche come nutrimento spirituale per lo sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini. Lo Stato collega inoltre i matrimoni non registrati a un maggior rischio di arresto della crescita, promuovendo strutture familiari formali come misura di salute pubblica. L'alta partecipazione a festival del racconto popolare viene citata come prova che la tradizione orale resiste all'era digitale.

Stampa russa e CSI/ Statale
AllarmeUrgenza

Funzionari russi sostengono che la convivenza senza matrimonio rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale a causa del suo impatto sulla demografia e sulla stabilità familiare. Lo Stato sta spingendo per rafforzare il matrimonio tradizionale come pilastro dell'ordine sociale, con i legislatori che inquadrano la questione come una questione di sopravvivenza nazionale. L'allarme demografico viene collegato direttamente al numero di divorzi e alle unioni non registrate.

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