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Giustizia e Dirittomartedì 30 giugno 2026

Perquisizioni in quattro Paesi Ue sui fondi del gruppo sovranista Identità e Democrazia

La Procura europea indaga su 4,3 milioni di euro spesi in modo irregolare tra 2019 e 2024, mentre si avvicina la sentenza sull’ineleggibilità di Marine Le Pen.

Martedì la Procura europea (Eppo) ha condotto perquisizioni in Francia, Spagna, Italia e Belgio nell’ambito di un’inchiesta sull’ex gruppo Identità e Democrazia (ID) al Parlamento europeo, sospettato di aver utilizzato in modo irregolare 4,33 milioni di euro di fondi comunitari tra il 2019 e il 2024. Le operazioni, coordinate dall’Ufficio centrale francese per la lotta alla corruzione, hanno preso di mira le sedi e le abitazioni private di fornitori di servizi di comunicazione che avevano lavorato per il gruppo, come ha confermato lo stesso presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella.

L’Eppo, organismo indipendente dell’Unione attivo dal 2021, era già intervenuto nel luglio 2025 dopo un rapporto della Direzione degli affari finanziari del Parlamento europeo che segnalava spese “indebite”. Da Bruxelles si sottolinea che l’inchiesta riguarda l’intero gruppo ID, che riuniva eurodeputati del Rassemblement National francese, della Lega italiana, di Alternative für Deutschland e di altre formazioni sovraniste. Negli ambienti politici francesi, la tempistica è stata immediatamente contestata: Bardella ha parlato di “operazione di molestia” e ha collegato le perquisizioni al calendario elettorale, mentre il deputato Jean-Philippe Tanguy ha definito “inquietante” che la vicenda riemerga a una settimana dalla decisione della Corte d’appello di Parigi sull’ineleggibilità di Marine Le Pen.

Per l’Italia, il coinvolgimento della Lega – all’epoca guidata da Matteo Salvini e oggi parte della maggioranza di governo – riporta l’attenzione sulla gestione dei fondi europei da parte dei partiti nazionali quando operano a Strasburgo. Secondo gli analisti di Bruxelles, l’indagine dimostra la capacità dell’Eppo di agire in modo transnazionale su presunte frodi che ledono gli interessi finanziari dell’Unione, indipendentemente dal colore politico dei gruppi coinvolti. Le perquisizioni in Spagna e Belgio, oltre che in Francia e Italia, disegnano una rete di prestatori di servizi che avrebbe operato per conto del gruppo ID, con al centro il fondatore di un’agenzia di comunicazione indicato come fornitore principale del RN.

L’inchiesta si aggiunge a un fronte giudiziario già aperto per il Rassemblement National: il 7 luglio la Corte d’appello di Parigi si pronuncerà sulla conferma dell’ineleggibilità di Marine Le Pen nel caso degli assistenti parlamentari, una decisione che potrebbe escluderla dalla corsa all’Eliseo del 2027. Lo stesso Bardella ha reso noto che un’associazione anticorruzione ha chiesto l’apertura di un’inchiesta su un suo impiego come assistente parlamentare nel 2015, circostanza che potrebbe portare alla nomina di un giudice istruttore. Al momento, l’Eppo non ha fornito ulteriori dettagli sulle perquisizioni in corso, limitandosi a confermare che le misure investigative non comprometteranno l’esito del procedimento. Il dossier resta aperto e i prossimi passi dipenderanno dagli elementi raccolti nelle quattro capitali europee.

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martedì 30 giugno 2026

Perquisizioni in quattro Paesi Ue sui fondi del gruppo sovranista Identità e Democrazia

La Procura europea indaga su 4,3 milioni di euro spesi in modo irregolare tra 2019 e 2024, mentre si avvicina la sentenza sull’ineleggibilità di Marine Le Pen.

Martedì la Procura europea (Eppo) ha condotto perquisizioni in Francia, Spagna, Italia e Belgio nell’ambito di un’inchiesta sull’ex gruppo Identità e Democrazia (ID) al Parlamento europeo, sospettato di aver utilizzato in modo irregolare 4,33 milioni di euro di fondi comunitari tra il 2019 e il 2024. Le operazioni, coordinate dall’Ufficio centrale francese per la lotta alla corruzione, hanno preso di mira le sedi e le abitazioni private di fornitori di servizi di comunicazione che avevano lavorato per il gruppo, come ha confermato lo stesso presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella.

L’Eppo, organismo indipendente dell’Unione attivo dal 2021, era già intervenuto nel luglio 2025 dopo un rapporto della Direzione degli affari finanziari del Parlamento europeo che segnalava spese “indebite”. Da Bruxelles si sottolinea che l’inchiesta riguarda l’intero gruppo ID, che riuniva eurodeputati del Rassemblement National francese, della Lega italiana, di Alternative für Deutschland e di altre formazioni sovraniste. Negli ambienti politici francesi, la tempistica è stata immediatamente contestata: Bardella ha parlato di “operazione di molestia” e ha collegato le perquisizioni al calendario elettorale, mentre il deputato Jean-Philippe Tanguy ha definito “inquietante” che la vicenda riemerga a una settimana dalla decisione della Corte d’appello di Parigi sull’ineleggibilità di Marine Le Pen.

Per l’Italia, il coinvolgimento della Lega – all’epoca guidata da Matteo Salvini e oggi parte della maggioranza di governo – riporta l’attenzione sulla gestione dei fondi europei da parte dei partiti nazionali quando operano a Strasburgo. Secondo gli analisti di Bruxelles, l’indagine dimostra la capacità dell’Eppo di agire in modo transnazionale su presunte frodi che ledono gli interessi finanziari dell’Unione, indipendentemente dal colore politico dei gruppi coinvolti. Le perquisizioni in Spagna e Belgio, oltre che in Francia e Italia, disegnano una rete di prestatori di servizi che avrebbe operato per conto del gruppo ID, con al centro il fondatore di un’agenzia di comunicazione indicato come fornitore principale del RN.

L’inchiesta si aggiunge a un fronte giudiziario già aperto per il Rassemblement National: il 7 luglio la Corte d’appello di Parigi si pronuncerà sulla conferma dell’ineleggibilità di Marine Le Pen nel caso degli assistenti parlamentari, una decisione che potrebbe escluderla dalla corsa all’Eliseo del 2027. Lo stesso Bardella ha reso noto che un’associazione anticorruzione ha chiesto l’apertura di un’inchiesta su un suo impiego come assistente parlamentare nel 2015, circostanza che potrebbe portare alla nomina di un giudice istruttore. Al momento, l’Eppo non ha fornito ulteriori dettagli sulle perquisizioni in corso, limitandosi a confermare che le misure investigative non comprometteranno l’esito del procedimento. Il dossier resta aperto e i prossimi passi dipenderanno dagli elementi raccolti nelle quattro capitali europee.

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