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Giustizia e Dirittomercoledì 24 giugno 2026

Paesi Bassi, primo caso di eutanasia su un minore di 12 anni dopo la riforma del 2024

Il governo olandese ha confermato al Parlamento la prima applicazione della legge che dal 2024 estende la morte assistita ai bambini tra 1 e 12 anni con patologie terminali e sofferenze insopportabili.

I Paesi Bassi hanno registrato il primo caso di eutanasia su un bambino di età inferiore ai dodici anni da quando, nel febbraio 2024, il governo ha ampliato la normativa per includere i minori tra uno e dodici anni affetti da malattie incurabili e senza prospettive di sollievo. La ministra della Salute Sophie Hermans, in una lettera al Parlamento, ha reso noto che il decesso è avvenuto alla fine del 2025 e che la commissione regionale di controllo ha già esaminato la documentazione clinica, ascoltato il medico responsabile e trasmesso il proprio parere alla Procura. Le autorità non hanno diffuso età esatta, sesso, diagnosi o struttura sanitaria coinvolta, limitandosi a confermare che il quadro clinico rientrava nei criteri di «sofferenza insopportabile e senza possibilità di miglioramento» previsti dalla legge.

Secondo il governo olandese, l’intervento è stato condotto nel rispetto dei requisiti introdotti due anni fa: consenso dei genitori o tutori, conferma della diagnosi terminale da parte di almeno un medico indipendente e coinvolgimento del minore nella misura in cui le sue condizioni lo consentivano. Per i comitati di revisione regionali, che operano con un controllo successivo e non preventivo, si tratta di un’applicazione coerente con un impianto normativo pensato per una «piccola cerchia» di cinque-dieci pazienti l’anno, per i quali le cure palliative non bastano ad arginare il dolore. Le associazioni mediche olandesi avevano sostenuto la riforma come strumento eccezionale per evitare accanimenti terapeutici, mentre i settori conservatori e le comunità religiose, sia nei Paesi Bassi sia in altre aree europee, avevano messo in guardia contro una deriva etica, posizione ribadita in passato anche dalla Chiesa cattolica in America Latina di fronte a misure analoghe.

La vicenda rilancia il dibattito europeo sui confini della morte assistita. I Paesi Bassi, che nel 2002 furono il primo Stato al mondo a legalizzare l’eutanasia volontaria, restano uno dei pochi ordinamenti ad ammetterla per i minori: il Belgio l’ha estesa senza limiti di età già nel 2014, mentre in Lussemburgo, Spagna e Portogallo la normativa riguarda solo adulti e, in alcuni casi, adolescenti capaci di intendere e volere. In Germania, Austria e Svizzera è consentito il solo suicidio assistito, e in Italia entrambe le pratiche sono vietate: il Codice penale le configura come omicidio, sebbene l’ordinamento riconosca l’ortotanasia, ovvero la sospensione di trattamenti sproporzionati. Secondo gli analisti di Bruxelles, il caso olandese potrebbe influenzare i legislatori di altri Paesi che stanno discutendo riforme, come il Regno Unito, dove un disegno di legge sul suicidio assistito per adulti terminali tornerà alla Camera dei Comuni in autunno.

La Procura olandese dovrà ora stabilire se il medico abbia agito entro i binari legali; il parere della commissione di revisione sarà reso pubblico a breve. Il governo ha ricordato che nel 2024 le eutanasie complessive hanno raggiunto quota 9.958, pari al 5,8% dei decessi nazionali, e che l’estensione ai bambini sotto i dodici anni era stata calibrata su patologie come gravi malformazioni congenite, malattie metaboliche e danni irreversibili agli organi vitali. Il dossier resta aperto sul piano giuridico e politico, mentre il dibattito etico si allarga a tutta l’Unione, dove manca una posizione comune e ogni Stato membro conserva piena sovranità in materia di fine vita.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

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Stampa latinoamericanaStampa europea continentale
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PragmatismoScetticismo

I Paesi Bassi hanno registrato il primo caso di eutanasia su un minore di 12 anni dopo l'estensione legale del 2024. Il caso, che riguarda un bambino gravemente malato senza possibilità di guarigione, è stato comunicato al parlamento insieme al rapporto annuale su aborti tardivi ed eutanasia, accostando implicitamente le due pratiche. Le autorità sottolineano che la procedura ha rispettato criteri rigorosi ed è ora al vaglio della procura.

Stampa europea continentale
DistaccoPragmatismo

Nei Paesi Bassi è stata praticata l'eutanasia su un bambino sotto i 12 anni affetto da malattia incurabile e dolore insopportabile, primo caso dopo l'estensione della legge nel febbraio 2024. Il medico curante ha segnalato la procedura a un comitato speciale, che ha esaminato la documentazione clinica e trasmesso il proprio parere alla procura per verificare il rispetto delle norme. Non sono stati diffusi dettagli sull'identità o sulle circostanze del minore, e il controllo avviene a posteriori senza autorizzazione preventiva.

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Paesi Bassi, primo caso di eutanasia su un minore di 12 anni dopo la riforma del 2024

Il governo olandese ha confermato al Parlamento la prima applicazione della legge che dal 2024 estende la morte assistita ai bambini tra 1 e 12 anni con patologie terminali e sofferenze insopportabili.

I Paesi Bassi hanno registrato il primo caso di eutanasia su un bambino di età inferiore ai dodici anni da quando, nel febbraio 2024, il governo ha ampliato la normativa per includere i minori tra uno e dodici anni affetti da malattie incurabili e senza prospettive di sollievo. La ministra della Salute Sophie Hermans, in una lettera al Parlamento, ha reso noto che il decesso è avvenuto alla fine del 2025 e che la commissione regionale di controllo ha già esaminato la documentazione clinica, ascoltato il medico responsabile e trasmesso il proprio parere alla Procura. Le autorità non hanno diffuso età esatta, sesso, diagnosi o struttura sanitaria coinvolta, limitandosi a confermare che il quadro clinico rientrava nei criteri di «sofferenza insopportabile e senza possibilità di miglioramento» previsti dalla legge.

Secondo il governo olandese, l’intervento è stato condotto nel rispetto dei requisiti introdotti due anni fa: consenso dei genitori o tutori, conferma della diagnosi terminale da parte di almeno un medico indipendente e coinvolgimento del minore nella misura in cui le sue condizioni lo consentivano. Per i comitati di revisione regionali, che operano con un controllo successivo e non preventivo, si tratta di un’applicazione coerente con un impianto normativo pensato per una «piccola cerchia» di cinque-dieci pazienti l’anno, per i quali le cure palliative non bastano ad arginare il dolore. Le associazioni mediche olandesi avevano sostenuto la riforma come strumento eccezionale per evitare accanimenti terapeutici, mentre i settori conservatori e le comunità religiose, sia nei Paesi Bassi sia in altre aree europee, avevano messo in guardia contro una deriva etica, posizione ribadita in passato anche dalla Chiesa cattolica in America Latina di fronte a misure analoghe.

La vicenda rilancia il dibattito europeo sui confini della morte assistita. I Paesi Bassi, che nel 2002 furono il primo Stato al mondo a legalizzare l’eutanasia volontaria, restano uno dei pochi ordinamenti ad ammetterla per i minori: il Belgio l’ha estesa senza limiti di età già nel 2014, mentre in Lussemburgo, Spagna e Portogallo la normativa riguarda solo adulti e, in alcuni casi, adolescenti capaci di intendere e volere. In Germania, Austria e Svizzera è consentito il solo suicidio assistito, e in Italia entrambe le pratiche sono vietate: il Codice penale le configura come omicidio, sebbene l’ordinamento riconosca l’ortotanasia, ovvero la sospensione di trattamenti sproporzionati. Secondo gli analisti di Bruxelles, il caso olandese potrebbe influenzare i legislatori di altri Paesi che stanno discutendo riforme, come il Regno Unito, dove un disegno di legge sul suicidio assistito per adulti terminali tornerà alla Camera dei Comuni in autunno.

La Procura olandese dovrà ora stabilire se il medico abbia agito entro i binari legali; il parere della commissione di revisione sarà reso pubblico a breve. Il governo ha ricordato che nel 2024 le eutanasie complessive hanno raggiunto quota 9.958, pari al 5,8% dei decessi nazionali, e che l’estensione ai bambini sotto i dodici anni era stata calibrata su patologie come gravi malformazioni congenite, malattie metaboliche e danni irreversibili agli organi vitali. Il dossier resta aperto sul piano giuridico e politico, mentre il dibattito etico si allarga a tutta l’Unione, dove manca una posizione comune e ogni Stato membro conserva piena sovranità in materia di fine vita.

Divergenza delle fonti

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32%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale20%
Critico80%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 4 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa europea continentale
Stampa latinoamericana
PragmatismoScetticismo

I Paesi Bassi hanno registrato il primo caso di eutanasia su un minore di 12 anni dopo l'estensione legale del 2024. Il caso, che riguarda un bambino gravemente malato senza possibilità di guarigione, è stato comunicato al parlamento insieme al rapporto annuale su aborti tardivi ed eutanasia, accostando implicitamente le due pratiche. Le autorità sottolineano che la procedura ha rispettato criteri rigorosi ed è ora al vaglio della procura.

Stampa europea continentale
DistaccoPragmatismo

Nei Paesi Bassi è stata praticata l'eutanasia su un bambino sotto i 12 anni affetto da malattia incurabile e dolore insopportabile, primo caso dopo l'estensione della legge nel febbraio 2024. Il medico curante ha segnalato la procedura a un comitato speciale, che ha esaminato la documentazione clinica e trasmesso il proprio parere alla procura per verificare il rispetto delle norme. Non sono stati diffusi dettagli sull'identità o sulle circostanze del minore, e il controllo avviene a posteriori senza autorizzazione preventiva.

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