
Ondata di calore in Europa: 90 annegamenti in Francia, ferrovie in tilt e mercati elettrici sotto stress
L’ondata di calore di fine giugno ha causato oltre 90 morti per annegamento in Francia e decine di vittime in altri Paesi, paralizzato i trasporti e spinto i prezzi dell’elettricità ai massimi dalla crisi energetica, con ripercussioni economiche profonde per l’Italia.
In Francia, il bilancio delle vittime per annegamento legate all’ondata di calore ha superato i 90 morti dal 19 giugno, secondo quanto dichiarato dalla ministra dello Sport e della Gioventù, Marina Ferrari. La stessa fonte ha parlato di un dato «preoccupante», precisando che non esiste un profilo unico delle vittime: si va da bambini molto piccoli lasciati senza sorveglianza a giovani che hanno adottato comportamenti a rischio, come tuffarsi da ponti o entrare in canali non custoditi. In altri Paesi europei colpiti dalla stessa ondata di calore, le autorità locali segnalano 56 annegamenti in Polonia, almeno 2 in Belgio, 5 in Germania e 9 in Inghilterra, con i soccorritori ancora mobilitati.
Il caldo estremo ha messo in ginocchio anche il trasporto ferroviario. In Germania, i servizi di tram sono stati sospesi in diverse città perché le temperature vicine ai 40 °C hanno fuso il materiale sigillante dei binari; a Brandeburgo 630 passeggeri sono rimasti bloccati senza aria condizionata su un treno per Praga dopo la caduta di un albero sulla linea. La società autostradale tedesca ha denunciato «danni considerevoli» alle pavimentazioni in calcestruzzo. In Belgio, la SNCB ha cancellato oltre 100 treni al giorno e ritirato definitivamente 200 convogli privi di climatizzazione. In Francia, la SNCF ha soppresso circa il 10% dei treni regionali nell’area di Parigi, mentre in Svezia un deragliamento causato dalla deformazione dei binari ha interrotto il traffico tra Stoccolma e Göteborg.
Sul fronte energetico, i prezzi dell’elettricità sono saliti ai livelli più alti dal 2022. In Germania, i futures mensili hanno raggiunto 103,58 euro per megawattora, e durante i picchi orari di giugno si sono toccati 665,82 euro a megawattora; in Francia il massimo orario è stato di 313,36 euro. Secondo gli analisti del London Stock Exchange Group, l’offerta non era eccezionalmente ridotta, ma i produttori hanno presentato offerte molto elevate per coprirsi dal rischio di guasti o perdite di efficienza degli impianti dovuti al caldo. Le previsioni indicano un rischio elevato di nuove ondate di calore nel Regno Unito, in Spagna, Germania e Francia, con temperature fino a 8 °C sopra la media stagionale.
Per l’Italia, l’impatto economico si profila severo. Un’analisi di Allianz Trade stima che oltre i 30 gradi la produttività del lavoro cali di circa il 3% per ogni grado aggiuntivo, mentre la domanda di energia per il raffrescamento cresce dell’1,2%. Entro il 2030, il Paese potrebbe perdere fino a 147 miliardi di dollari di Pil, in uno scenario in cui le ondate di calore diventino la norma. Diverse Regioni italiane hanno già introdotto ordinanze che vietano il lavoro all’aperto nelle ore centrali durante le fasi di caldo estremo, con ripercussioni su edilizia, agricoltura e logistica. Le autorità sanitarie e di protezione civile mantengono lo stato di allerta, mentre i dati sulle vittime e sui danni restano provvisori.
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