
Obesità, il semaglutide mostra benefici su cuore, fegato e respiro
Nuove analisi dello studio SELECT rivelano che il farmaco anti-obesità riduce eventi cardiovascolari e migliora apnea notturna, asma e steatosi epatica, rafforzando l’idea di una malattia infiammatoria sistemica.
Presentati alle Sessioni Scientifiche dell’Associazione Americana di Diabete, i nuovi sotto-studi del trial SELECT – condotto su oltre 17.600 adulti con sovrappeso o obesità e malattia cardiovascolare accertata – mostrano che semaglutide 2,4 mg non si limita a ridurre del 20% il rischio di infarto, ictus e morte cardiovascolare. I dati indicano un dimezzamento degli episodi di apnea ostruttiva del sonno rispetto al placebo, una minore incidenza di eventi asmatici gravi e miglioramenti significativi nei parametri di funzionalità epatica e nei valori pressori. Il farmaco, già noto per il controllo glicemico, agisce su un’infiammazione sistemica di basso grado che l’obesità alimenta in molteplici organi.
Questo allargamento dell’orizzonte terapeutico si inserisce in un ripensamento più ampio della patologia. In Brasile, la nuova direttrice dell’Associazione per lo Studio dell’Obesità e della Sindrome Metabolica (Abeso) definisce l’obesità una malattia cronica infiammatoria e multifattoriale, superando la vecchia idea di semplice fattore di rischio. Un’impostazione che trova riscontro nei modelli assistenziali integrati: l’operatore sanitario Alice, monitorando 80.000 beneficiari, ha registrato una percentuale di diabetici con glicemia controllata del 60% e un tasso di ricovero di 37 ogni 100.000 membri, un terzo della media Ocse. Il risultato, spiegano i responsabili clinici, è frutto di un medico di famiglia che coordina il percorso tra infermieri, specialisti e strumenti digitali, intervenendo prima della crisi.
Accanto alla terapia farmacologica, la chirurgia metabolica sta guadagnando spazio come opzione per il diabete di tipo 2 anche in pazienti con indice di massa corporea tra 30 e 35, non necessariamente obesi gravi. Le tecniche, spesso robotiche e mininvasive, modificano il transito intestinale inducendo cambiamenti ormonali che migliorano la sensibilità insulinica già nei primi giorni post-operatori, prima ancora di una perdita di peso rilevante. In Brasile, tra il 2020 e il 2024 gli interventi bariatrici e metabolici sono cresciuti del 42,4%, toccando quasi 292.000 procedure, mentre la chirurgia robotica digestiva si è espansa del 417% secondo l’Associazione Medica Brasiliana, pur restando concentrata nei grandi centri.
Sul fronte degli stili di vita, le prospettive restano eterogenee. In Indonesia, il cultore del fitness Ade Rai suggerisce di sfruttare i minuti dopo il risveglio per un’attività fisica leggera che attinga alle riserve energetiche notturne, mentre il medico Zaidul Akbar sconsiglia colazioni pesanti a base di riso, sostenendo che gli ormoni della fame sono al minimo al mattino. Tuttavia, la ricerca internazionale indica che saltare la colazione produce al più una modesta riduzione dell’introito calorico, facilmente vanificata da eccessi nei pasti successivi. La sfida per i sistemi sanitari, incluso quello italiano, è tradurre queste evidenze in percorsi di cura accessibili: il prossimo passaggio concreto sarà l’aggiornamento delle linee guida europee sul trattamento dell’obesità, atteso per la fine dell’anno, che dovrà integrare i nuovi dati su semaglutide e definire i criteri di rimborsabilità per una platea di pazienti in rapida crescita.
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