
Wyndham Clark domina lo US Open tra nebbia e colpi di scena
L'ex campione guida con -6 dopo 16 buche, mentre McIlroy e Åberg restano in scia; l'australiano Day abbandona per infortunio e il dilettante Cowan sorprende.
La prima giornata del 126° US Open a Shinnecock Hills, sulla costa di Long Island, si è aperta sotto il segno della nebbia e si è chiusa con un leader inatteso: Wyndham Clark, campione nel 2023, ha sfruttato le condizioni più clementi del tardo pomeriggio per issarsi a -6 dopo sedici buche, con quattro colpi di vantaggio su un gruppo di inseguitori che include ex vincitori come Jon Rahm, Matt Fitzpatrick, Gary Woodland e Dustin Johnson, oltre al sorprendente dilettante americano Ryder Cowan. Un ritardo di due ore per scarsa visibilità aveva inizialmente spento le speranze dei giocatori del pomeriggio, attesi da raffiche fino a 35 miglia orarie; invece il vento si è placato, regalando un tramonto insolitamente benigno che ha permesso a Clark e ad altri di attaccare un percorso altrimenti temutissimo. Il gioco è stato sospeso per oscurità, lasciando cinquanta giocatori con il primo giro da completare venerdì mattina.
Nella mattinata, quando il vento soffiava ancora teso e il rough puniva ogni errore, il nordirlandese Rory McIlroy aveva dettato il passo con un eagle spettacolare alla buca 5, un drive di 360 metri e un wedge a tre metri che lo hanno portato a -3, salvo poi cedere due bogey consecutivi in chiusura per un 69 (-1). Accanto a lui, nel gruppo più solido della giornata, lo svedese Ludvig Åberg ha confermato la sua crescita costante: anche per lui un 69, frutto di un putting ispirato dopo il recente passaggio a un putter mallet, e la sensazione, dalla prospettiva scandinava, che il 26enne di Eslöv sia ormai pronto per il salto definitivo in un major. Più indietro l'altro svedese Alex Norén, +4, ha descritto il campo come "il più folle che abbia mai giocato, un esercizio di matematica pura tra distanze e raffiche".
La giornata ha registrato anche un abbandono doloroso: l'australiano Jason Day, due volte secondo in questo torneo, si è ritirato dopo nove buche per un acuto mal di schiena che lo aveva già tormentato in riscaldamento. Day, 38 anni, era a +7 dopo un triplo bogey e ha lasciato il percorso in golf cart, gettando un'ombra sulle ambizioni australiane. Il veterano Adam Scott, alla sua centesima presenza consecutiva in un major, ha lottato per un 73 (+3), mentre Cameron Smith, vincitore del British Open 2023, ha incassato un 75 aggravato da un triplo bogey alla buca 7. Lucas Herbert ha chiuso a +4, e Min Woo Lee attendeva il suo tee time pomeridiano. Dall'Argentina, i tre rappresentanti – Emiliano Grillo (+3), Alejandro Tosti (+6) e il dilettante Mateo Pulcini (+5 dopo 13 buche) – sono al momento fuori dal taglio, confermando la difficoltà di Shinnecock per chi non riesce a domare il gioco corto.
Sul fronte statunitense, la storia più bizzarra l'ha scritta Keith Mitchell: un 41 sulle prime nove (back nine) seguito da un 29 sulle seconde, con sei birdie e un eagle, per un 70 in parità. È la prima volta nella storia dello US Open che un giocatore firma un nove buche sotto i 30 dopo averne giocate altrettante sopra i 40. Scottie Scheffler, numero uno mondiale e a caccia del Grande Slam nel giorno del suo trentesimo compleanno, ha alternato quattro birdie a quattro bogey e un doppio bogey per un 72 (+2) che lo tiene in corsa ma lontano dalla vetta. L'attenzione è ora puntata su Clark, la cui recente striscia – una vittoria, un terzo posto e un dodicesimo – suggerisce che il ritorno in vetta non sia casuale. Con il meteo incerto e un campo che non perdona, il secondo giro promette di rimescolare le carte, mentre l'Europa guarda con fiducia a McIlroy e Åberg, e l'Australia spera in un riscatto di Scott e Lee. La nebbia si è diradata, ma la battaglia per il secondo major della stagione è appena cominciata.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Nonostante nebbia e vento, lo svedese Ludvig Åberg ha iniziato con un solido giro sotto par, mostrando tenacia insieme a McIlroy. La prima giornata dello US Open è stata difficile, ma il golfista nordico ha retto bene la pressione.
Il ritiro per infortunio alla schiena della stella australiana Jason Day ha segnato l'inizio travagliato dello US Open. Tra condizioni brutali e un saluto malizioso della moglie di Koepka, il torneo è partito in salita.
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