
Messi e Ronaldo, l’ultimo atto del duello infinito: al Mondiale 2026 la sfida finale
Argentina e Portogallo esordiscono contro Algeria e Congo, mentre i due fuoriclasse, ormai 38 e 41 anni, cercano l’ultimo trofeo e forse un incrocio in finale.
Il sipario si alza sull’ultimo capitolo di una mitologia che ha diviso il trono del calcio per quasi vent’anni. Lionel Messi e Cristiano Ronaldo entrano nel Mondiale 2026 – il più grande mai organizzato, ospitato da Stati Uniti, Canada e Messico – non più come giovani eroi alla conquista, ma come divinità stanche e ancora magnifiche, consapevoli che ogni partita potrebbe essere l’ultima danza. L’Argentina campione in carica debutta martedì contro l’Algeria, mentre il Portogallo scende in campo mercoledì a Houston contro la Repubblica Democratica del Congo, tornata alla fase finale dopo oltre mezzo secolo. Secondo la stampa sudamericana, Messi vive questo torneo con la serenità di chi ha già sollevato la coppa che mancava, mentre gli analisti europei sottolineano la bulimia di record di Ronaldo, che punta a segnare nella sua sesta edizione consecutiva – impresa mai riuscita a nessuno.
Il Portogallo arriva forte del titolo di Nations League e di una rosa che, accanto all’inossidabile CR7, schiera talenti come Bruno Fernandes, Vitinha e Nuno Mendes. Eppure, come osservano i media mediorientali, la Seleção ha spesso pagato partenze lente nei Mondiali recenti, con un solo successo nelle ultime quattro gare inaugurali. A complicare il quadro, dalla stampa messicana filtra la notizia che il commissario tecnico Roberto Martínez potrebbe lasciare la panchina già dopo il torneo, un’incognita che rischia di pesare sulla tenuta mentale del gruppo. I quotidiani indonesiani dipingono la sfida contro il Congo come un possibile “massacro”, ma gli osservatori tedeschi mettono in guardia: la vera sfida per entrambe le superstar sarà ridimensionare il proprio ego e accettare impieghi a tempo parziale, perché a 38 e 41 anni il fisico non perdona e il successo delle nazionali dipenderà dalla capacità di mettersi al servizio del collettivo.
Sul fronte argentino, l’Albiceleste si presenta con lo status di favorita, ma con un Messi che, pur essendo il faro tecnico ed emotivo, dovrà dosare le energie in un calendario congestionato. L’incastro dei tabelloni, analizzato con cura dalla stampa italiana, apre a uno scenario che ha il sapore del destino: se entrambe le squadre vincessero i rispettivi gironi e superassero gli ostacoli a eliminazione diretta, Argentina e Portogallo potrebbero incrociarsi soltanto in finale. Sarebbe l’epilogo perfetto di una rivalità che ha prodotto tredici Palloni d’Oro, ottantasei trofei e oltre milleseicento gol con i club, e che vent’anni dopo l’esordio mondiale di entrambi regalerebbe al pubblico l’ultimo, definitivo confronto.
Al di là del calcolo delle probabilità, il Mondiale americano si carica di un significato storico: è il tramonto simultaneo dei due astri che hanno plasmato l’immaginario calcistico del XXI secolo. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia assente dalla rassegna, lo sguardo si sposta inevitabilmente su questo crepuscolo globale, mentre negli Stati Uniti l’evento assume i contorni dello spettacolo d’addio. Qualunque sia l’esito – un ultimo trofeo per Ronaldo, una conferma per Messi o un passaggio di testimone a nuove generazioni – il romanzo dell’Olimpo dei due opposti si chiude qui, tra deserti, metropoli accese e la promessa di un’emozione che il calcio difficilmente potrà replicare.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Cristiano Ronaldo, descritto come un 'bulimico del gol', è pronto a scendere in campo con il Portogallo contro la RD Congo per aggiornare il suo record di marcatore in cinque edizioni consecutive dei Mondiali, un primato che difficilmente sarà superato. Il duello a distanza con Messi aggiunge pepe a questa fase iniziale del torneo.
Mentre Argentina e Portogallo iniziano le loro campagne, i riflettori sono puntati su Messi e Ronaldo, entrambi probabilmente alla loro ultima Coppa del Mondo. L'allettante prospettiva di un incontro nella fase a eliminazione diretta tra le due icone aggiunge un velo di nostalgia e dramma al torneo.
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