
Mondiale 2026, la Fifa vola a 15 miliardi: il modello Usa che cambia il calcio
I ricavi dell'organizzazione, trainati da biglietti e hospitality, superano per la prima volta i diritti tv. E Trump spinge per un ritorno anticipato.
Al consiglio Fifa di New York, il presidente Gianni Infantino ha annunciato che i ricavi del quadriennio 2023-2026 raggiungeranno i 15 miliardi di dollari, contro una previsione iniziale di 8,9 miliardi. La spinta decisiva è arrivata dal mercato statunitense: la vendita di biglietti, i pacchetti hospitality e la piattaforma ufficiale di rivendita hanno generato oltre 5 miliardi, superando per la prima volta i proventi dei diritti televisivi. L’ampliamento a 48 squadre e 104 partite ha moltiplicato le occasioni di business, ma è stato il modello commerciale americano a fare la differenza, con prezzi dinamici e un mercato secondario su cui la Fifa ha incassato commissioni fino al 30%.
Il sorpasso dei ricavi da stadio sui diritti tv è anche il frutto di un accordo anacronistico: Fox Sports aveva acquisito i diritti in lingua inglese per il 2026 a 485 milioni di dollari – la stessa cifra del Mondiale in Qatar – dopo una rinegoziazione dovuta allo spostamento dell’edizione 2022 in inverno. Ora la Fifa punta a colmare quel divario: le reti ESPN e NBC, e forse Netflix, sono pronte a competere per il prossimo ciclo, rendendo un ritorno a breve in Nord America una priorità strategica.
Anche la redistribuzione ha toccato cifre record: 871 milioni di dollari di montepremi, con 51 milioni alla Spagna campione e 34 all’Argentina. Ma i vincitori hanno subito un prelievo inatteso: il fisco statunitense ha applicato un’aliquota del 30% sul premio spagnolo, considerando ogni giocatore come contribuente individuale, un onere da 15 milioni che ricorda i costi fiscali dell’operare in territorio americano.
Le città ospitanti hanno registrato impatti rilevanti. A Monterrey, in Nuevo León, l’indotto ha superato i 10 miliardi di pesos (circa 500 milioni di euro), con 1,1 milioni di visitatori e un’occupazione alberghiera fino all’85%. Investimenti in infrastrutture, come l’ampliamento dell’aeroporto e un nuovo parco pubblico, hanno rafforzato il profilo della regione come destinazione per turismo e affari.
Lo sguardo è già al 2038. Le regole di rotazione confederale permettono una candidatura nordamericana, e il presidente Donald Trump ha pubblicamente sollecitato Infantino a riportare il torneo negli Stati Uniti durante il suo mandato. La possibilità di un secondo Mondiale in dodici anni, trainata dalla potenza commerciale americana, rappresenta il prossimo snodo per la strategia finanziaria della Fifa.
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