
Mondiale 2026, il tabellone prende forma: Canada-Sudafrica e l’incognita delle migliori terze
Con tredici squadre già agli ottavi e il nuovo formato a 48, la corsa ai ripescaggi delle terze accende la suspense e riporta alla mente vecchi spettri.
Il primo incrocio certo degli ottavi di finale porta la firma di due esordienti assoluti nella fase a eliminazione diretta: Canada e Sudafrica si affronteranno domenica, consegnando al torneo la sua prima pagina di storia scritta. Il verdetto è maturato nella notte in cui Messico, Svizzera e Brasile hanno blindato il primato nei rispettivi gironi. I padroni di casa messicani hanno chiuso il Gruppo A a punteggio pieno, con sei gol fatti e zero subiti, mentre il Sudafrica, battendo la Corea del Sud, ha agganciato il secondo posto. Nel Gruppo B la Svizzera ha piegato il Canada, che si è comunque garantito la qualificazione come seconda, e nel Gruppo C il Brasile ha regolato la Scozia con un netto 3-0. A queste sei si aggiungono Stati Uniti, Germania, Argentina, Francia, Norvegia, Colombia e Bosnia-Erzegovina: tredici nazionali già matematicamente agli ottavi, in un Mondiale allargato a 48 squadre che ridisegna la geografia della sopravvivenza.
La vera rivoluzione del formato sta nella griglia delle migliori terze. Per la prima volta, otto delle dodici squadre che chiuderanno al terzo posto accederanno alla fase a eliminazione diretta, affiancando le ventiquattro promosse direttamente. La classifica parallela si compila con criteri a cascata: punti, differenza reti, gol segnati, condotta fair play e, in ultima istanza, ranking FIFA. Al momento, la Bosnia-Erzegovina guida la graduatoria con quattro punti e una differenza reti di -1, tallonata da Svezia, Croazia e Corea del Sud a quota tre. La prospettiva di un ripescaggio così ampio ha già prodotto un effetto collaterale che gli osservatori europei, in particolare la stampa britannica, hanno subito messo in guardia: il moltiplicarsi dei cosiddetti «biscotti», quei pareggi a tavolino che accontentano entrambe le contendenti.
Per l’Italia, assente da questa edizione, lo spettro è fin troppo familiare. L’Europeo del 2004, con il 2-2 tra Svezia e Danimarca che estromise gli azzurri nonostante i cinque punti nel girone, resta una ferita aperta. Oggi il rischio si ripropone in gruppi come il J, dove Algeria e Austria, entrambe a tre punti, potrebbero trovarsi nella condizione di gestire un pareggio nell’ultima giornata osservando i risultati altrui. Il calendario asimmetrico, con alcuni gironi che scenderanno in campo quando altri hanno già concluso, amplifica la possibilità di calcoli opportunistici. Eppure, proprio questa incertezza tiene in vita ventotto nazionali ancora in corsa per i diciannove posti rimanenti, trasformando ogni gol, ogni cartellino giallo, in una variabile potenzialmente decisiva.
L’ultima giornata dei gironi, cominciata con sei partite, scioglierà i nodi residui. Australia e Paraguay si giocano la qualificazione in uno scontro diretto, mentre Giappone-Svezia e Austria-Algeria mettono in palio il pass per gli ottavi. Capo Verde può scrivere la propria storia battendo l’Arabia Saudita. Fino all’ultimo fischio, la classifica delle terze resterà un puzzle in movimento, con la sola certezza che il nuovo Mondiale ha già moltiplicato le notti in bilico.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il nuovo formato a 48 squadre, con il passaggio del turno delle otto migliori terze, moltiplica i casi di potenziale biscotto. In molti finali di girone un pareggio basterebbe a entrambe le contendenti, minacciando l'integrità della competizione.
Il nuovo formato regala un suspense senza precedenti, con il tabellone dei sedicesimi che prende forma e i migliori terzi che tengono vivo il dramma fino all'ultimo fischio. L'espansione storica offre più chance a molte nazioni, e il primo incrocio confermato tra Canada e Sudafrica aggiunge colore al torneo.
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