
Mondiale 2026: al via Argentina e Francia, le finaliste di Qatar tra insidie e favori del pronostico
I campioni in carica e i vicecampioni scendono in campo nella notte italiana, mentre la Norvegia di Haaland cerca il primo squillo.
La fase a gironi del Mondiale 2026 entra nel vivo con una giornata che proietta immediatamente il torneo verso il suo clou emotivo: nella notte italiana tra martedì 16 e mercoledì 17 giugno scendono in campo, per la prima volta negli Stati Uniti, l’Argentina campione in carica e la Francia vicecampione, le due protagoniste della finale di Qatar 2022. Un doppio debutto che catalizza l’attenzione globale, ma che si snoda su quattro fusi orari e quattro partite, offrendo al pubblico europeo una maratona televisiva fino all’alba. Si comincia alle 21:00 con Francia-Senegal al MetLife Stadium di New Jersey, lo stesso impianto che ospiterà la finalissima il 19 luglio e che ha già visto l’esordio del Brasile. A mezzanotte la Norvegia affronta l’Iraq a Boston, mentre alle 3:00 del mattino l’Argentina di Messi sfida l’Algeria a Kansas City; chiude il quadro, alle 6:00, Austria-Giordania a San Francisco. Un avvertimento arriva dalla stampa sudamericana: nessuno può permettersi distrazioni, se non vuole replicare il passo falso della Spagna all’esordio.
Il Gruppo I si presenta come uno dei più equilibrati e densi di significati. La Francia di Didier Deschamps, che con questa partita taglia il traguardo delle venti gare mondiali in panchina, difende un’imbattibilità nelle partite d’apertura che dura dal 2002 e schiera, secondo le analisi circolate in Europa, la rosa dal valore di mercato più alto dell’intera competizione. Di fronte avrà un Senegal agguerrito, portabandiera delle ambizioni africane, in uno stadio che per i Bleus evoca già il profumo della finale. Poco dopo, sempre nel Gruppo I, gli occhi degli osservatori del Nord Europa saranno puntati su Erling Haaland, alla sua prima presenza in un Mondiale: la Norvegia, considerata una possibile sorpresa del torneo, cerca contro l’Iraq un successo che darebbe subito sostanza alle proprie ambizioni.
Il Gruppo J ruota invece attorno all’Argentina, che inizia la difesa del titolo in un Arrowhead Stadium gremito di aspettative. Per Messi e compagni, l’esordio contro l’Algeria rappresenta molto più di una formalità: è il primo passo di un cammino che, nell’ottica di Buenos Aires, deve confermare un’egemonia continentale e mondiale. L’Algeria, dal canto suo, incarna la volontà di rivalsa del calcio nordafricano, desideroso di interrompere la narrazione dei favoriti. A chiudere la notte, Austria e Giordania si contendono punti preziosi in un gruppo che, con il nuovo formato a 12 gironi da quattro squadre, concede margini di errore ridotti anche per il passaggio ai sedicesimi.
Per il pubblico italiano, orfano di una Nazionale assente, la lunga notte mondiale diventa un osservatorio privilegiato sulle gerarchie che si vanno formando. Il format allargato a 48 squadre, con le migliori otto terze che avanzano, attenua ma non cancella la pressione dell’esordio: una vittoria netta proietterebbe subito Francia o Argentina verso un percorso agevole, mentre un inciampo alimenterebbe interrogativi che, in un torneo compresso in sei settimane, possono diventare veleno. La geografia del calcio globale, in queste ore, si ridisegna a partire da New Jersey e Kansas, in attesa che l’alba italiana porti i primi verdetti.
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