Accedi
Edizione delle 10:00 CETdomenica 5 luglio 2026
311 testate · 17 lingue394 briefing oggi
Difesa e Sicurezzamartedì 30 giugno 2026

Missili da 1.850 km e scudi a Guam: la risposta americana alla sfida cinese

Gli Stati Uniti accelerano lo sviluppo di missili convenzionali a lunghissimo raggio e schierano sistemi di difesa aerea a Guam, ridisegnando l'equilibrio strategico nell'Indo-Pacifico.

L’Aeronautica militare statunitense ha avviato il programma per un nuovo missile aria-aria e aria-superficie (AFLRW) con una gittata di oltre 1.850 chilometri, dieci volte superiore a quella degli attuali AMRAAM. L’iniziativa, annunciata in vista di un incontro con i potenziali sviluppatori previsto per fine agosto presso la base di Eglin, in Florida, si affianca al recente test di un missile antinave LRASM lanciato da un bombardiere strategico B-2 durante l’esercitazione Valiant Shield 26, che ha portato all’affondamento di un bersaglio a nord delle Marianne. In parallelo, il Corpo dei Marines ha schierato per la prima volta a Guam il sistema di difesa aerea MRIC, derivato dall’Iron Dome israeliano e dotato di intercettori SkyHunter, colmando un vuoto nella protezione a medio raggio che durava dalla dismissione degli Hawk.

Secondo il Comando delle forze aeree del Pacifico, l’obiettivo è «mantenere un vantaggio decisivo» e garantire «un Pacifico libero e aperto». Nell’ottica di Pechino, tuttavia, queste mosse sono interpretate come tasselli di una strategia di contenimento: il nuovo missile a lunghissimo raggio, in grado di colpire aerei AWACS, navi e posti di comando ben oltre la portata dei radar attuali, minaccerebbe direttamente le capacità cinesi all’interno della prima catena di isole. Analisti della difesa a Washington sottolineano che l’AFLRW, insieme al sistema MRIC, risponde alla necessità di operare in un ambiente negato (A2/AD) e di proteggere Guam, hub logistico fondamentale ormai nel raggio dei missili balistici a medio raggio sviluppati da Pechino.

Per l’Europa e l’Italia, il rafforzamento della postura americana nell’Indo-Pacifico comporta implicazioni indirette ma rilevanti. Secondo analisti di Bruxelles, la concentrazione di risorse e tecnologie nel teatro asiatico potrebbe accelerare il dibattito sull’autonomia strategica europea, mentre la collaborazione con Israele sul sistema MRIC – con produzione negli stabilimenti Raytheon-Rafael in Arkansas – mostra come le alleanze tecnologiche restino transatlantiche. La modernizzazione dell’arsenale nucleare, con la nuova testata W93 e l’estensione di vita del Trident II, conferma un rinnovamento complessivo della triade strategica americana che ha riflessi anche sugli equilibri della deterrenza estesa NATO.

L’esercitazione Valiant Shield 26, in corso fino al 1° luglio tra Marianne, Guam e Giappone, ha rappresentato il banco di prova per queste capacità. L’incontro con l’industria per l’AFLRW è fissato ad agosto, mentre il MRIC entrerà in servizio in tutti i battaglioni di difesa aerea dei Marines tra il 2026 e il 2028. Pechino, dal canto suo, segue con attenzione: secondo fonti diplomatiche regionali, la Cina starebbe ricalibrando la propria strategia militare per rispondere a un avversario che cerca di ripristinare la superiorità nei teatri a lungo raggio.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

34%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa iraniana e affini
Stampa russa e CSI
AllarmeRevanscismo

Gli Stati Uniti accelerano lo sviluppo di missili a lunghissimo raggio e sistemi di difesa nel Pacifico, una mossa che la Russia interpreta come una minaccia diretta alla propria sicurezza e un tentativo di contenimento strategico. Mosca considera queste azioni una violazione degli equilibri esistenti e una provocazione che richiede una risposta simmetrica per ristabilire la parità.

Stampa iraniana e affini
AllarmeVittimismo

L’accelerazione americana nello sviluppo di missili e scudi nel Pacifico è vista come parte di una strategia egemonica globale che minaccia anche l’Iran. Teheran collega questa mossa alla pressione militare già subita nel Golfo Persico, denunciando l’ipocrisia delle potenze occidentali che predicano disarmo mentre si riarmano.

Allarga lo sguardo

Leggi di più
Ultim'ora
Nell’intimità dei monsoni: Aamir Khan e Anshula Kapoor, due feste lontane dai riflettori·Cina, liberato il pastore Jin: un gesto negoziato tra Xi e Trump·Così l'esercizio regolare dimezza il rischio infarto: le nuove mappe della salute·Tra fulmini e fuochi d’artificio: la notte dei 250 anni d’America·Cinque ragazze al pub, un contratto per i genitori: la scuola globale sotto stress·Ake al Fenerbahce, il mercato turco alza la voce·Da La Plata al Canada: un weekend di morti e feriti in spazi pubblici·Trump sfida le tempeste per il discorso del 250° anniversario dell’indipendenza USA·Nell’intimità dei monsoni: Aamir Khan e Anshula Kapoor, due feste lontane dai riflettori·Cina, liberato il pastore Jin: un gesto negoziato tra Xi e Trump·Così l'esercizio regolare dimezza il rischio infarto: le nuove mappe della salute·Tra fulmini e fuochi d’artificio: la notte dei 250 anni d’America·Cinque ragazze al pub, un contratto per i genitori: la scuola globale sotto stress·Ake al Fenerbahce, il mercato turco alza la voce·Da La Plata al Canada: un weekend di morti e feriti in spazi pubblici·Trump sfida le tempeste per il discorso del 250° anniversario dell’indipendenza USA·
Agg. 13:283 lingue · 3 testate
3 testate|3 lingue|3 min lettura
martedì 30 giugno 2026

Missili da 1.850 km e scudi a Guam: la risposta americana alla sfida cinese

Gli Stati Uniti accelerano lo sviluppo di missili convenzionali a lunghissimo raggio e schierano sistemi di difesa aerea a Guam, ridisegnando l'equilibrio strategico nell'Indo-Pacifico.

L’Aeronautica militare statunitense ha avviato il programma per un nuovo missile aria-aria e aria-superficie (AFLRW) con una gittata di oltre 1.850 chilometri, dieci volte superiore a quella degli attuali AMRAAM. L’iniziativa, annunciata in vista di un incontro con i potenziali sviluppatori previsto per fine agosto presso la base di Eglin, in Florida, si affianca al recente test di un missile antinave LRASM lanciato da un bombardiere strategico B-2 durante l’esercitazione Valiant Shield 26, che ha portato all’affondamento di un bersaglio a nord delle Marianne. In parallelo, il Corpo dei Marines ha schierato per la prima volta a Guam il sistema di difesa aerea MRIC, derivato dall’Iron Dome israeliano e dotato di intercettori SkyHunter, colmando un vuoto nella protezione a medio raggio che durava dalla dismissione degli Hawk.

Secondo il Comando delle forze aeree del Pacifico, l’obiettivo è «mantenere un vantaggio decisivo» e garantire «un Pacifico libero e aperto». Nell’ottica di Pechino, tuttavia, queste mosse sono interpretate come tasselli di una strategia di contenimento: il nuovo missile a lunghissimo raggio, in grado di colpire aerei AWACS, navi e posti di comando ben oltre la portata dei radar attuali, minaccerebbe direttamente le capacità cinesi all’interno della prima catena di isole. Analisti della difesa a Washington sottolineano che l’AFLRW, insieme al sistema MRIC, risponde alla necessità di operare in un ambiente negato (A2/AD) e di proteggere Guam, hub logistico fondamentale ormai nel raggio dei missili balistici a medio raggio sviluppati da Pechino.

Per l’Europa e l’Italia, il rafforzamento della postura americana nell’Indo-Pacifico comporta implicazioni indirette ma rilevanti. Secondo analisti di Bruxelles, la concentrazione di risorse e tecnologie nel teatro asiatico potrebbe accelerare il dibattito sull’autonomia strategica europea, mentre la collaborazione con Israele sul sistema MRIC – con produzione negli stabilimenti Raytheon-Rafael in Arkansas – mostra come le alleanze tecnologiche restino transatlantiche. La modernizzazione dell’arsenale nucleare, con la nuova testata W93 e l’estensione di vita del Trident II, conferma un rinnovamento complessivo della triade strategica americana che ha riflessi anche sugli equilibri della deterrenza estesa NATO.

L’esercitazione Valiant Shield 26, in corso fino al 1° luglio tra Marianne, Guam e Giappone, ha rappresentato il banco di prova per queste capacità. L’incontro con l’industria per l’AFLRW è fissato ad agosto, mentre il MRIC entrerà in servizio in tutti i battaglioni di difesa aerea dei Marines tra il 2026 e il 2028. Pechino, dal canto suo, segue con attenzione: secondo fonti diplomatiche regionali, la Cina starebbe ricalibrando la propria strategia militare per rispondere a un avversario che cerca di ripristinare la superiorità nei teatri a lungo raggio.

Divergenza delle fonti

Difesa e Sicurezza · 3 testate · 3 lingue

34%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Neutrale20%
Critico80%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 3 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa russa e CSIStampa iraniana e affini
Stampa russa e CSI
AllarmeRevanscismo

Gli Stati Uniti accelerano lo sviluppo di missili a lunghissimo raggio e sistemi di difesa nel Pacifico, una mossa che la Russia interpreta come una minaccia diretta alla propria sicurezza e un tentativo di contenimento strategico. Mosca considera queste azioni una violazione degli equilibri esistenti e una provocazione che richiede una risposta simmetrica per ristabilire la parità.

Stampa iraniana e affini
AllarmeVittimismo

L’accelerazione americana nello sviluppo di missili e scudi nel Pacifico è vista come parte di una strategia egemonica globale che minaccia anche l’Iran. Teheran collega questa mossa alla pressione militare già subita nel Golfo Persico, denunciando l’ipocrisia delle potenze occidentali che predicano disarmo mentre si riarmano.

Questa notizia è apparsa su

3 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

L’addio a Khamenei diventa prova di forza: Teheran sfida l’isolamento con un funerale di massa

10 lingue · 42 testate

Da Economy & Markets

Auto, crescita a due velocità: Brasile e Russia accelerano, l’Indonesia resta in attesa

4 lingue · 10 testate

Da Technology

L’intelligenza artificiale accelera senza controllo: le risposte normative da Mosca a Bruxelles

9 lingue · 12 testate

Leggi di più