
Maersk e Hapag-Lloyd tornano a Suez, Bufab si rafforza nel Regno Unito
Le due compagnie riattivano un servizio attraverso il Canale dopo le valutazioni sulla sicurezza, mentre il distributore svedese acquisisce un'azienda britannica di componenti forgiati.
Il gruppo danese Maersk e il tedesco Hapag-Lloyd hanno annunciato che uno dei servizi della loro rete congiunta Gemini tornerà a transitare per il Canale di Suez, abbandonando la circumnavigazione dell’Africa adottata dalla fine del 2023 a causa degli attacchi dei ribelli yemeniti Houthi nel Mar Rosso. La decisione, comunicata dopo un’attenta valutazione della sicurezza, segna un primo passo verso un graduale ritorno alla normalità su una delle arterie più vitali del commercio globale.
Il Canale di Suez, che collega il Mediterraneo al Mar Rosso, accorcia di almeno dieci giorni la rotta tra Asia ed Europa e gestisce circa il 15% del traffico marittimo mondiale, inclusi il 22% dei container e fino al 12% delle esportazioni di petrolio. Dopo l’inizio degli attacchi Houthi nello stretto di Bab el-Mandeb, in solidarietà con i palestinesi, i principali vettori avevano dirottato le navi attorno al Capo di Buona Speranza, con un aumento dei tempi di consegna e dei costi di trasporto. Nei primi due mesi di crisi, il volume di merci attraverso Suez era crollato del 45%, secondo i dati del settore. Già all’inizio del 2024 Maersk aveva tentato un rientro, salvo sospenderlo per il persistere dei rischi. Ora, i raid di ritorsione condotti da Stati Uniti e Regno Unito contro le postazioni Houthi nello Yemen avrebbero contribuito a un miglioramento delle condizioni di sicurezza, inducendo le compagnie a rivedere le rotte.
In un altro segmento del commercio europeo, la svedese Bufab, specializzata nella distribuzione di componenti di fissaggio e parti tecniche, ha firmato un accordo per acquisire l’intero capitale della britannica D.C. Handrails and Ironwork Parts (DC Iron), distributore di componenti forgiati. L’operazione, di dimensioni contenute, riflette la strategia delle imprese industriali del Nord Europa di consolidare la presenza nei mercati di sbocco attraverso canali locali, in un contesto post-Brexit che richiede maggiore prossimità logistica. Per Bufab, quotata alla Borsa di Stoccolma, l’acquisizione rafforza la rete distributiva nel Regno Unito, un mercato chiave per i semilavorati metallici.
Per l’Italia, secondo maggiore esportatore manifatturiero europeo, la riapertura parziale della via di Suez potrebbe tradursi in una riduzione dei costi di trasporto verso i mercati asiatici e in una maggiore prevedibilità delle catene di fornitura, a condizione che la tregua regga. Le autorità marittime e gli analisti del trasporto con base a Genova e Rotterdam monitorano con cautela l’evolversi della situazione, consapevoli che la sicurezza nel Mar Rosso resta fragile e che eventuali nuove escalation potrebbero vanificare i benefici. Il prossimo indicatore concreto sarà l’effettivo passaggio delle prime navi del servizio Gemini attraverso il Canale, previsto nelle prossime settimane, mentre per Bufab il closing dell’acquisizione è atteso entro la fine del trimestre.
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| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
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Il Canale di Suez riapre, ma il contesto di attacchi e solidarietà palestinese non può essere ignorato.
Menzionando esplicitamente il motivo dichiarato degli Houthi di solidarietà con i palestinesi, la narrazione ancora la decisione di navigazione a un conflitto geopolitico più ampio, facendo apparire la ripresa come un passo cauto piuttosto che una semplice decisione commerciale.
Il blocco latinoamericano omette la reazione negativa del mercato (calo delle azioni) e le implicazioni economiche del cambio di rotta, che suggerirebbero che la ripresa non è del tutto positiva per le compagnie di navigazione.
La rotta del Canale di Suez viene ripristinata per ragioni di efficienza operativa, con le preoccupazioni di sicurezza ora apparentemente risolte.
Omettendo qualsiasi riferimento agli attacchi Houthi o alle loro motivazioni politiche, la narrazione presenta la ripresa come una decisione puramente logistica, depoliticizzando l'evento.
Il blocco russo omette gli attacchi Houthi e il contesto di solidarietà palestinese, che sono centrali per capire perché la rotta è stata cambiata in primo luogo.
La ripresa della rotta del Mar Rosso è un evento di mercato: le azioni scendono perché l'eccesso di offerta sta tornando.
Evidenziando il calo del prezzo delle azioni e i vincoli di capacità, la narrazione inquadra la ripresa come negativa per i profitti delle compagnie di navigazione, usando la logica di mercato per depoliticizzare la storia.
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