
Lula ad Ancelotti: «Giocate con l’anima», il messaggio alla vigilia del Mondiale
Il presidente brasiliano incita la Seleção a lottare e tirare in porta senza esitazioni, mentre il Paese sogna il sesto titolo contro il Marocco nell’esordio del Mondiale 2026.
A poche ore dal fischio d’inizio della Coppa del Mondo 2026, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha scelto la via dei social media per parlare direttamente al ct Carlo Ancelotti e ai giocatori della Seleção. Con indosso la maglia verdeoro e un adesivo che esibisce la scritta «O Brasil é dos brasileiros», Lula ha scandito parole destinate a diventare il tormentone della vigilia: «Oltre a giocare il calcio che sapete, giocate con un po’ di anima. Quando cadete, rialzatevi e andate a strappare la palla all’avversario. E ricordate: quello che conta è calciare la palla nella porta altrui e farla entrare. Per l’amor di Dio, calciate». Un appello alla grinta, all’orgoglio e alla finalizzazione che ha immediatamente rimbalzato sui media dell’intero continente, dalle agenzie argentine che sottolineavano la richiesta di «un poco de alma» fino ai giornali russi, attenti a registrare ogni sfumatura del discorso del leader brasiliano.
Il Brasile debutta nella notte (ora italiana) al MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, contro il Marocco, prima avversaria di un girone C completato da Haiti e Scozia. Per la squadra più titolata della storia, l’ossessione dell’hexacampeonato manca dal 2002 e l’intero Paese avverte l’urgenza di un riscatto. La stampa brasiliana ha così letto nelle parole presidenziali molto più di un semplice incoraggiamento: il ripetuto richiamo al «popolo brasiliano, ai ragazzi, alle ragazze che hanno un’aspettativa immensa» trasforma la sfida sportiva in un atto di rappresentanza nazionale, quasi che la vittoria possa riscattare un Paese in cerca di buone notizie. Anche esponenti dell’opposizione, come Flávio Bolsonaro, hanno voluto esprimere sostegno alla nazionale, in una tregua patriottica che conferma quanto il calcio, in Brasile, travalichi le divisioni politiche.
Osservata dall’Italia e dall’Europa, questa vigilia assume contorni particolari. Carlo Ancelotti, il tecnico italiano che ha vinto tutto a livello di club, guida ora un gruppo di fuoriclasse che Lula stesso definisce «non la miglior selezione del mondo, ma la miglior selezione del Brasile». Il messaggio presidenziale, con il suo carico di pressione e affetto, chiede di coniugare la disciplina tattica europea con una passione viscerale. È un’inedita fusione tra razionalità e sentimento che, secondo gli osservatori di Bruxelles, incarna il dilemma di molte società contemporanee: come tenere insieme organizzazione e istinto, strategia e cuore. L’insistenza sul gesto elementare del «calciare in porta» risuona come una critica implicita all’elaborazione fine a se stessa, un invito a non smarrire la finalità più semplice del gioco.
Con il mondiale ospitato per la prima volta da tre nazioni – Stati Uniti, Messico e Canada – e un calendario che si dipanerà fino a luglio, l’esordio del Brasile offre uno specchio su come i grandi protagonisti affronteranno la pressione di un torneo planetario. Le parole di Lula, amplificate dai media internazionali, consegnano ad Ancelotti e ai suoi ragazzi una doppia consegna: vincere, certo, ma soprattutto riconoscersi in un’identità che la maglia impone. Sarà da vedere se la miscela di grinta rivendicata dal presidente basterà a superare ostacoli ben più pragmatici, a cominciare dalla fisicità del Marocco e dall’equilibrio tattico delle prossime rivali.
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Il presidente Lula ha registrato un videomessaggio per il ct Ancelotti alla vigilia dell'esordio del Brasile, esortando la squadra a giocare con anima e grinta per il popolo brasiliano. Ha ricordato che la Seleção non è la migliore al mondo ma è la migliore del Brasile e che la Coppa del Mondo non si contende, si vince. Il tono è al tempo stesso un appello alla concretezza e una rivendicazione di superiorità calcistica.
Il presidente brasiliano Lula da Silva si è rivolto ai giocatori e all'allenatore Ancelotti tramite Instagram — piattaforma vietata in Russia in quanto appartenente a Meta, riconosciuta estremista — prima del debutto ai Mondiali. Ha chiesto di giocare con anima, voglia e abnegazione, augurando buona fortuna e ricordando che indossano la maglia di un'intera nazione. La notizia è riportata in modo neutrale, con una chiosa tecnica sullo status della piattaforma.
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