
La Manica come nuovo fronte: Londra cattura il petroliere ombra russo
Per la prima volta, Londra guida un'operazione militare contro la flotta ombra del Cremlino, abbordando la petroliera Smyrtos nella Manica e inviando un segnale a chi finanzia la guerra in Ucraina.
Domenica mattina presto, mentre le prime luci sfioravano il Canale della Manica, un commando dei Royal Marines si è calato dagli elicotteri Chinook sul ponte della Smyrtos, una petroliera battente bandiera camerunense ma sospettata di far parte della cosiddetta “flotta ombra” russa. L’operazione, durata sei ore e supportata da mezzi aerei e navali – tra cui la fregata HMS Sutherland – ha visto la partecipazione di agenti specializzati della National Crime Agency. È la prima volta che il Regno Unito guida un’azione di forza contro una nave impiegata per aggirare le sanzioni petrolifere, un salto di qualità nella pressione su Mosca. Il primo ministro Keir Starmer l’ha definita «un altro colpo alla Russia e un monito a chi alimenta la guerra di Putin in Ucraina», mentre il ministero della Difesa ha precisato che la petroliera resterà sotto sequestro al largo della costa meridionale inglese in attesa di ulteriori accertamenti.
La Smyrtos è l’ultimo anello di una catena logistica che da anni tiene in piedi l’economia di guerra russa. Dopo l’introduzione del price cap da parte del G7, il Cremlino ha allestito una flotta di oltre settecento mercantili, spesso obsoleti e con proprietà opache, capaci di trasportare circa tre quarti del greggio russo sotto sanzione. Londra ne ha già colpiti quasi seicento con misure restrittive, ma l’intercettazione fisica rappresenta un’escalation significativa. La Francia, in passato, aveva già sequestrato alcune unità; ora il Regno Unito sceglie la via dell’azione diretta, forte di un coordinamento con le autorità di Parigi e di un quadro giuridico interno che autorizza il fermo in acque territoriali. L’operazione risponde a una strategia più ampia di Bruxelles per stringere il cappio attorno ai flussi finanziari che sostengono lo sforzo bellico, ma solleva anche interrogativi sulla proporzionalità e sui rischi ambientali: molte di queste navi, vetuste e prive di adeguata manutenzione, solcano quotidianamente rotte affollate come la Manica o il Mediterraneo.
Le reazioni disegnano il consueto spartito geopolitico. Da Kiev, il ministro degli Esteri Andriy Sybiga ha ringraziato Londra, sottolineando che «ogni petroliera fermata significa una riduzione delle risorse per missili e droni contro le città ucraine». Al contrario, Mosca ha reagito con durezza: il senatore Grigory Karasin ha parlato di «sequestro banditesco», chiedendo chiarimenti sul fondamento giuridico; l’ambasciatore Mikhail Ulyanov ha twittato un sarcastico «Pirateria? Certamente». Da Pechino, dove si segue con attenzione l’evolversi della guerra ibrida sui mari, il silenzio è eloquente. Gli analisti di Bruxelles leggono nell’accaduto un segnale di coesione occidentale, ma avvertono: l’efficacia di simili blitz dipende dalla capacità di renderli sistematici e di coinvolgere tutti i paesi costieri, non solo quelli del Nord Europa.
Per l’Italia, l’episodio è un campanello d’allarme. La flotta ombra attraversa abitualmente il Mediterraneo, e il rischio di incidenti – con conseguenze ambientali ed economiche – è concreto. Roma, che dipende dalle importazioni di idrocarburi e vanta una lunga tradizione marittima, potrebbe trovarsi presto di fronte a scelte analoghe, sospinta dagli impegni europei e dalla necessità di tutelare le proprie acque territoriali. Nel frattempo, la Smyrtos restituisce alla Manica un inedito profilo di zona grigia contesa, dove il diritto marittimo si scontra con la ragion di Stato. La partita resta aperta: se Londra farà scuola, altri alleati potrebbero seguire il suo esempio, trascinando il conflitto ucraino su un fronte marittimo sempre più caldo.
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Commando britannici hanno assaltato una petroliera della flotta ombra russa nella Manica, infliggendo un colpo letale al finanziamento bellico del Cremlino. L'operazione lampo, condotta con elicotteri e fregate, dimostra la fermezza dell'Occidente contro chi alimenta la guerra in Ucraina.
Londra ha sequestrato illegalmente una petroliera nel canale della Manica, un atto di pirateria marittima per distogliere l'attenzione dai fallimenti interni come l'immigrazione. È un'escalation sconsiderata da parte di un governo britannico in preda al panico.
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