
Londra e Tokyo stringono un patto da 24 miliardi su difesa e innovazione
Al termine del vertice tra i premier Starmer e Takaichi, Regno Unito e Giappone accelerano sul caccia di nuova generazione e siglano intese su energia e semiconduttori, con un’eco cruciale per l’industria italiana della difesa.
Il vertice di domenica a Downing Street ha posto le basi per una nuova fase nella cooperazione tra Regno Unito e Giappone. I premier Keir Starmer e Sanae Takaichi hanno annunciato pacchetti di investimento e partnership tecnologica del valore complessivo di circa 18 miliardi di sterline (24 miliardi di dollari), con un’attenzione particolare al programma di caccia di sesta generazione GCAP, che coinvolge anche l’Italia.
Le intese spaziano dalle infrastrutture ai servizi finanziari, fino all’eolico offshore britannico, per il quale aziende nipponiche stanzieranno fino a 9 miliardi di sterline in cinque anni. Sul fronte tecnologico, la collaborazione si estende a intelligenza artificiale, semiconduttori e calcolo quantistico, mentre un capitolo dedicato alla sicurezza energetica mira a rafforzare le filiere dei minerali critici, in un contesto segnato dalle restrizioni cinesi alle esportazioni e dall’instabilità mediorientale.
Centrale è l’impegno congiunto per accelerare il Global Combat Air Programme. Londra, Tokyo e Roma stanno sviluppando il futuro jet da combattimento, un progetto dalla portata strategica che Takaichi ha definito quasi un’alleanza. Tuttavia, permangono incertezze sui futuri stanziamenti, in particolare perché l’economia britannica è sotto pressione e il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran rischia di aggravare la stagnazione. Secondo fonti londinesi, non è chiaro quanta parte degli investimenti annunciati sia realmente nuova.
L’incontro precede di poche ore l’avvio del G7 in Francia, offrendo uno slancio all’asse anglo-nipponico in un contesto post-Brexit dove il Regno Unito cerca di diversificare i propri partenariati lontano dall’orbita europea. Bruxelles osserva con attenzione: se da un lato la cooperazione nel GCAP lega saldamente l’Italia al progetto, dall’altro lo sviluppo di capacità autonome in ambito semiconduttori e AI potrebbe ridisegnare gli equilibri industriali continentali.
Per l’Italia, la partecipazione al programma GCAP rappresenta una leva industriale e geopolitica di primo piano. Le ricadute occupazionali e tecnologiche interesseranno distretti come il Piemonte aerospaziale, ma richiederanno coerenza negli impegni finanziari. Nel medio termine, la triangolazione Londra-Tokyo-Roma potrebbe evolvere in un modello di collaborazione interregionale capace di influenzare gli standard della difesa e della sicurezza economica globale, a condizione che le promesse di investimento si traducano in cantieri e brevetti concreti.
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Londra e Tokyo stanno preparando un accordo da 24,1 miliardi di dollari interamente concentrato su progetti di energia pulita, tralasciando altri aspetti della cooperazione bilaterale come la difesa.
La prima ministra giapponese ha lodato i legami di difesa con il Regno Unito, ma l'incertezza sul finanziamento del caccia di nuova generazione getta ombre sulla cooperazione.
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