Accedi
Edizione delle 06:00 CETdomenica 21 giugno 2026
307 testate · 17 lingue279 briefing oggi
Economia e Mercatisabato 20 giugno 2026

Laureati, la rivincita: in Italia due su tre rifiutano stipendi sotto i 1.500 euro

Mentre in Italia la generazione dei laureati alza la soglia di accettazione salariale, Argentina, Spagna e Regno Unito ridisegnano pensioni e aspettative professionali.

La quota di laureati italiani disposti ad accettare un impiego a tempo pieno con retribuzione netta mensile inferiore ai 1.500 euro è crollata dal 75,6% del 2016 al 33,1% di oggi, secondo l’ultimo rapporto AlmaLaurea. La soglia psicologica ed economica sotto cui un’intera generazione non intende più scendere è stata ridisegnata dall’inflazione e dal costo della vita, in particolare nelle aree metropolitane. Parallelamente, cresce il rifiuto di posizioni non coerenti col percorso di studi: solo il 23,6% dei laureandi sarebbe disposto ad accettarle, contro l’87,2% di dieci anni fa.

Un analogo irrigidimento delle aspettative si manifesta in Argentina, dove le pretese salariali medie hanno raggiunto 1.805.897 pesos mensili (+1,18% a maggio), correndo però dietro un’inflazione al 2,1%. I settori estrattivo e manageriale superano i due milioni e mezzo, mentre call center e ristorazione restano intorno al milione. La pensione minima, pur con un bonus straordinario, si ferma a 481.898 pesos a luglio: meno di un terzo dello stipendio medio richiesto, segnalando una forbice crescente tra lavoratori attivi e pensionati.

Nel Regno Unito la generazione Z mostra invece una rivincita reale: a 24 anni guadagna il 12% in più dei millennial alla stessa età e supera ogni coorte dagli anni Cinquanta, secondo la Resolution Foundation. Ma il conflitto mediorientale e i conseguenti rincari energetici minacciano di erodere rapidamente questi progressi, riproponendo il tema di una crescita salariale che sia anche sostenibile nel tempo.

Alla pressione salariale e demografica i sistemi di welfare rispondono con misure di lungo periodo. La Spagna completa nel 2026 la transizione all’età pensionabile a 67 anni, con l’obbligo di almeno 38 anni e 3 mesi di contributi per uscire a 65 senza penalizzazioni. Il Messico estende la copertura volontaria Imss ai lavoratori indipendenti e apre le iscrizioni alle pensioni universalistiche. In tutti i casi il nodo resta il medesimo: conciliare aspettative crescenti, vincoli di bilancio e invecchiamento della popolazione.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

38%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa atlantica / anglosfera
Stampa europea continentale/ Mediterranea
TrionfoRevanscismo

I giovani laureati italiani non accettano più salari inferiori a 1.500 euro, segnando una svolta culturale rispetto al passato. Secondo il rapporto AlmaLaurea, due su tre rifiutano offerte sotto questa soglia, mostrando una maggiore determinazione. La narrazione sottolinea una 'rivincita' dei laureati che ora pretendono condizioni adeguate.

Stampa atlantica / anglosfera/ Economica
TrionfoPragmatismo

La Generazione Z sta vivendo un rimbalzo salariale, guadagnando più dei millennial alla loro età. La ricerca della Resolution Foundation mostra che i nati tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000 hanno iniziato meglio la carriera. Questo contrasta con la tendenza italiana, ma il tema comune è la rivendicazione salariale.

Articoli correlati

Leggi di più
Ultim'ora
Intelligenza artificiale: il conto energetico e umano di una rivoluzione annunciata·Nuovo blocco di Hormuz: l’Iran reagisce agli attacchi israeliani in Libano e mette a rischio la tregua·Root nella storia con 14.000 run, ma l’Inghilterra affonda: i 463 restano un miraggio·Elon Musk, primo trilionario: l'IPO di SpaceX ridisegna la geografia della ricchezza globale·Bezzecchi escluso a Brno: schiaffo al commissario, mondiale a rischio·Quattro piccole vite spezzate in quattro Paesi: le indagini in corso·Sparatoria a Chicago durante il Juneteenth: da un SUV due uomini sparano sulla folla, 12 feriti·Sole fermo: il 21 giugno 2026 il giorno più lungo dell’anno·Intelligenza artificiale: il conto energetico e umano di una rivoluzione annunciata·Nuovo blocco di Hormuz: l’Iran reagisce agli attacchi israeliani in Libano e mette a rischio la tregua·Root nella storia con 14.000 run, ma l’Inghilterra affonda: i 463 restano un miraggio·Elon Musk, primo trilionario: l'IPO di SpaceX ridisegna la geografia della ricchezza globale·Bezzecchi escluso a Brno: schiaffo al commissario, mondiale a rischio·Quattro piccole vite spezzate in quattro Paesi: le indagini in corso·Sparatoria a Chicago durante il Juneteenth: da un SUV due uomini sparano sulla folla, 12 feriti·Sole fermo: il 21 giugno 2026 il giorno più lungo dell’anno·
Agg. 00:501 lingua · 4 testate
4 testate|1 lingua|2 min lettura
sabato 20 giugno 2026

Laureati, la rivincita: in Italia due su tre rifiutano stipendi sotto i 1.500 euro

Mentre in Italia la generazione dei laureati alza la soglia di accettazione salariale, Argentina, Spagna e Regno Unito ridisegnano pensioni e aspettative professionali.

La quota di laureati italiani disposti ad accettare un impiego a tempo pieno con retribuzione netta mensile inferiore ai 1.500 euro è crollata dal 75,6% del 2016 al 33,1% di oggi, secondo l’ultimo rapporto AlmaLaurea. La soglia psicologica ed economica sotto cui un’intera generazione non intende più scendere è stata ridisegnata dall’inflazione e dal costo della vita, in particolare nelle aree metropolitane. Parallelamente, cresce il rifiuto di posizioni non coerenti col percorso di studi: solo il 23,6% dei laureandi sarebbe disposto ad accettarle, contro l’87,2% di dieci anni fa.

Un analogo irrigidimento delle aspettative si manifesta in Argentina, dove le pretese salariali medie hanno raggiunto 1.805.897 pesos mensili (+1,18% a maggio), correndo però dietro un’inflazione al 2,1%. I settori estrattivo e manageriale superano i due milioni e mezzo, mentre call center e ristorazione restano intorno al milione. La pensione minima, pur con un bonus straordinario, si ferma a 481.898 pesos a luglio: meno di un terzo dello stipendio medio richiesto, segnalando una forbice crescente tra lavoratori attivi e pensionati.

Nel Regno Unito la generazione Z mostra invece una rivincita reale: a 24 anni guadagna il 12% in più dei millennial alla stessa età e supera ogni coorte dagli anni Cinquanta, secondo la Resolution Foundation. Ma il conflitto mediorientale e i conseguenti rincari energetici minacciano di erodere rapidamente questi progressi, riproponendo il tema di una crescita salariale che sia anche sostenibile nel tempo.

Alla pressione salariale e demografica i sistemi di welfare rispondono con misure di lungo periodo. La Spagna completa nel 2026 la transizione all’età pensionabile a 67 anni, con l’obbligo di almeno 38 anni e 3 mesi di contributi per uscire a 65 senza penalizzazioni. Il Messico estende la copertura volontaria Imss ai lavoratori indipendenti e apre le iscrizioni alle pensioni universalistiche. In tutti i casi il nodo resta il medesimo: conciliare aspettative crescenti, vincoli di bilancio e invecchiamento della popolazione.

Divergenza delle fonti

Economia e Mercati · 4 testate · 1 lingua

38%Media

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole25%
Neutrale75%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentaleStampa atlantica / anglosfera
Stampa europea continentale/ Mediterranea
TrionfoRevanscismo

I giovani laureati italiani non accettano più salari inferiori a 1.500 euro, segnando una svolta culturale rispetto al passato. Secondo il rapporto AlmaLaurea, due su tre rifiutano offerte sotto questa soglia, mostrando una maggiore determinazione. La narrazione sottolinea una 'rivincita' dei laureati che ora pretendono condizioni adeguate.

Stampa atlantica / anglosfera/ Economica
TrionfoPragmatismo

La Generazione Z sta vivendo un rimbalzo salariale, guadagnando più dei millennial alla loro età. La ricerca della Resolution Foundation mostra che i nati tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000 hanno iniziato meglio la carriera. Questo contrasta con la tendenza italiana, ma il tema comune è la rivendicazione salariale.

Questa notizia è apparsa su

4 testate · 1 lingua

Articoli correlati

Geopolitica e Politica

Vance a Zurigo per il negoziato con l’Iran: nucleare e tregua in Libano sul tavolo

8 lingue · 23 testate

Sport

Eloy Room eroe di Curaçao: 15 parate storiche fermano l’Ecuador e regalano il primo punto mondiale

5 lingue · 22 testate

Sport

Bezzecchi escluso a Brno: schiaffo al commissario, mondiale a rischio

5 lingue · 16 testate

Leggi di più