
Lacrime di Elanga, la Svezia avanza: il nuovo Mondiale a 46 squadre confonde anche i protagonisti
L'attaccante svedese si dispera al fischio finale convinto dell'eliminazione, ma i compagni lo rassicurano: il pareggio per 1-1 con il Giappone vale gli ottavi come migliore terza.
La Svezia strappa il pass per la fase a eliminazione diretta del Mondiale 2026, ma il suo eroe di serata, Anthony Elanga, vive un paradosso emotivo che diventa subito virale. Al triplice fischio del pareggio per 1-1 contro il Giappone, l'ala del Newcastle United crolla sul prato in lacrime, convinto che il punto non basti a evitare l'uscita dal torneo. I compagni lo circondano, lo sollevano e gli spiegano che il risultato, unito alla differenza reti, colloca la nazionale scandinava tra le otto migliori terze classificate, garantendo l'accesso ai sedicesimi di finale. Il video del pianto inconsolabile, rimbalzato in tempo reale dalle emittenti sudamericane ai portali asiatici, restituisce l'intensità di un format allargato a 46 squadre che moltiplica i calcoli e le emozioni.
Il gol che illude e poi salva la Svezia porta proprio la firma di Elanga: un sinistro potente che al 38’ ristabilisce l'equilibrio dopo il vantaggio nipponico. Per tutto il secondo tempo l'attaccante, classe 2002, incita i compagni a cercare il raddoppio, lotta contro i crampi e rifiuta di fermarsi, come raccontato dai media scandinavi. Solo dopo il fischio finale, quando i festeggiamenti esplodono intorno a lui, realizza che la qualificazione era già in cassaforte. Il portiere Jacob Widell Zetterström, esordiente mondiale, ammetterà di essere stato «altrettanto all'oscuro» del meccanismo di ripescaggio.
La confusione di Elanga trova una spiegazione nel regolamento complesso di questa edizione, la prima con 46 nazionali e un tabellone che accoglie, oltre alle prime due di ogni girone, le otto migliori terze. I criteri di spareggio – punti, differenza reti, gol segnati, disciplina e ranking FIFA – hanno premiato la Svezia, che chiude il Gruppo F alle spalle di Olanda e Giappone con 4 punti, saldo reti pari a zero e 7 gol all'attivo. Secondo i resoconti della stampa tedesca, il commissario tecnico Graham Potter ha reagito con un sorriso all'equivoco: «Non potevamo essere più chiari, ma evidentemente pensava ad altro. Poverino, in questo momento lo adoro, ma santo cielo!».
L'episodio non è isolato. Il compagno di squadra Alexander Isak, intervistato dai cronisti svedesi, ha raccontato di aver rimproverato bonariamente Elanga per la frustrazione mostrata nei minuti finali, ora pienamente comprensibile. La Svezia attende ora di conoscere l'avversario nei sedicesimi, che sarà una delle prime classificate degli altri gironi, in un torneo dove la geografia calcistica si allarga e le regole di sopravvivenza diventano materia di studio anche per i protagonisti in campo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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La scena surreale di Elanga in lacrime, convinto dell'eliminazione mentre la Svezia era già qualificata, è diventata virale. Il nuovo formato a 46 squadre ha generato un equivoco persino tra i protagonisti, regalando un momento di pura comicità involontaria.
Elanga non aveva capito che il pareggio bastava per passare il turno, e mentre i compagni festeggiavano lui si disperava a terra. Il tecnico e i giocatori gli hanno poi spiegato la situazione, sottolineando l'importanza di conoscere il regolamento del nuovo Mondiale allargato.
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