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Società e Culturamercoledì 22 luglio 2026

La colazione da Epstein: trenta incontri e un errore di giudizio per Bill Gates

Un’indagine esterna rivela che il fondatore di Microsoft e i vertici della sua fondazione incontrarono il finanziere condannato per reati sessuali una trentina di volte, nonostante gli allarmi interni.

Nella luce ovattata di una residenza di Manhattan, tra arredi che avevano visto sfilare finanzieri, scienziati e politici, una colazione di lavoro del dicembre 2014 segnò la fine di un’illusione. Attorno al tavolo, Bill Gates, alcuni dirigenti della sua fondazione e potenziali donatori ascoltavano Jeffrey Epstein illustrare i dettagli di un fondo di investimento filantropico per la salute globale. Poche settimane dopo, convinto che Epstein avesse «travisato» la reale disponibilità dei partecipanti, Gates abbandonò il progetto. Quel risveglio amaro, ricostruito oggi da un’inchiesta indipendente, è l’ultimo fotogramma di una relazione che aveva già accumulato una trentina di incontri in tre anni.

La revisione esterna, condotta dallo studio legale WilmerHale e riassunta in tre pagine pubblicate dalla Fondazione Gates, conferma che tra il 2011 e il 2014 il fondatore di Microsoft e almeno dieci tra leader e dipendenti dell’organizzazione videro Epstein a più riprese, inclusa una riunione nel campus della fondazione. All’epoca Epstein era già stato condannato nel 2008 per adescamento di una minorenne e aveva scontato tredici mesi di carcere. I collaboratori avevano espresso timori per il rischio reputazionale, ma gli incontri proseguirono, concentrandosi su due iniziative: il fondo comune mai nato e una sovvenzione all’International Peace Institute, ente guidato da un conoscente di Epstein, per la lotta alla polio. L’indagine non ha trovato prove di pagamenti al finanziere né di coinvolgimento nei suoi traffici sessuali.

La vicenda si inserisce nell’ombra lunga del caso Epstein, che dopo il suicidio in cella nel 2019 ha travolto università, banche e figure pubbliche su entrambe le sponde dell’Atlantico. Per la Fondazione Gates, uno dei maggiori finanziatori della sanità globale, la posta in gioco era la credibilità di un’architettura filantropica costruita in decenni. Non a caso, il consiglio di amministrazione ha approvato una serie di riforme: procedure centralizzate di verifica per intermediari e donatori, meccanismi di allerta per i rischi reputazionali legati a progetti introdotti dai vertici, e politiche più stringenti sui conflitti di interesse. Mark Suzman, amministratore delegato, ha parlato della necessità di «rafforzare la fiducia»; Gates ha definito l’indagine «un passo importante per offrire chiarezza a partner, dipendenti e beneficiari».

La risonanza pubblica è stata amplificata dalla decisione di Warren Buffett, storico amico e finanziatore della fondazione, di escluderla quest’anno dalle donazioni annuali. Buffett ha chiarito che la scelta non è legata all’associazione «sgradevole» con Epstein, ma alla convinzione che i suoi tre figli siano ormai pronti a gestire il patrimonio. Resta il fatto che per la prima volta in ventun anni il nome della Gates Foundation è scomparso dall’elenco dei beneficiari. Gates, dal canto suo, ha ripetuto davanti al Congresso di aver commesso un «grave errore di giudizio» e di non aver mai assistito a condotte criminali.

Rimane l’immagine di quella colazione newyorkese, con le sedie vuote dei donatori che non si presentarono mai, e il silenzio di un’istituzione che oggi prova a voltare pagina senza poter cancellare i trenta appuntamenti con l’uomo che illuse il più celebre filantropo del pianeta.

Divergenza — chi la racconta come
21%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.70 a −0.20
CriticoFavorevole
INDATLLAT
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa indiana e sudasiatica−0.20neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.70critical
Stampa latinoamericana−0.50critical
Stampa indiana e sudasiatica−0.20
Voce

La Fondazione Gates riconosce errori di giudizio ma insiste che la revisione dimostra l'assenza di pagamenti illeciti, e la decisione di Buffett è estranea alla vicenda Epstein.

Meccanismoscorporo

Separando nettamente la questione degli incontri da quella dei pagamenti, la narrazione ridimensiona il danno reputazionale e trasforma la storia in una lezione di governance piuttosto che in uno scandalo.

Omissione

Il blocco omette il fatto che Gates fu personalmente avvertito dal personale e continuò gli incontri per tre anni, il che aumenterebbe il senso di responsabilità personale.

PragmatismoDistacco
Stampa atlantica / anglosfera−0.70
Voce

Bill Gates ha ignorato i ripetuti avvertimenti del personale e ha incontrato un criminale sessuale condannato 30 volte, dimostrando un catastrofico fallimento di giudizio che la revisione conferma.

Meccanismoaccumulazione fattuale

Accumulando dettagli specifici e verificabili—30 incontri, tre anni, avvertimenti interni, conoscenza della condanna—la narrazione costruisce un caso schiacciante di negligenza personale e istituzionale.

Omissione

Il blocco omette il risultato della revisione secondo cui non sono stati effettuati pagamenti a Epstein, il che potrebbe mitigare la percezione di complicità finanziaria.

AllarmeIndignazione
Stampa latinoamericana−0.50
Voce

La revisione espone l'entità dei contatti di Gates con Epstein, ma l'assenza di pagamenti criminali lascia una zona grigia che richiede condanna morale senza certezza legale.

Meccanismobilanciamento ambiguo

Giustapponendo il numero incriminante di incontri con l'assenza di prove finanziarie, la narrazione crea una tensione che invita i lettori a colmare il vuoto con il proprio giudizio morale.

Omissione

Il blocco omette il fatto che Gates fu personalmente avvertito dal personale e continuò l'associazione per tre anni, il che rafforzerebbe il caso di colpevolezza personale.

IndignazioneScetticismo

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Un’indagine esterna rivela che il fondatore di Microsoft e i vertici della sua fondazione incontrarono il finanziere condannato per reati sessuali una trentina di volte, nonostante gli allarmi interni.

Nella luce ovattata di una residenza di Manhattan, tra arredi che avevano visto sfilare finanzieri, scienziati e politici, una colazione di lavoro del dicembre 2014 segnò la fine di un’illusione. Attorno al tavolo, Bill Gates, alcuni dirigenti della sua fondazione e potenziali donatori ascoltavano Jeffrey Epstein illustrare i dettagli di un fondo di investimento filantropico per la salute globale. Poche settimane dopo, convinto che Epstein avesse «travisato» la reale disponibilità dei partecipanti, Gates abbandonò il progetto. Quel risveglio amaro, ricostruito oggi da un’inchiesta indipendente, è l’ultimo fotogramma di una relazione che aveva già accumulato una trentina di incontri in tre anni.

La revisione esterna, condotta dallo studio legale WilmerHale e riassunta in tre pagine pubblicate dalla Fondazione Gates, conferma che tra il 2011 e il 2014 il fondatore di Microsoft e almeno dieci tra leader e dipendenti dell’organizzazione videro Epstein a più riprese, inclusa una riunione nel campus della fondazione. All’epoca Epstein era già stato condannato nel 2008 per adescamento di una minorenne e aveva scontato tredici mesi di carcere. I collaboratori avevano espresso timori per il rischio reputazionale, ma gli incontri proseguirono, concentrandosi su due iniziative: il fondo comune mai nato e una sovvenzione all’International Peace Institute, ente guidato da un conoscente di Epstein, per la lotta alla polio. L’indagine non ha trovato prove di pagamenti al finanziere né di coinvolgimento nei suoi traffici sessuali.

La vicenda si inserisce nell’ombra lunga del caso Epstein, che dopo il suicidio in cella nel 2019 ha travolto università, banche e figure pubbliche su entrambe le sponde dell’Atlantico. Per la Fondazione Gates, uno dei maggiori finanziatori della sanità globale, la posta in gioco era la credibilità di un’architettura filantropica costruita in decenni. Non a caso, il consiglio di amministrazione ha approvato una serie di riforme: procedure centralizzate di verifica per intermediari e donatori, meccanismi di allerta per i rischi reputazionali legati a progetti introdotti dai vertici, e politiche più stringenti sui conflitti di interesse. Mark Suzman, amministratore delegato, ha parlato della necessità di «rafforzare la fiducia»; Gates ha definito l’indagine «un passo importante per offrire chiarezza a partner, dipendenti e beneficiari».

La risonanza pubblica è stata amplificata dalla decisione di Warren Buffett, storico amico e finanziatore della fondazione, di escluderla quest’anno dalle donazioni annuali. Buffett ha chiarito che la scelta non è legata all’associazione «sgradevole» con Epstein, ma alla convinzione che i suoi tre figli siano ormai pronti a gestire il patrimonio. Resta il fatto che per la prima volta in ventun anni il nome della Gates Foundation è scomparso dall’elenco dei beneficiari. Gates, dal canto suo, ha ripetuto davanti al Congresso di aver commesso un «grave errore di giudizio» e di non aver mai assistito a condotte criminali.

Rimane l’immagine di quella colazione newyorkese, con le sedie vuote dei donatori che non si presentarono mai, e il silenzio di un’istituzione che oggi prova a voltare pagina senza poter cancellare i trenta appuntamenti con l’uomo che illuse il più celebre filantropo del pianeta.

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La Fondazione Gates riconosce errori di giudizio ma insiste che la revisione dimostra l'assenza di pagamenti illeciti, e la decisione di Buffett è estranea alla vicenda Epstein.

Meccanismoscorporo

Separando nettamente la questione degli incontri da quella dei pagamenti, la narrazione ridimensiona il danno reputazionale e trasforma la storia in una lezione di governance piuttosto che in uno scandalo.

Omissione

Il blocco omette il fatto che Gates fu personalmente avvertito dal personale e continuò gli incontri per tre anni, il che aumenterebbe il senso di responsabilità personale.

PragmatismoDistacco
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Bill Gates ha ignorato i ripetuti avvertimenti del personale e ha incontrato un criminale sessuale condannato 30 volte, dimostrando un catastrofico fallimento di giudizio che la revisione conferma.

Meccanismoaccumulazione fattuale

Accumulando dettagli specifici e verificabili—30 incontri, tre anni, avvertimenti interni, conoscenza della condanna—la narrazione costruisce un caso schiacciante di negligenza personale e istituzionale.

Omissione

Il blocco omette il risultato della revisione secondo cui non sono stati effettuati pagamenti a Epstein, il che potrebbe mitigare la percezione di complicità finanziaria.

AllarmeIndignazione
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La revisione espone l'entità dei contatti di Gates con Epstein, ma l'assenza di pagamenti criminali lascia una zona grigia che richiede condanna morale senza certezza legale.

Meccanismobilanciamento ambiguo

Giustapponendo il numero incriminante di incontri con l'assenza di prove finanziarie, la narrazione crea una tensione che invita i lettori a colmare il vuoto con il proprio giudizio morale.

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Il blocco omette il fatto che Gates fu personalmente avvertito dal personale e continuò l'associazione per tre anni, il che rafforzerebbe il caso di colpevolezza personale.

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