
La Bri avverte: inflazione, bolla IA e debito minacciano la stabilità globale
Nel rapporto annuale, la Banca dei regolamenti internazionali individua quattro vulnerabilità che, se combinate, rischiano di innescare una recessione e un repricing dei titoli sovrani.
L’economia mondiale si trova in un «vortice di progresso e pericolo», avverte la Banca dei regolamenti internazionali (Bri). Nel suo rapporto annuale, l’istituto con sede a Basilea — considerato la banca centrale delle banche centrali — punta l’indice contro quattro punti di pressione che, interagendo, potrebbero amplificarsi a vicenda e minacciare la stabilità finanziaria: il ritorno dell’inflazione, l’euforia per l’intelligenza artificiale, un’eccessiva propensione al rischio sui mercati e un debito pubblico ai massimi dal dopoguerra.
Il primo motore di tensione è l’inflazione, tornata a salire dopo gli shock dal lato dell’offerta innescati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’aumento dei prezzi dell’energia, delle materie plastiche e dei semiconduttori rischia di consolidare aspettative di rincari persistenti tra famiglie e imprese. A ciò si aggiunge il boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale, paragonato dalla Bri alle manie ferroviarie dell’Ottocento o alla bolla delle dot-com: secondo gli analisti di Basilea, le cinque maggiori aziende del cloud investiranno oltre mille miliardi di dollari in infrastrutture entro il 2026, ma i rendimenti futuri restano altamente incerti. Il finanziamento di queste scommesse avviene sempre più tramite debito e intricate strutture finanziarie circolari che legano produttori di chip, fornitori di cloud e start-up dell’IA.
Il terzo fattore di rischio è la fragilità dei mercati obbligazionari, dove gli hedge fund ad alto leverage hanno assunto un ruolo crescente nel finanziamento del debito sovrano. Andrea Maechler, direttrice aggiunta della Bri, ha parlato di «catene di contagio» che potrebbero innescarsi in caso di cambiamenti repentini dei tassi o dell’umore degli investitori. In questo scenario, l’Italia e le altre economie ad alto debito dell’Eurozona si troverebbero particolarmente esposte: un rialzo dei rendimenti sia per contrastare l’inflazione sia per il repricing del sovrano potrebbe aggravare il servizio del debito, comprimendo la crescita e mettendo sotto pressione i bilanci pubblici. Non a caso il presidente del board della Bri, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, ha sottolineato il nesso inedito tra debito pubblico e stabilità finanziaria.
Per disinnescare queste mine, la Bri chiede un’azione politica «decisa e disciplinata». Le raccomandazioni si concentrano sul consolidamento fiscale nelle fasi favorevoli, su misure di sostegno temporanee e mirate per i più vulnerabili, su una regolamentazione più stringente degli intermediari finanziari non bancari e sulla difesa dell’indipendenza delle banche centrali. I prossimi passaggi chiave saranno le decisioni di Francoforte e Washington sui tassi e l’evoluzione della tregua in Medio Oriente: normalizzazione che, pur auspicata, richiederà tempo e lascerà l’economia globale ancora a lungo in bilico.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.50 | critical |
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
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