
L’ondata di caldo estremo cancella la parata del 250° anniversario dell’indipendenza americana
A Washington, il termometro sfiora i 46 gradi percepiti: chiusa la fiera nazionale, sette persone in rianimazione, blackout a New York. Il discorso di Trump resta confermato.
La parata del Giorno dell’Indipendenza a Washington, evento centrale delle celebrazioni per il duecentocinquantesimo anniversario degli Stati Uniti, è stata annullata a causa di un’ondata di calore eccezionale. Secondo il National Weather Service, l’indice di calore ha raggiunto valori compresi tra 43 e 46 gradi Celsius, spingendo gli organizzatori a sospendere ogni attività all’aperto nella mattinata del 4 luglio. Almeno sette persone avevano già richiesto manovre di rianimazione avanzata il giorno precedente, quando la Great American State Fair, allestita sul National Mall, era stata chiusa temporaneamente dopo che la temperatura aveva toccato i 38 gradi.
La decisione, comunicata con una nota ufficiale, è stata motivata dalla priorità assoluta alla sicurezza di partecipanti, spettatori e personale. La fiera, vetrina di tutti e cinquanta gli Stati e fulcro del programma “Freedom 250” voluto dalla Casa Bianca, ha riaperto solo a mezzogiorno, con due ore di ritardo. L’emergenza ha messo sotto pressione anche la rete elettrica: PJM, il maggiore operatore della costa orientale, ha invitato sessantasette milioni di utenti a ridurre i consumi, mentre a New York circa diciassettemila clienti sono rimasti senza elettricità nella serata del 3 luglio, secondo quanto comunicato dalla società Con Edison.
Nell’ottica degli analisti russi, il caos climatico si inserisce in un momento di forte polarizzazione politica interna, acuita dalle dichiarazioni del presidente Donald Trump che, alla vigilia delle celebrazioni, aveva evocato una «rinascita della minaccia comunista» dal monte Rushmore. La stampa tedesca descrive una capitale blindata, dove l’imponente dispiegamento di sicurezza e il caldo opprimente hanno svuotato la fiera nei giorni precedenti, trasformando quella che doveva essere una festa di popolo in un evento segnato da defezioni e malori. Resta confermato, nonostante tutto, il discorso presidenziale in notturna, previsto per le 21:45, seguito da uno spettacolo pirotecnico e da sorvoli militari che includeranno il nuovo Air Force One.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, l’episodio assume i contorni di un monito familiare. Le ondate di calore alimentate da “cupole termiche” – aree di alta pressione che intrappolano aria rovente – stanno diventando eventi ricorrenti anche nel bacino del Mediterraneo, con ripercussioni su salute pubblica, infrastrutture energetiche e grandi raduni di massa. Al momento, le autorità statunitensi non hanno fornito una stima definitiva dei danni né un bilancio complessivo dei malori; le indagini sui blackout sono in corso, mentre il presidente si prepara a concludere la giornata con un intervento che, secondo fonti vicine all’amministrazione, durerà «molto a lungo».
Come la stessa storia è raccontata altrove.
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Il blocco stampa russo non dedica spazio all'ondata di calore negli Stati Uniti, concentrandosi invece su notizie di guerra in Ucraina e incidenti interni. La scelta editoriale suggerisce che l'evento è considerato irrilevante per il pubblico russo, mentre vengono privilegiati temi di sicurezza nazionale e conflitto.
Il blocco atlantico non include l'ondata di calore negli Stati Uniti tra le sue notizie principali, preferendo coprire eventi come alluvioni nel Regno Unito, terremoti in Venezuela e questioni fiscali interne. La mancanza di copertura indica che l'evento non è considerato di rilevanza internazionale prioritaria.
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