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lunedì 15 giugno 2026

L’offensiva americana decapita i cartelli: uccisi El Mencho e Niño Guerrero, boom di sequestri

La collaborazione con il Messico di Sheinbaum e i raid in Venezuela ridisegnano la mappa del narcotraffico, mentre l’Europa osserva con apprensione i possibili spostamenti delle rotte.

Nessuno, nelle agenzie antidroga statunitensi, ricordava una cooperazione così stretta: il 22 febbraio scorso, l’esercito messicano ha ucciso Nemesio Oseguera Cervantes, «El Mencho», capo indiscusso del Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG), dopo aver ricevuto informazioni puntuali da Washington. Pochi giorni dopo, un drone americano ha colpito in Venezuela il rifugio di Héctor Rusthenford Guerrero, «El Niño Guerrero», leader del Tren de Aragua, la mega-banda che ha seminato il terrore da Caracas a Bogotà. L’uno-due di primavera segna il salto di qualità dell’operazione «Scudo delle Americhe», la campagna orchestrata dal Pentagono per «distruggere» le organizzazioni terroristiche transnazionali.

I numeri, del resto, confermano un cambio di passo. Sotto la presidenza di Claudia Sheinbaum, la Marina messicana ha sequestrato oltre 72 tonnellate di cocaina in meno di due anni, un volume 4,6 volte superiore a quello registrato nell’avvio del governo di Andrés Manuel López Obrador. Il potenziamento dei pattugliamenti navali e aerei nel Pacifico e nel Golfo del Messico, insieme all’integrazione delle intelligence internazionali, ha prodotto un’impennata delle intercettazioni di carichi provenienti dal Sudamerica. E che la macchina repressiva non fosse improvvisata lo dimostrano i fascicoli giudiziari: da almeno il 2016, come rivelano gli atti d’accusa federali nel Distretto di Columbia, agenti americani seguivano «El Jardinero», Audias Flores Silva, luogotenente del CJNG, registrandone i movimenti di camion, valichi di frontiera e flussi di denaro.

La retorica di Washington è trionfale. La zarina antidroga Sara Carter ha ringraziato il governo Sheinbaum per aver agito su input dell’intelligence americana («gli abbiamo detto: ecco le informazioni, andate a prenderli, e loro lo hanno fatto»), e ha aggiunto che si sta facendo pulizia anche tra i funzionari corrotti, con estradizioni e operazioni congiunte. Il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha definito l’azione «una cosa militare bellissima» e ha promesso nuovi raid in Ecuador e Guatemala, perché «altri Paesi cercano il nostro aiuto per sconfiggere i narcos». Dal punto di vista latinoamericano, tuttavia, le perplessità non mancano: l’uso di droni armati in Venezuela senza autorizzazione sovrana riaccende il dibattito sulle ingerenze, mentre in Colombia gli analisti si interrogano su come il Tren de Aragua abbia potuto prosperare a lungo, come segnalano i media di Bogotà.

Per l’Italia e l’Europa, l’offensiva emisferica porta con sé scenari ambivalenti. La decapitazione del CJNG e del Tren de Aragua potrebbe frantumare le rotte della cocaina, ma difficilmente ne ridurrà il flusso: già si osservano, secondo gli analisti di Bruxelles, tentativi di dirottare i carichi attraverso l’Africa occidentale e i porti del Mediterraneo, con la ‘ndrangheta sempre pronta a gestire la logistica. Le forze di polizia italiane e l’Europol monitorano con attenzione ogni variazione delle partite sequestrate. Mentre la «Scudo delle Americhe» si trasforma in un’architettura permanente, la lotta al narcotraffico rischia di diventare un gioco di vasi comunicanti, che sposta la pressione sulle coste europee senza estinguere l’offerta.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

21%
TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ bolivariana_progressista
trionfopragmatismo

L'eliminazione di 'El Mencho' rappresenta un colpo decisivo alla struttura del cartello che ha insanguinato il paese. Lo Stato messicano ha dimostrato di poter colpire il cuore del narcotraffico con sequestri record senza piegarsi a pressure esterne, confermando la rotta della Quarta Trasformazione.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezza
urgenzascetticismo

L'uccisione di 'El Mencho' segna una svolta nella narcoguerra, ma gli analisti mettono in guardia da una violenta lotta per la successione. L'operazione, condotta con il supporto di agenzie USA e culminata in sequestri senza precedenti, apre una fase di massima urgenza: la frammentazione del cartello potrebbe scatenare una nuova ondata di violenza.

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lunedì 15 giugno 2026

L’offensiva americana decapita i cartelli: uccisi El Mencho e Niño Guerrero, boom di sequestri

La collaborazione con il Messico di Sheinbaum e i raid in Venezuela ridisegnano la mappa del narcotraffico, mentre l’Europa osserva con apprensione i possibili spostamenti delle rotte.

Nessuno, nelle agenzie antidroga statunitensi, ricordava una cooperazione così stretta: il 22 febbraio scorso, l’esercito messicano ha ucciso Nemesio Oseguera Cervantes, «El Mencho», capo indiscusso del Cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG), dopo aver ricevuto informazioni puntuali da Washington. Pochi giorni dopo, un drone americano ha colpito in Venezuela il rifugio di Héctor Rusthenford Guerrero, «El Niño Guerrero», leader del Tren de Aragua, la mega-banda che ha seminato il terrore da Caracas a Bogotà. L’uno-due di primavera segna il salto di qualità dell’operazione «Scudo delle Americhe», la campagna orchestrata dal Pentagono per «distruggere» le organizzazioni terroristiche transnazionali.

I numeri, del resto, confermano un cambio di passo. Sotto la presidenza di Claudia Sheinbaum, la Marina messicana ha sequestrato oltre 72 tonnellate di cocaina in meno di due anni, un volume 4,6 volte superiore a quello registrato nell’avvio del governo di Andrés Manuel López Obrador. Il potenziamento dei pattugliamenti navali e aerei nel Pacifico e nel Golfo del Messico, insieme all’integrazione delle intelligence internazionali, ha prodotto un’impennata delle intercettazioni di carichi provenienti dal Sudamerica. E che la macchina repressiva non fosse improvvisata lo dimostrano i fascicoli giudiziari: da almeno il 2016, come rivelano gli atti d’accusa federali nel Distretto di Columbia, agenti americani seguivano «El Jardinero», Audias Flores Silva, luogotenente del CJNG, registrandone i movimenti di camion, valichi di frontiera e flussi di denaro.

La retorica di Washington è trionfale. La zarina antidroga Sara Carter ha ringraziato il governo Sheinbaum per aver agito su input dell’intelligence americana («gli abbiamo detto: ecco le informazioni, andate a prenderli, e loro lo hanno fatto»), e ha aggiunto che si sta facendo pulizia anche tra i funzionari corrotti, con estradizioni e operazioni congiunte. Il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha definito l’azione «una cosa militare bellissima» e ha promesso nuovi raid in Ecuador e Guatemala, perché «altri Paesi cercano il nostro aiuto per sconfiggere i narcos». Dal punto di vista latinoamericano, tuttavia, le perplessità non mancano: l’uso di droni armati in Venezuela senza autorizzazione sovrana riaccende il dibattito sulle ingerenze, mentre in Colombia gli analisti si interrogano su come il Tren de Aragua abbia potuto prosperare a lungo, come segnalano i media di Bogotà.

Per l’Italia e l’Europa, l’offensiva emisferica porta con sé scenari ambivalenti. La decapitazione del CJNG e del Tren de Aragua potrebbe frantumare le rotte della cocaina, ma difficilmente ne ridurrà il flusso: già si osservano, secondo gli analisti di Bruxelles, tentativi di dirottare i carichi attraverso l’Africa occidentale e i porti del Mediterraneo, con la ‘ndrangheta sempre pronta a gestire la logistica. Le forze di polizia italiane e l’Europol monitorano con attenzione ogni variazione delle partite sequestrate. Mentre la «Scudo delle Americhe» si trasforma in un’architettura permanente, la lotta al narcotraffico rischia di diventare un gioco di vasi comunicanti, che sposta la pressione sulle coste europee senza estinguere l’offerta.

Divergenza delle fonti

— · 2 testate · 1 lingua

21%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Come si dividono

Favorevole88%
Critico12%

Come la stessa storia è raccontata altrove.

2 gruppi editoriali · 1 lingue

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa atlantica / anglosfera
Stampa latinoamericana/ bolivariana_progressista
trionfopragmatismo

L'eliminazione di 'El Mencho' rappresenta un colpo decisivo alla struttura del cartello che ha insanguinato il paese. Lo Stato messicano ha dimostrato di poter colpire il cuore del narcotraffico con sequestri record senza piegarsi a pressure esterne, confermando la rotta della Quarta Trasformazione.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezza
urgenzascetticismo

L'uccisione di 'El Mencho' segna una svolta nella narcoguerra, ma gli analisti mettono in guardia da una violenta lotta per la successione. L'operazione, condotta con il supporto di agenzie USA e culminata in sequestri senza precedenti, apre una fase di massima urgenza: la frammentazione del cartello potrebbe scatenare una nuova ondata di violenza.

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