
AfD, il congresso di Erfurt tra blindature e ascesa nei sondaggi
Nonostante migliaia di manifestanti e blocchi stradali, la conferenza dell'estrema destra tedesca si apre con i delegati già in sala, mentre i leader puntano alle regionali di settembre.
Il congresso federale di Alternative für Deutschland (AfD) si è aperto sabato a Erfurt, in Turingia, con la rielezione quasi certa dei co-leader Alice Weidel e Tino Chrupalla, mentre all’esterno della fiera la polizia stimava in circa ventimila i manifestanti scesi in piazza per contestare il partito. Secondo i rapporti delle forze dell’ordine, i delegati – circa seicento – sono stati scortati all’interno della struttura già dalle prime ore del mattino con bus protetti, eludendo così i blocchi che hanno paralizzato l’autostrada A71, diverse strade federali e il trasporto pubblico locale. La strategia di blindatura, concordata con le autorità della Turingia, ha permesso l’avvio puntuale dei lavori nonostante le azioni di disturbo annunciate dal cartello «Widersetzen» e da sigle sindacali e della società civile.
Le prospettive attribuite ai diversi attori disegnano una frattura profonda. Per gli organizzatori delle proteste, riuniti sotto lo slogan «Stop ai piromani», l’AfD rappresenta una minaccia fascista all’ordine costituzionale; un portavoce ha dichiarato di non voler «tollerare l’ascesa del fascismo in Germania». Dal canto suo, la dirigenza del partito respinge l’accusa di estremismo, forte di una recente ingiunzione del tribunale che ha sospeso la classificazione come «organizzazione estremista» da parte dei servizi interni. All’interno del congresso, la leadership ha disinnescato senza dibattito una mozione spinosa presentata dall’ala più radicale, guidata dal thuringese Björn Höcke, che chiedeva di ridefinire la lista delle organizzazioni incompatibili con il partito, puntando esplicitamente i Verdi. In cambio del ritiro, il direttivo si è impegnato a rivedere la lista entro un anno, un compromesso che secondo osservatori della scena politica tedesca consolida il controllo di Weidel e Chrupalla e tiene a bada le spinte centrifughe.
L’appuntamento di Erfurt si inserisce in un quadro elettorale che, secondo gli analisti di Bruxelles e i sondaggi nazionali, vede l’AfD attestarsi intorno al 29% delle intenzioni di voto, ben davanti ai conservatori della CDU/CSU. Il partito, nato nel 2013 come movimento euroscettico e trasformatosi in forza di destra radicale con un’agenda anti-immigrazione e nazionalista, punta a capitalizzare il malcontento nelle regioni orientali, dove in Sassonia-Anhalt i rilevamenti lo danno al 41%. Le elezioni regionali di settembre in quello Stato e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore potrebbero consegnare all’AfD la prima guida di un governo locale, mettendo sotto stress la «Brandmauer», il cordone sanitario con cui i partiti tradizionali escludono ogni collaborazione. Per l’Italia, dove Fratelli d’Italia ha normalizzato la destra post-fascista al governo, il caso tedesco offre un termine di paragone: la rigidità del sistema federale e la memoria storica rendono il superamento del firewall un passaggio dall’impatto simbolico e istituzionale potenzialmente dirompente per l’intera Unione.
Sul piano dell’ordine pubblico, la giornata ha registrato episodi di tensione circoscritti: un ufficio dell’AfD e agenti di polizia sono stati colpiti con petardi e sacchetti di vernice, mentre un gruppo di circa trecento manifestanti mascherati è stato disperso con gas lacrimogeni e manganelli dopo aver forzato un cordone. La procura di Erfurt ha aperto accertamenti, ma il grosso delle iniziative è rimasto pacifico, con sit-in, striscioni arcobaleno e appelli alla calma da parte delle autorità cittadine. I lavori del congresso proseguiranno domenica con le votazioni per il vertice e la discussione sul ruolo della gioventù di partito, «Generation Deutschland», che punta a ottenere seggi negli organi decisionali. L’esito delle urne a settembre, atteso con apprensione dalle cancellerie europee, dirà se l’onda blu evocata dai militanti riuscirà davvero a infrangersi sulle istituzioni della Repubblica federale.
| Stampa sud-est asiatica | −0.90 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
A Erfurt, migliaia di manifestanti sindacali e della sinistra hanno bloccato le autostrade per impedire il congresso dell'AfD, denunciando l'ascesa del fascismo in Germania. La polizia antisommossa è stata dispiegata in forze, ma i dimostranti hanno dichiarato che non tollereranno la normalizzazione dell'estrema destra. L'azione è presentata come una resistenza civica necessaria contro una forza politica pericolosa.
Il congresso dell'AfD a Erfurt è stato segnato da massicci blocchi stradali e scontri, con la polizia che ha usato manganelli contro estremisti di sinistra che lanciavano petardi. All'interno della sala, la lotta per il potere si è intensificata: l'organizzazione giovanile spinge per posizioni chiave, mentre i sondaggi dell'AfD continuano a salire inarrestabili. L'evento cristallizza le tensioni attorno al partito di estrema destra, sospeso tra proteste di piazza e la propria ascesa.
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